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"I Grandi tra questi spiriti, dagli Elfi son detti Valar, cioè le Potenze di Arda, e gli Uomini li hanno spesso denominati dèi. Sette sono i Signori dei Valar; e sette sono anche le Valier, le Regine dei Valar. Questi i loro nomi nella lingua elfica qual era parlata a Valinor, benché altri ne abbiano nel linguaggio degli Elfi nella Terra di Mezzo, e plurimi siano i loro nomi tra gli Uomini. Ecco, nel debito ordine, i nomi dei Signori: Manwë, Ulmo, Aulë, Orome, Mandos, Lórien e Tulkas; e i nomi delle Regine sono: Varda, Yavanna, Nienna, Estë, Vairè, Vana e Nessa. Melkor non è più annoverato tra i Valar, e il suo nome non viene pronunciato sulla Terra."
Il Silmarillion, Valaquenta, "I Valar".

I Valar, detti le Potenze di Arda, è il nome con i quali sono noti gli Ainur più potenti che parteciparono alla Grande Musica al cospetto di Ilúvatar ed entrarono in Arda all'inizio del Tempo per portare a compimento la grande opera prefigurata nella melodia in attesa della venuta dei Figli di Ilúvatar. Essi possono essere interpretati come le divinità di Arda e all'interno dei confini di sono praticamente onnipotenti, anche se comunque è Eru Ilúvatar a detenere il potere supremo della Fiamma Imperitura e tutte le azioni compiute dai Valar trovano compimento nella sua volontà.

Un tempo i Valar erano quindici e il più possente tra essi era Melkor (il cui nome significa appunto "Colui che si leva in possanza") ma dopo la sua ribellione a Eru e i suoi tentativi di soggiogare Arda non viene più annoverato tra le Potenze.

Nomi e etimologia Modifica

Il nome Valar (Vala al singolare) deriva dall'elfico primitivo e significa letteralmente "Esseri Angelici", relativo alla potenza e alla maestà; l'equivalente femminile è Valier e ad essi è dedicato Valanya il sesto giorno della settimana elfica.

In Sindarin sono noti col nome di Belain (Balan al singolare). Vengono comunemente chiamati Rodyn, e ad essi sono dedicati Orbelain (uguale al Valanya) e la costellazione Cerch i Mbelain. Sono inoltre noti come Signori di Valinor e Númehevuri che significa "Signori dell'Ovest".

In Adûnaico sono noti col nome di Avalôi e Avalôim che significa "Potenze". La forma femminile equivalente è Avalê e sono conosciuti con il titolo di Barîm an-Adûn "Signori dell'Ovest".

Descrizione Modifica

Numero e poteri Modifica

I Valar nel Cerchio del Destino

Gli Aratar radunati attorno al Máhanaxar

Tolto Melkor, il quale ha perso il diritto di essere annoverato tra le potenze, i Valar attualmente sono quattordici: sette maschi e sette femmine. Ognuno di essi esercita il proprio potere su un particolare elemento di Arda, che corrisponde a quello che fu più cantato dal Valar durante la Grande Musica; per esempio Ulmo è il Signore delle Acque mentre Manwë è il Signore dei Venti e delle Nuvole e di tutte le regioni d'aria.

In quanto esseri di puro spirito, i Valar possono assumere forme fisiche diverse a seconda dell'occasione, benchè preferiscano mostrarsi spesso sotto forma di Elfi o Uomini o rimanere invisibili. Non hanno la necessità di parlare per esprimersi, poiché sono in grado di proiettare i propri pensieri nella mente dell'interlocutore, tuttavia non sono muti e per parlare durante grandi occasioni o cerimonie utilizzano una propria lingua detta Valarin, divenuta la lingua corrente di Valinor (e dalla quale è derivato il Quenya, il latino efico) oppure ricorrono alle lingue degli Uomini e degli Elfi qualora questi non comprendano il Valarin.

L'immortalità: differenza tra i Valar e gli Elfi Modifica

In Arda i Valar sono coloro che possono definirsi propriamente immortali a differenza degli Elfi e, soprattutto, degli Uomini. Infatti i Primogeniti, benché vengano spesso considerati immortali, non lo sono del tutto poiché comunque in qualche modo "invecchiano", seppur in maniera impercettibile all'occhio umano e senza decadere nel fisico o nella mente, e ad un certo punto possono stancarsi della vita e scegliere di abbandonare il proprio corpo per recarsi per un periodo, più o meno lungo, nelle Aule di Mandos in attesa di reincarnarsi. I Valar invece sono gli unici esseri che non risentono in alcun modo dello scorrere del tempo e ne sono immuni. Eru stesso tuttavia ha dichiarato che anche le Potenze, che pure sono immuni allo scorrere del tempo, giungeranno ad invidiare il dono della mortalità che egli ha concesso ai suoi Secondogeniti.

Storia Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Ainulindalë, Prima Guerra delle Potenze, Valinor, Seconda Guerra delle Potenze, Ottenebramento di Valinor, Guerra d'Ira e Akallabêth.

A lungo essi travagliarono nelle regioni di , la cui vastità trascende il pensiero di Elfi e Uomini, finchè a tempo debito fu fatta Arda, il Regno della Terra. Poi essi assunsero abito terrestre e vi dimorarono. E insieme ad essi giunsero in Arda anche i Maiar, popolo dei Valar, loro servi e ausiliari con il compito di aiutarli nella loro impresa.

Giunti in Arda, i Valar dovettero affrontare il loro simile Melkor, che aveva proclamato per sè il possesso del mondo. Questo scontro viene detto Prima Guerra delle Potenze ed ebbe luogo prima che Arda fosse completamente plasmata. Essa giunse al termine con la discesa nel mondo dell'ultimo Valar: Tulkas.

La prima dimora dei Valar fu l'Isola di Almaren nel Grande Lago, ma dopo che Melkor attaccò e distrusse i luminari di Illuin e Ormal Almaren venne distrutta dal loro crollo. I Valar dunque lasciarono la Terra di Mezzo per recarsi nella Terra di Aman, la più occidentale di tutte le contrade ai limiti del mondo: infatti le sue rive occidentali danno sul Mare Esterno che cerchia il Regno di Arda, mentre quelle orientali erano l'estremo limite del Grande Mare dell'Occidente. I Valar fortificarono la propria dimora alzando la catena montuosa delle Pelóri, sulla cui cima Manwë pose il proprio trono: Taniquetil. E dietro le mura delle Pelóri, essi stabilirono il proprio dominio nella regione di Valinor; e lì costruirono le loro dimore, i loro giardini e torri.

Da Valinor, i Valar intervennero direttamente tutti insieme nelle vicende della Terra di Mezzo solo altre due volte: dopo il Risveglio degli Elfi, in quella che viene definita Seconda Guerra delle Potenze, e nella Guerra d'Ira, che vide la definitiva sconfitta di Melkor.

Elenco dei ValarModifica

Aratar Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Aratar.

Aratar è il titolo che viene riconosciuto ai Valar più potenti, i quali si riuniscono nell'Anello del Destino per prendere le più importanti decisioni che riguardano il destino di Arda.

Inizialmente erano nove, ma Melkor dopo la sua ribellione venne tolto dal novero, ma adesso sono otto e seguono un ordine gerarchico di potenza; benché manwë sia il loro Re, essi sono pari per maestà e potenza e l'entità dei loro poteri è superiore a quella di qualsiasi essere entro i confini di .

Manwë Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Manwë.
Manwe by Steamey

Manwë, in una fanart.

Manwë è il maggiore tra tutti i Valar, dopo Melkor. Signore dei venti e di tutte le creature del cielo è il più puro di cuore, incapace di concepire alcunché di malvagio, ma anche quello con una visione più chiara di Arda. Tra tutti i Valar è colui che è più addentro al pensiero di Ilúvatar, e spesso si chiude in meditazione per entrare in contatto con il Padre di Tutto quando si presentano questioni importanti.

Poiché durante la Grande Musica assunse la guida del coro degli Ainur in contrapposizione a Melkor, sia Eru che i suoi fratelli gli hanno riconosciuto il titolo di Re Supremo di Arda e le aquile e gli spiriti dei venti sono i suoi servitori. Nella mente di Ilúvatar è il fratello di Melkor, mentre sua sposa è Varda Eléntari, con la quale vive sulla cima del Taniquetil, mentre suo araldo è il maia Eönwë il quale è considerato assieme a Ilmarë uno dei capi dei Maiar e il più forte in assoluto nel maneggio delle armi.

Varda Modifica

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Varda Eléntari by Claudia-stephanie

Varda Eléntari.

Conosciuta anche come Eléntari, Varda è la signora delle stelle, degli astri del cielo e della Luce in tutte le sue forme. Ella è la sposa di Manwë, con il quale vive sulla cima del Taniquetil e conosce tutte le regioni di Eä.

È considerata troppo bella perché possa essere descritta compiutamente e Melkor ha sempre temuto il suo sguardo penetrante, mentre lei non si è mai fidata del tutto del Vala ribelle, neppure quando esso fece atto di sottomissione.

Ha contribuito alla creazione delle Lampade agli albori di Arda, inoltre ha creato le stelle che annunciarono il risveglio dei Primogeniti di Ilúvatar. Questi ultimi la amano e ne fanno oggetto di particolare venerazione nei propri canti e nelle poesie, la cui più famosa è indubbiamente l'Inno a Elbereth. Spesso risponde alle preghiere di coloro che la invocano, come accadde con Frodo e Sam durante il loro scontro contro Shelob. Sua ancella è la Maia Ilmarë, la quale assieme a Eönwë è ritenuta uno dei capi dei Maiar.

Ulmo Modifica

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Ulmo and Tuor by Renato Domingos

L'incontro tra Ulmo e Tuor sulle coste del Nevrast

Ulmo è il Signore delle Acque e delle Correnti Marine, ed è considerato il terzo Valar in ordine di importanza dopo Manwë e Varda. Assieme a Manwë e Mandos è uno di quei Valar che più è addentro ai segreti della Grande Musica ed è sempre stato un fiero avversario di Melkor. Poiché è il signore delle acque, il suo imperio si esercita dalle gocce di rugiada alle correnti sotterranee e ciò gli ha permesso di conoscere praticamente tutti i segreti di Arda, oltre che di mantenere la vita nonostante le opere di distruzione di Melkor.

Suoi vassalli sono i maia Ossë, la moglie di questi Uinen e Salmar, ma a differenza dei suoi fratelli non risiede a Valinor e raramente si fa vedere nelle riunioni presso l'Anello del Destino, preferendo rimanere nelle sue aule subacquee di Ulmonan. Tra tutti i Valar è colui che più ha avuto parte nelle vicende dei Figli di Ilúvatar: fu lui infatti a suggerire a Turgon e a Finrod di costruire le roccaforti di Gondolin e del Nargothrond, così come fu lui ad indirizzare l'eroe Tuor a raggiungere Gondolin ponendo le premesse per la definitiva sconfitta di Morgoth.

Aulë Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Aulë.
Aule il Fabbro

Aulë il Fabbro.

Aulë, noto anche come il Fabbro dei Valar, è uno degli Ainur più potenti e da sempre grande alleato di Manwë e Ulmo nell'opera di plasmare Arda secondo la Grande Musica, oltre ad essere il marito della Valier Yavanna. Ha un potere di poco inferiore a quello di Ulmo e lo esercita praticamente su tutte le sostanze di cui è composta Arda ed è stato lui a plasmare i continenti e le montagne di cui è composta.

È un grande fabbro, maestro in tutte le tecniche e Melkor era geloso di lui in quanto tra tutti i Valar Aulë era quello più simile a lui, benché egli non abbia mai pensato di assoggettare al suo dominio Arda e si sia sempre attenuto alla volontà di Eru, senza mai provare invidia verso i propri fratelli e traendo unicamente piacere dalla creazione di nuovi oggetti. Fu lui a costruire tutte le dimore dei Valar, come anche le loro armi e corazze; è stato inoltre il creatore della razza dei Nani (che essi chiamano Mahal, ovverosia padre/creatore), e colui che ha insegnato ai Noldor la forgiatura dei metalli e la creazione dei gioielli.

Yavanna Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Yavanna.
Yavanna kementari by Zhaana

Yavanna cantando crea i Due Alberi di Valinor

Sorella maggiore di Vána e sposa di Aulë, Yavanna è la patrona di tutto ciò che cresce dalla terra, dagli alberi al muschio sulle rocce, e il suo imperio si esercita su tutto ciò che è legato alla natura. È stata colei che, assieme a Nienna, ha contribuito alla creazione degli Alberi di Valinor e che pose in letargo le creature e le piante della Terra di Mezzo affinché l'oscurità di Melkor non le danneggiasse.

Dopo che suo marito Aulë creò i Nani e questi vennero addottati da Ilúvatar, ella si preoccupò del destino degli alberi considerando che, visto che non potevano muoversi in quanto ancorati al terreno, sarebbero stati vittime inermi dei figli di Aulë e di Ilúvatar. Essa espresse le sue sue preoccupazioni a Manwë il quale, dopo essersi consultato con Eru nel profondo del suo animo, le disse che ciò era già previsto nella Grande Musica e che non avrebbe dovuto preoccuparsene in quanto a protezione delle piante sarebbero sorti gli Ent.

Mandos Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Mandos.
Námo-Mandos

Mandos, il giudice dei Valar.

Mandos è il Signore della Morte e del Destino, e per questo motivo è anche conosciuto come il Giudice dei Valar. Egli è il marito di Vairë, mentre nella mente di Ilúvatar è il fratello maggiore di Irmo e Nessa e assieme ad essi è conosciuto per essere uno dei Fëanturi, ovverosia uno dei Signori degli Spiriti. Assieme a Manwë e Ulmo, Mandos è tra i Valar colui che è maggiormente addentro alla volontà di Eru e conosce tutto ciò che è e che è stato, mentre il futuro non ha per lui misteri fatto salvo ciò che è ancora nella libertà di Ilúvatar. Per questo motivo egli è noto anche il Giudice dei Valar ed è giudicato come il più severo e feroce dei suoi fratelli benché, a differenza di Melkor che è interamente malvagio, le sue azioni non siano spinte da odio cieco ma siano in realtà la massima espressione della volontà di Giustizia di Eru.

Per questo motivo egli è il Custode delle Case dei Morti (chiamate anche Aule di Mandos) e si occupa di accogliere le anime trapassate di Elfi, Nani e Uomini. Fu colui che lanciò sui Noldor la propria terribile Maledizione e i suoi giudizi sono estremamente severi; solo una volta venne mosso pietà, ovverosia quando la fanciulla Lúthien giunse presso le sue aule e intonò un malinconico canto d'amore e speranza impetrando misericordia per sé e il suo amato Beren.

Nienna Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Nienna.
Nienna by moimq

Nienna, la signora della misericordia

Sorella di Irmo e Mandos, Nienna è una dei Fëanturi ovverosia una dei Signori degli Spiriti. Ella è la patrona del Dolore e del Lamento e nella solitudine delle sue aule piange per tutto il dolore provato dagli esseri viventi di Arda. Raramente si reca a Valmar con gli altri Valar, preferendo rimanere presso le Aule di Mandos onde alleviare la sofferenza e il rimpianto di coloro che ne popolano i tristi saloni. È rinomata per la sua pietà ed è incapace di provare rancore: fu una dei pochi Valar, forse l'unica, a provare pietà per Melkor e a parlare in suo favore quando venne condotto in giudizio presso l'Anello del Destino.

Assieme a Yavanna creò gli Alberi di Valinor innaffiando con le sue lacrime il colle di Ezellohar, e dopo la distruzione delle piante ad opera di Melkor e Ungoliant con il suo pianto lavò la sozzura lasciata dai due complici sul colle contribuendo a far nascere il fiore e il frutto dai quali i Valar ricavarono la luna e il sole. Benché Nienna non abbia una sua personale schiera di Maiar, suo grande pupillo fu Olórin, al quale la Valier insegnò la pietà e la pazienza.

Oromë Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Oromë.
Oromë e gli Elfi

Oromë incontra i primi Elfi

Sposo della Valier Vána e fratello di Nessa, Oromë è il patrono delle foreste e della caccia. Per forza è inferiore a Tulkas, ma la sua collera è decisa mente più tremenda e il suono del suo grande corno Valaróma paralizza i nemici dal terrore.

Prima del Risveglio degli Elfi egli, armato di arco lancia, era solito percorrere le foreste della Terra di Mezzo in sella al suo stallone Nahar per dare la caccia alle orrende creature create da Melkor nei sotterranei di Utumno. Fu il secondo tra i Valar (il primo fu Melkor) ad accorgersi del Risveglio dei Primogeniti, mentre fu il primo a portarne la lieta novella a Valinor patrocinando al contempo una guerra contro Melkor alfine di proteggere gli Elfi dalle sue malefatte.

Dopo la sconfitta dell'Oscuro Signore, egli propose di trasferire gli Elfi a Valinor dove avrebbero potuto vivere per sempre in pace al riparo della corruzione della Terra di Mezzo. Nonostante l'opposizione di Ulmo a questo piano, alla fine esso fu approvato e Oromë fu scelto da guida per le tre schiere dei Quendi che, dalle sponde del Cuiviénen, avrebbero dovuto raggiungere le rive del Beleriand per essere traghettati ad ovest.

Gli altri Valar Modifica

Dopo gli Aratar vi sono altri sei Valar i quali, pur non eguagliando gli otto per maestà e potenza, sono comunque molto potenti e vengono tenuti in alta considerazione.

Irmo Modifica

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Tulkas Modifica

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Estë Modifica

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Vairë Modifica

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Vána Modifica

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Nessa Modifica

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Melkor Modifica

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Morgoth

Morgoth, il Nero Nemico del mondo.

Melkor, conosciuto anche come Morgoth o con gli appellativi di Oscuro Signore e Grande Nemico, era inizialmente annoverato tra i Valar ma a seguito della sua ribellione venne tolto dal novero delle Potenze. Egli era nella mente di Ilúvatar il possente di tutti gli Ainur e aveva una comprensione generale anche delle competenze dei suoi fratelli, ma prima dell'inizio dei tempi si isolò da essi, andando a lungo in cerca della Fiamma Imperitura e deviando in questo modo dal pensiero degli altri Valar.

Durante la Grande Musica si insuperbì e cercò di assumerne la conduzione inserendovi cose che solo lui aveva concepito, ma la direzione del tema principale venne assunta da Manwë, così la sua restò solo una dissonanza che tuttavia andò ad intaccarne la perfezione generando i mali del mondo. Quando il suo sguardo si posò su Arda, nacque in lui la brama di soggiogarla ed esserne signore e a lungo combatté contro gli altri Valar per il suo possesso.