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" [...] poiché il levarsi del Re del Mare era terribile, a guisa di montante onda che s’avventi alla terra con scuro elmo crestato di schiuma e coperta di cotta svariante dall’argento alle tonalità del verde. Le trombe di Manwë sono fragorose, ma la voce di Ulmo è profonda come le profondità dell’oceano che lui solo ha visto. [...] tutti i mari e i laghi, i fiumi, le fonti e le sorgenti sono sotto il suo dominio; sicché gli Elfi sostengono che lo spirito di Ulmo scorra per tutte le vene del mondo."
Il Silmarillion, Valaquenta, "I Valar".

Ulmo è il terzo in ordine di importanza e maestosità tra i Valar, dopo Manwë e Varda e intrattiene forti legami di amicizia con Manwë. Ha sempre diffidato di Melkor, e il Signore Oscuro ha sempre avuto paura del mare quasi quanto teme Varda, poiché il mare non può essere asservito in nessun modo.

Ulmo non ha mai vissuto a Valinor, né ha mai avuto una casa in nessun posto sulla terraferma, dato che preferisce le profondità marine e i fiumi della Terra di Mezzo. Il suo palazzo, situato sul fondo di Ekkaia, è chiamato Ulmonan.E insieme a Varda ,Manwè ,e Mandos e uno degli Ainur che più si é addentrato nella volonta di Erù

Etimologia Modifica

Ulmo è un nome Quenya che deriva dal Valarin Ulubôz, Ullubôz" e il cui significato è "colui che versa".

In Sindarin è noto con il nome di Ulu, ma viene anche chiamato Guiar o Gulma

Poteri e attributi Modifica

Uomo è uno dei più potenti Valar esistenti, e gerarchicamente viene subito dopo Manwë e Varda. Assieme a Manwe e Mandos è tra coloro che sono più addentro ai segreti della Musica degli Ainur, e si dice che attraverso le sue acque gli Eldar possano ascoltare i lontani echi di questa musica.

Fin dagli inizi è sempre stato un fedele alleato ed amico di Manwë, anche per la stretta connessione tra l'acqua e l'aria quando la prima diventa vapore e forma le nuvole, ed entrambi sono tra i Valar coloro che seguono più fedelmente la volontà di Ilúvatar-

Il suo imperio si estende su tutte le acque, compresi i fiumi, le insenature, e perfino le acque sotterranee. Attraverso queste ultime si è tenuto in contatto con Arda, fino a sapere più cose di Manwë sui Figli di Ilùvatar; per questo si dice che vive nelle vene del mondo.

Maiar di Ulmo Modifica

Come per gli altri Valar anche Ulmo ha una schiera di Maiar suoi vassalli, i quali esercitano i propri poteri sulle acque e gli elementi del mare. I principali vassalli del Valar sono:

  • Ossë: signore delle onde e delle correnti, è uno dei Maiar più potenti in circolazione; di temperamento assieme focoso e ribelle, spesso si diverte a scatenare tempeste anche solo per diletto. Ama molto i Teleri, ai quali ha insegnato a costruire le navi e i segreti delle correnti.
  • Uinen: moglie di Ossë e patrona delle creature marine, viene spesso invocata nelle preghiere dei marinai affinché plachi la furia del suo compagno e favorisca una navigazione tranquilla.
  • Salmar: araldo di Ulmo è stato l'inventore dei corni Ulumúri.
  • Uin: conosciuta anche come "Balena Ancestrale", ha la forma di un'immenso cetaceo e spesso traina il cocchio marino di Ulmo; il fatto che sia un Maia o meno è oggetto di discussione, in quanto alcuni suggeriscono che in realtà sia uno degli spiriti ancestrali di Arda similmente a Tom Bombadil.

Storia Modifica

Origini e la discesa in Arda Modifica

Ulmo entrò in Arda con Manwë all'inizio dei tempi, e di esso fu sempre un fedele amico e alleato. Assieme a Manwë e Mandos, Ulmo è dei Valar colui che più è addentro alla volontà di Eru e della Musica degli Ainur, tanto che spesso si dice che gli elfi possano ascoltare nelle sue acque i lontani echi di questa musica.

Da sempre ostile a Melkor, fu tra i suoi più fieri avversari. Raramente si è riunito nel Consiglio di Mahanaxar (l'anello del Destino dove si incontrano i Valar per prendere decisioni), ed è intervenuto solo se convocato o comunque solo in situazioni critiche, e difficilmente si mostrava in pubblico come un essere antropomorfo, dato che la sua forma avrebbe terrorizzato ogni uomo o elfo, vestito come un'onda gigante e rivestito di una scintillante armatura verde, mentre suona i suoi grandi corni chiamati Ulumúri, costruiti per lui da Salmar. Inoltre il suo carro è trainato da un'otaria e da un narvalo, gli unici animali assieme alla balena Uin a vivere nell'Oceano Esterno.

Il risveglio degli Elfi e la cattività di Melkor Modifica

Quando Oromë tornò a Valinor annunciando l'avvenuto Risveglio degli Elfi, Ulmo fu tra coloro che caldeggiarono la Guerra per la Salvezza degli Elfi per abbattere il potere di Melkor e salvare i Primogeniti dalla sua maligna influenza.

Dopo la distruzione di Utumno i Valar tennero consiglio per decidere cosa fare degli Elfi: Ulmo inizialmente si oppose al piano di Oromë di portare tutti gli Elfi su Aman, tuttavia non vi pose ostacolo in quanto capì che era ciò che i Primogeniti desideravano.

Così Ulmo, assieme al suo vassallo Ossë e alla balena Uin, funse da traghettatore e servendosi di un'Isola distaccata dalla Baia di Balar trasportò le tre stirpi degli Elfi in Aman, per poi ancorare l'isola nella Baia di Eldamar che divenne poi nota con il nome di Tol Eressëa nella Baia di Eldamar.

Quando giunse la fine della cattività di Melkor e venne portato dinnanzi ai Valar affinché fosse giudicato, Ulmo si oppose alla sua liberazione. Tuttavia Manwë, incapace di riconoscere il male, credette al pentimento dell'Oscuro Signore e decretò che avrebbe potuto aggirarsi libero per Aman. Ulmo, assieme a Tulkas e Varda, mantenne comunque la sua diffidenza e non credette mai al sincero pentimento del nemico.

L'Ottenebramento di Valinor e la Guerra dei Gioielli Modifica

Turgon e Finrod sulle rive del Sirion by mysilvergreen

Turgon e Finrod ricevono la visita di Ulmo in sogno.

Ulmo è stato il Vala più implicato nella caduta di Morgoth: benché i Valar avessero in pratica "abbandonato" la Terra di Mezzo dopo l'Ottenebramento di Valinor, il Signore delle Acque rimase invece vigile osservando tutto ciò che accadeva durante la Guerra dei Gioielli. Egli infatti proteggeva i fiumi Sirion e Gelion, dunque attraverso le acque dei fiumi e dei torrenti veniva a conoscenza di tutto.

Poco prima della Dagor Aglareb apparve in sogno a Turgon e a Finrod, i quali durante una battuta di caccia si erano appisolati sulle rive del Sirion: servendosi del sogno il Vala suggerì ai due signori degli Elfi di costruire dei luoghi sicuri per il proprio popolo in vista delle grandi difficoltà a venire, suggerendo anche i luoghi dove essi avrebbero potuto edificare le proprie roccaforti.

Così consigliati a Turgon e Finrod si misero al lavoro e costruirono dunque l'uno la città di Gondolin (nascosta nella Valle di Tumladen) e l'altro la reggia del Nargothrond sulle rive del Sirion.

Poco prima che Turgon lasciasse il Nevrast, Ulmo apparve nuovamente al re elfico dicendogli che in futuro, quando ne avrebbe avuto maggiormente bisogno, avrebbe inviato a Gondolin un suo messaggero e per questo gli suggerì di lasciare una cotta d'arme nella reggia di Vinyamar così che avrebbe potuto riconoscerlo.

Sebbene non potesse cancellare la Maledizione di Mandos, cercò sempre di aiutare i Noldor nella speranza di temperarne in qualche modo gli effetti; tuttavia non sempre i suoi consigli vennero seguiti: egli infatti previde la rovina del Nargothrond e per evitarla inviò come suoi messaggeri Gelmir e Arminas da Orodreth ordinando al Re di abbattere il ponte sul Sirion e chiudersi nella fortezza in attesa di tempi migliori.

"«La Nequizia del Nord ha profanato le sorgenti del Sirion e il mio potere si ritira dalle dita delle acque correnti. Ma un evento ben peggiore sta per verificarsi. Dite dunque al Signore del Nargothrond: chiudi le porte della tua fortezza e non uscirne. Scarica le pietre del tuo orgoglio nel fiume fragoroso, per modo che il male non possa trovarne l'accesso.»"
Il Silmarillion,cap. XXI, "Turin Turambar".

Tuttavia Turin Turambar, che nel frattempo era diventato il vero capo del Nargothrond, non volle prestare orecchio ai consigli dei messaggeri di Ulmo e riuscì a imporre ad Orodreth la sua volontà, segnando in tal modo il tragico destino di coloro che vivevano nella roccaforte.

Fu invece Tuor, cugino di Túrin, che Ulmo scelse come proprio messaggero da inviare a Gondolin per portare le sue parole a Turgon. Con non poca fatica, in quanto spesso l'uomo non seppe cogliere i suoi segnali, il Signore delle Acque riuscì a condurre l'uomo fino nel Nevrast, dove gli fece recuperare la corazza e le armi lasciate ivi da Turgon secoli prima. Dopo che Tuor si fu rivestito delle armi, finalmente il Vala gli apparve.

TN-Ulmo Appears before Tuor

Ulmo appare a Tuor, Ted Nasmith.

"L'onda venne alla sua volta, sovrastata da un'opaca nebbia. Poi d'un tratto, quando fu vicina, si arricciò e si ruppe, e si precipitò in avanti con lunghe braccia di schiuma; ma, là dove si era spezzata, si stagliava, scura contro la tempesta avanzante, una viva forma di grande statura e maestà. [...] La figura portava un'alta corona come d'argento, da cui lunghi capelli spiovevano a mo' di schiuma, rilucenti nel crepuscolo; e quando aprì il manto grigio che lo copriva come una nebbia, o stupore!, era rivestito di una cotta scintillante, fitta come le squame di un enorme pesce, e di una tunica verde scuro che baluginava e fremeva di marino fuoco mentre lentamente la figura procedeva verso terra. In questa guisa l'Abitatore del Profondo, colui che i Noldor chiamano Ulmo, Signore delle Acque, si mostrò a Tuor figlio di Huor della Casa di Hador ai piedi di Vinyamar. Ulmo non mise piede sulla spiaggia, ma parlò a Tuor stando immerso fino alle ginocchia nel mare brumoso e, per la luce dei suoi occhi e il suono della sua voce fonda che pareva giungere dalle radici del mondo, paura piombò su Tuor, che si prosternò sulla sabbia."
Racconti Incompiuti, parte I, cap. I, "Tuor e il suo arrivo a Gondolin".


Ulmo chiese a Tuor di recarsi in fretta a Gondolin in veste di messaggero e provocando così il matrimonio tra Tuor e Idril (la figlia di Turgon), che daranno poi alla luce Eärendil.

Ulmo saving Elwing

Ulmo slava Elwing dalle acque.

Durante il Terzo Fratricidio Ulmo salvò inoltre la vità a Elwing, la moglie di Eärendil, dal saccheggio dei porti di Sirion: la fanciulla infatti, per non lasciar cadere il Silmaril nelle mani dei Fëanoriani, si gettò con esso dalla scogliera intenzionata a uccidersi. Tuttavia il Vala intervenne e, salvatala dalle acque, la trasformò in un gabbiano e le face raggiungere Eärendil, permettendole così di portare a suo marito il gioiello, il quale si rivelò indispensabile per raggiungere Valinor. Ulmo inoltre li difese in consiglio dalla potenziale ira di Mandos.