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Vidumavi, conosciuta come Galadwen fu una donna appartenente alla stirpe degli Uomini del Nord. Figlia di Vidugavia, primo re del Rhovanion, sposò Valacar, figlio del Re di Gondor Rómendacil II, nel 1250 TE e gli diede un figlio che fu chiamato Eldacar nella lingua dei Dúnedain, mentre fu chiamato Vinitharya nella lingua degli Uomini del Nord. Morì nel 1344 TE.

Etimologia Modifica

Vidumavi nella lingua degli Uomini del Nord significa letteralmente "Vergine dei Boschi". Quando la giovane si trasferì a Gondor assieme al marito assunse il nome Galadwen, traslitterazione in Sindarin del suo nome.

Biografia Modifica

Nascita e matrimonio con Valacar Modifica

Vidumavi nacque probabilmente tra il 1220 e il 1230 TE nel Rhovanion, presso la casa di suo padre Vidugavia. Nel 1248 TE Rómendacil II, grande amico di Vidugavia, inviò il proprio figlio Valacar presso la corte del Re degli Uomini del Nord, con l'intento di rafforzare i legami di amicizia tra Gondor e il Regno del Rhovanion. Tuttavia Valacar andò ben oltre le intenzioni del padre: egli infatti si innamorò del Rhovanion e dei suoi abitanti, ma soprattutto s'innamorò, ricambiato, di Vidumavi e chiese ed ottenne da Vidugavia la mano della figlia sposandola nell'anno 1250 TE. Comprendendo che il gesto avrebbe suscitato diverse ostilità tra i Dúnedain, Rómendacil II ordinò al figlio di rimanere nel Rhovanion per evitare ulteriori tensioni tra i sudditi. Vidumavi trascorse quindi dieci anni assieme al marito nelle sue terre natali e fu il periodo più felice della sua vita. Nel 1255 TE l'unione fu allietata dalla nascita di un figlio cui furono dati due nomi: dal padre Valacar fu chiamato Eldacar, in ossequio alla tradizione di Númenor, mentre dalla madre ricevette il nome di Vinitharya, e con questo nome fu noto presso gli Uomini del Nord.

Trasferimento a Osgiliath e la vita a Gondor Modifica

Nel 1260 TE Rómendacil II, sentendo di non aver più molti anni davanti e pensando che la notizia del matrimonio del figlio fosse ormai stata digerita dalla corte, inviò un messaggio al figlio nel quale gli chiedeva di trasferirsi a Osgiliath con la famiglia. Vidumavi si trasferì dunque a Osgiliath assieme al marito e al figlio, cominciando il periodo allo stesso tempo più lungo e triste della sua vita. Infatti, benché il marito avesse portato con sé una nutrita schiera di Uomini del Nord (attirandosi così l'ostilità di molti nobili Dúnedain), Vidumavi soffriva l'ostilità di una corte che, dall'alto del suo lignaggio numenoreano, la guardava con odio e dileggio, considerandola di una razza inferiore e non accettando l'idea di una Regina "straniera". Nonostante ciò Vidumavi sopportò a testa alta le umiliazioni e si gettò anima e corpo nel ruolo di Regina, facendoci promotrice di molte opere benefiche e cercando di catturare le simpatie del popolo, mostrandosi spesso fuori dal palazzo e offrendo elemosine; rinunciò anche al proprio nome, assumendo quello Sindarin di Galadwen, così da ridurre l'impressione di essere una regina straniera e di voler imporre i costumi del nord nella corte. Faticosamente riuscì a costruire la fama di una dama nobile e generosa, ma non riuscì mai a superare l'ostilità xenofoba della corte e di una parte del popolo di Gondor. Inoltre, non essendo della stirpe di Númenor, cominciò ad accusare il passare degli anni e ad invecchiare, anche se l'amore del marito nei suoi confronti non venne mai meno. Nonostante la scienza medica numenoreana all'epoca fosse ancora molto forte essa non poté far altro che allungare di qualche anno la vita della Regina, che comunque superò abbondantemente la soglia dei cento anni di vita. Alla fine Vidumavi morì ad Osgiliath nell'anno 1344 TE, rimpianta da molti soprattutto dal marito e dal figlio.

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