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"Massimo in forza e atti di prodezza è Tulkas, soprannominato Astaldo, il Valoroso. Egli è giunto per ultimo in Arda, per aiutare i Valar nelle prime battaglie con Melkor. Trae piacere dalla lotta e dalle prove di forza; e non cavalca destriero, per la semplice ragione che può superare alla corsa tutte le creature che vanno a piedi, ed è instancabile. Ha i capelli e la barba dorati, il suo incarnato è roseo; le sue armi sono le mani. Poco si cura sia del passato che del futuro, e a nulla vale come consigliere, ma è un amico costante."
—Tulkas, Il Silmarillion

Tulkas è un Ainur che appartiene alla stirpe dei Valar ed è detto Astaldo, cioè il Valoroso, perchè è il più grande per gesta e atti di valore tra tutti i Valar. É lo sposo di Nessa e durante la Dagor Dagorath sarà il campione dei Valar assieme a Eönwë e Turin.

Etimologia Modifica

Il nome Tulkas è la traslitterazione Quenya del nome Tulukastáz che significa letteralmente "Dalla Chioma Dorata". É conosciuto altresì col nome di Astaldo che significa Valoroso. In Sindarin è noto come Tolchas, mentre in Noldorin viene chiamato Tulcus.

Poteri e attributi Modifica

Tulkas può essere considerato il patrono della forza e dei guerrieri valorosi. Trae il proprio piacere dalle battaglie e dalle prove di forza ed è considerato il più forte lottatore tra i Valar, tanto da essere riuscito in ben due occasioni ad atterrare Melkor senza difficoltà. A ragione della sua forza non utilizza armi, in quanto un suo pugno può atterrare qualsiasi avversario, né utilizza alcun tipo di cavalcatura essendo egli più veloce di qualsiasi creatura di Arda. È un amico fidato e lento all'ira, anche se questa è terribile una volta scatenata ed è in grado di portare a lungo rancore. A causa del suo carattere impetuoso e poco diplomatico non viene ritenuto un consigliere affidabile, anche se nessuno mette in dubbio la sua buona fede.

StoriaModifica

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L'Arrivo di Tulkas in un'illustrazione di Jenny Dolfen

Tulkas fu l'ultimo degli Ainur a giungere in Arda, dopo aver udito nelle lontananze del cielo delle prime battaglie dei Valar contro Melkor, e quando vi discese nel mondo riecheggiò il suono della sua risata. Davanti alla sua ira il Vala ribelle fuggì, abbandonando Arda, e per una lunga era, che venne definita la Primavera di Arda, ci fu pace. Da quel momento Melkor per sempre nutrì odio per lui, considerandolo responsabile della sua prima sconfitta.

Tulkas sposò Nessa, la sorella di Oromë, sull'isola di Almaren dove i Valar avevano la loro prima residenza e ci fu una grande festa. Dopodichè, stanco per aver lavorato a lungo, si addormentò soddisfatto. Melkor, che nell'Ombra attendeva il momento opportuno, sfruttò l'occasione e rientrò in Arda, iniziando la costruzione di Utumno. Dopo la distruzione delle Due Lampade, fu il primo ad inseguire Melkor ma non riuscì a raggiungerlo prima che egli si ritirasse nella sua fortezza.

Tulkas defeats morgoth by lomehir

Tulkas incatena Melkor con Angainor

Quando i Valar vennero a conoscenza del risveglio degli Elfi, tennero un concilio durante il quale Tulkas sollecitò i suoi fratelli a muovere guerra a Melkor, il quale aveva già cominciato a molestare Primogeniti. Combatté in prima fila in quella che viene ricordata come la Seconda Guerra delle Potenze e dopo aver sfondato i cancelli di Utumno atterrò Melkor incatenandolo con la catena Angainor, forgiata da Aulë, e trascinandolo a Valinor perché fosse giudicato. Quando, dopo tre ere di prigionia, Melkor venne liberato dalle Aule di Mandos e perdonato da Manwë, Tulkas fu tra i pochi a non credere nel sincero pentimento del Vala Ribelle ma accettò comunque la decisione del suo Re sui doveva obbedienza. Tuttavia non smise di provare rancore verso Melkor e, ogni volta che incrociava la strada con lui, stringeva i pugni in segno i rancore.

Durante l'Ottenebramento di Valinor, fu tra i primi assieme al cognato Oromë a lanciarsi all'inseguimento di Melkor, ma la rete di oscurità tesa da Ungoliant gli impedì di inseguire il suo nemico e per Aman risuonarono le sue grida di rabbia e frustrazione. Quando i Valar convocarono Fëanor per cercare di convincerlo a cedere i Silmaril a Yavanna affinché si potesse tentare di sanare i Due Alberi, Tulkas in maniera piuttosto sgarbata disse all'elfo di spicciarsi venendo però ripreso dagli altri Valar.