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Túrin, conosciuto anche come Túrin Turambar, fu un uomo della Casa di Hador che visse nel Beleriand durante la Prima Era. Egli era figlio di Húrin e Morwen, dai quali ebbe anche due sorelle di nome Urwen, chiamata anche "Lalaith" per la sua risata, e Niënor; egli era dunque cugino dell'eroe Tuor, padre di Eärendil e nonno di Elrond e Elros, da parte di padre.

Turin fu forse uno dei più tragici eroi, o anti-eroi, che abbiano mai solcato la Terra di Mezzo: egli fu infatti tra i più feroci avversari di Morgoth, ma fu da questi maledetto e condannato a finire in tragedia qualunque cosa cominciasse in buona fede. Dopo la Nírnaeth Arnoediad e la prigionia del padre a Angband, fu cresciuto dagli Elfi dei quali divenne grande amico e campione. Nonostante la maledizione di Morgoth egli fu un fiero avversario dell'Oscuro Signore e dei suoi alleati, divenendo particolarmente temuto da essi. Egli vendicò la distruzione di Nargothrond uccidendo il drago Glaurung.

Il drago tuttavia ebbe modo di vendicarsi in punto di morte, rivelando alla moglie di Turin Nirniel, giunta sul luogo dello scontro, che ella in realtà altri non era che sua sorella Niënor da tempo creduta perduta e che ora il figlio che portava in grembo era frutto di un incesto. Inorridita dalla rivelazione Nirniel si suicidò gettandosi da una rupe. Quando Turin si risvegliò e fu messo a conoscenza della morte della moglie, in preda alla disperazione si diresse su una collina dove si suicidò con la propria spada. La collina divenne la sua tomba e quella di sua madre Morwen e, dopo la Guerra d'Ira, i Valar fecero in modo che non venisse inghiottita dal mare formando così l'isola di Tol-Morwen.

Le profezie raccontano che il giorno della Dagor Dagorath, Turin tornerà alla vita e combatterà assieme al cugino Eärendil contro i servitori di Morgoth e che sarà proprio lui a dare il colpo di grazia al Vala ribelle ponendo fine alla sua vita.

Nomi ed etimologia Modifica

Il nome Túrin è di origine Sindarin, una consuetudine consolidatasi nella Casa di Hador, e significa "Cuore Vittorioso". In seguito l'eroe assunse diversi nomi: nel Brethil fu noto come Neithan (l'Offeso), dagli orchi fu soprannominato Gorthol (Terrore), nel Nargothrond divenne noto come Mormegil (Spada Nera), Argawaen (Insanguinato), Adanedhel (Uomo-Elfo). Turambar, che fu il suo secondo nome, significa letteralmente "Signore del Fato".

Biografia Modifica

Infanzia e giovinezza Modifica

Turin e Sador by Denis Gordeev

Turin nacque nel Dor-lómin da Húrin il Costante della Casa di Hador e da Morwen della Casa di Bëor nel 464 PE. Egli assorbì molto del carattere altero e distaccato della madre, dimostrandosi sempre più maturo della sua età e rassomigliando più ad un uomo della Casa di Bëor che non di quella di Hador. Aveva anche una sorella minore di due anni di nome Urwen, detta anche Lalaith, con la quale giocava spesso e le era molto affezionato. Quando aveva appena cinque anni però una grave malattia calò da nord e diffuse la morte tra i figli degli Uomini: Urwen morì mentre Túrin, sebbene contagiato, sopravvisse dopo aver lottato tra la vita e la morte. La morte dell'amata sorella lo segnò nel profondo rendendolo ancora più chiuso e scontroso. Strinse amicizia con Sador lo zoppo il quale fu per lui un mentore che gli dette un sacco di insegnamenti di morale ed etica, oltre a narrargli un sacco di storie di guerre e battaglie. Sebbene la madre Morwen non apprezzasse molto Sador, Turin si affezionò molto all'uomo, tanto da donargli un coltello elfico che suo padre gli aveva regalato per i nove anni.

La vita nel Doriath Modifica

Turin e Thingol

Quando fu chiaro che il padre non sarebbe tornato dalla Nirnaeth Arnoediad, ormai prigioniero dell'oscuro Signore, Morwen, all'epoca incita di Niënor, decise di inviare il figlio nel Doriath sotto la protezione di Re Thingol per evitare che gli Esterlings, impadronitisi dello Dor-lómin lo uccidessero. Dopo uno straziante addio Túrin, accompagnato da due vecchi e fedeli servi della casa, intraprese il viaggio verso sud. Tuttavia quando giunsero sul confine del regno di Thingol caddero vittima della magia di Melian e per giorni vagarono nei boschi, rischiando di morire di fame. Furono salvati da Beleg che, accertato che non si trattava di nemici, condusse Turin e i suoi compagni a Menegroth al cospetto di Thingol. Il Re si dimostrò benevolo nei confronti del figlio del valoroso Húrin e, fattolo salire sulle proprie ginocchia, proclamò la propria intenzione di adottarlo come figlio. Da quel giorno Turin ricevette l'educazione di un principe elfico, imparando a tirare di spada e con l'arco, grazie a Beleg e a Mablung, e a seguire le tracce nelle foreste. A sedici anni il giovane espresse al Re la propria intenzione di combattere contro Morgoth per vendicarsi delle sofferenze imposte alla sua Casa e Thingol lo accontentò, mandandolo sotto la guida di Beleg a combattere contro le bande di Orchi che scorrazzavano lungo i confini settentrionali del Doriath.

Vita da Fuorilegge Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Gaurwaith e Dor-Cúarthol.
The dragon helm of dor lomin

Turin guida i suoi fuorilegge contro gli Orchi di Morgoth

Dopo aver ucciso accidentalmente Saeros, uno dei cortigiani di re Thingol a seguito di una lite, si impose l'esilio dal Doriath, diventando col nome di Neithan (L'Offeso) il capo di una banda di fuorilegge che imperversava nel sud del Brethil, ma badando sempre di compiere razzie contro gli Orchi, piuttosto che contro gli Uomini. Nel frattempo Beleg aveva ottenuto il permesso di Thingol per partire alla ricerca di Túrin, per persuaderlo a ritornare con lui nel Doriath. Lo trovò sul colle di Amon Rûdh, ma non riuscì a convincere l'amico a seguirlo. Dopo la partenza di Beleg, Túrin catturò sul colle di Amon Rûdh il nanerottolo Mîm, e si stabilì insieme alla sua banda nelle grotte di quest'ultimo, situate sul colle stesso, facendone la base operativa per le sue scorrerie. Tornato nel Doriath, Beleg supplicò il Re di lasciarlo partire di nuovo alla volta di Túrin; a malincuore Thingol lo congedò, donandogli inoltre la spada nera Anglachel. Grazie a Beleg, a Túrin ed alla sua banda, per un certo periodo le terre intorno ad Amon Rûdh furono liberate dagli orchi e presero il nome di Dor-Cúarthol, la "Terra di Arco ed Elmo" (dal momento che Tùrin indossava l'elmo di Drago del Dor-lómin, uno dei massimi cimeli della sua casata, e Beleg era soprannominato "Arcoforte", per via della sua abilità come arciere).

Il tradimento di Mîm e la morte di Beleg Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Scontro di Amon Rûdh.
Morte di Beleg

Túrin e Beleg vennero tuttavia tradito da Mîm, che guidò le truppe di Morgoth al nascondiglio della banda di fuorilegge. Presso Amon Rûdh ebbe luogo un feroce scontro, ma alla fine Turin fu catturato dagli orchi e la sua banda massacrata. Solo Beleg riuscì a salvarsi e, pur seriamente ferito nella lotta, si lanciò all'inseguimento degli orchi per liberare l'amico. Dopo aver raggiunto gli orchi nel Taur-nu-Fuin, con l'aiuto di Gwindor, un elfo del Nargothrond da poco fuggito da Angband, Beleg riuscì con il favore delle tenebre a uccidere le sentinelle e aportare via Túrin, ridotto all'incoscienza dalle torture degli orchi. Nel liberarlo dalle corde che lo legavano, la spada di Beleg ferì accidentalmente Túrin il quale, svegliatosi all'improvviso non riconobbe al buio l'amico e, credendo di essere ancora oggetto delle sevizie degli orchi, afferrò Anglachel e lo uccise. Túrin, resosi conto del terribile errore commesso, rimase completamente paralizzato ed inebetito dall'orrore del suo gesto e toccò a Gwindor trarlo in salvo, accompagnandolo prima presso le acque benedette di Ivrin, dove Túrin riacquistò il senno, e poi conducendolo a Nargothrond, la sua patria.

Capo del Nargothrond, la Battaglia di Tumhalad e la caduta del Nargothrond Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Battaglia di Tumhalad e Sacco del Nargothrond.
Turin e Finduilas by Denis Gordeev

Qui Túrin adottò come nome Agarwaen figlio di Úmarth (L'Insanguinato, figlio di Malasorte), fece riforgiare la spada nera Anglachel, ribattezzandola Gurthang (Ferro di morte) e con questa si diede ad una guerra senza pietà contro gli orchi guadagnandosi sia la stima del popolo di Nargothrond, che l'amore di Finduilas, figlia del re Orodreth, che però non volle ricambiare, e nemmeno rivelarle il suo vero nome, così lei prese a chiamarlo Thurin (Il Segreto) per timore forse di invischiarla nel fato maledetto deciso per lui da Morgoth. Ma nonostante ciò, su Finduilas gravava ugualmente la sorte dei Noldor, che di lì a poco avrebbe portato alla caduta di Nargothrond.

In questo periodo si guadagnò inoltre il soprannome di Adanedhel (uomo-elfo), giacché assomigliava per la fierezza del portamento più ad un Elfo dei Noldor che ad un essere umano, nonché quello di Mormegil (La Spada Nera) grazie alla sua mortifera abilità con l'arma.

Fall of Nargothrond by Alan Lee

Grazie ai suoi innumerevoli successi in battaglia, crebbe rapidamente la sua influenza presso il consiglio del re Orodeth, insieme però alla sua spavalderia: convinse infatti i Nargothrondrim ad abbandonare le loro tradizioni di prudenza e segretezza, e costruire un ponte di pietra davanti ai cancelli di Nargothrond per permettere il passaggio delle truppe, e che divenne in seguito la causa della disfatta dei Nargothrondrim.

Infatti Morgoth mandò il drago Glaurung a Nargothrond, e grazie proprio al ponte voluto da Túrin, la reggia fu invasa, e il Nargothrond distrutto. Túrin stesso cercò di affrontare il drago, ma venne immobilizzato dal suo sguardo e guardò impotente ed immobile gli orchi portare via Finduilas. Glaurung dileggiò il guerriero, chiamandolo traditore e dimentico del suo stesso sangue, e facendogli credere che Morwen e Nienor stessero soffrendo nel Dor-lómin fame e stenti, mentre lui viveva da nababbo tra gli elfi.

La ricerca di Morwen e Niënor e la venuta nel Brethil Modifica

Turin uccide Brodda by Denis Gordeev

Una volta libero dall'incantesimo di Glaurung, Túrin partì immediatamente alla ricerca della madre e della sorella, abbandonando così al suo destino Finduilas (nonostante Gwindor, morente, gli avesse profetizzato poco prima che la sua sola speranza di sfuggire al Fato di Morgoth era di trovare e salvare Finduilas).

In realtà Morwen e Niënor si erano rifugiate tempo addietro nel Doriath; tuttavia, appena avuta notizia della distruzione di Nargothrond, vollero partire immediatamente alla ricerca di Túrin. Glaurung, che aveva nel frattempo fatto delle rovine del Nargothrond la sua tana, intercettò ed attaccò le due dame, e a nulla valse la nutrita schiera di valorosi elfi che le scortavano: nella confusione della battaglia Morwen fu trascinata via dal suo destriero impazzito, e scomparve; Nienor si trovò faccia a faccia col drago, e quest'ultimo col suo sguardo colpì la fanciulla con un incantesimo, svuotandone completamente l'intelletto e la memoria. Soddisfatto del risultato, il drago si ritirò. Mablung, che guidava la sfortunata spedizione, cercò di riportare almeno la fanciulla indietro nel Doriath, ma invano: lui e i pochi superstiti all'assalto del drago furono attaccati da una schiera di orchi, e Nienor, in preda al panico, fuggì, e non fu possibile seguirla.

Nel frattempo, Túrin raggiunse la sua vecchia casa nel Dor-lómin, solo per trovarla completamente abbandonata. Dopo aver saputo che Brodda, il capo degli Esterling, aveva preso in moglie Aerin, una sua parente, ed aveva così preso possesso delle sue terre ed i suoi beni, si recò da questi per avere notizie della sorte della madre e della sorella. Accolto in malo modo dal neoacquisito parente, riuscì comunque ad apprendere da Aerin degli spostamenti delle due donne; tuttavia, in uno scatto d'ira, uccise l'arrogante Brodda, esponendo però così Aerin e i rimanenti superstiti della casata di Hador ad una persecuzione ancora più dura da parte degli Esterlings. Per questo motivo, quando Túrin si rimise in viaggio, tanto i primi quanto i secondi appresero con gioia la notizia.

Turin e gli Haladin by Denis Gordeev

Turin svenuto sul tumulo di Finduilias viene soccorso da Dorlas e dai suoi uomini

Túrin cercò allora di rimettersi sulle tracce degli Orchi che avevano rapito Finduilas, ma era ormai troppo tardi: quando riuscì a rintracciare la pista, gli uomini dei boschi del Brethil lo informarono di aver annientato gli orchi, e che la fanciulla elfica che era loro prigioniera era spirata. Alla notizia, Túrin collassò al suolo su quello che era il tumulo della sua amata. Fu così che gli uomini del Brethil, guidati da Dorlas, lo portarono con loro nella fortezza tra i boschi di Ephel Brandir, dove dimoravano sotto la guida di Brandir della Casa di Haleth, il quale fu inizialmente restio ad accoglierlo tra la sua gente, avendo percepito che su di lui gravava una grave maledizione. Nel Brethil Túrin cercò nuovamente di riprendere in mano i fili della sua esistenza, proclamandosi Turambar (Padrone della sorte), in spregio del Fato di Morgoth, ed adattandosi all'esistenza discreta e clandestina che il popolo del Brethil conduceva, unico loro riparo contro le rappresaglie degli orchi.

L'incontro con Níniel e la morte di Glaurung Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Invasione del Brethil (498 PE).

Durante una delle sue scorrerie nei boschi, Túrin incontrò improvvisamente una ragazza: era nuda, sporca e si comportava come un animale selvatico privo di senno: era Nienor; tuttavia non avendola mai vista, non riconobbe la sorella. Túrin condusse la ragazza con sé nel Brethil, le diede come nome Níniel (Fanciulla in lacrime) e se ne innamorò, per poi sposarla. Anche Brandir lo zoppo, signore degli Haladin del Brethil era innamorato di Níniel, ma per quest'ultima non esisteva che il marito.

Incominciò così per Túrin quello che probabilmente fu il periodo più sereno della sua esistenza; durante questo periodo Níniel rimase incinta.

Il suicidio Modifica

The death of glaurung

Glaurung in punto di morte rivela la verità a Niënor

Dopo aver ucciso Glaurung, Turin cercò di recuperare la spada dal corpo dell'essere, ma fu investito da un fiotto del sangue velenoso della bestia crollò a terra esamine. Venne dunque raggiunto da Niënor che, credendolo morto, si disperò sul suo cadavere. Glaurung morente colse dunque l'occasione per vendicarsi: con le sue ultime forze il Verme rivelò che ella in realtà era la sorella minore di Turin e che il figlio che portava in grembo era il frutto di un incesto. Sconvolta dall'orrore, Nienor corse via impazzita, e Brandir non riuscì a raggiungerla, e fece solo in tempo a vederla togliersi la vita, gettandosi da una rupe.

Risvegliatosi dal deliquio e raggiunta la sua gente, Túrin chiese notizie della moglie; incredulo di fronte alla storia raccontatagli da Brandir, in preda all'ira lo uccise, scappando poi nei boschi, dove lo trovò Mablung, il quale confermò il racconto di Brandir. Incapace di sopportare oltre il peso dell'esistenza,
Suicidio di Turin

Turin si appresta a suicidarsi

Túrin pose fine ai suoi giorni, gettandosi sulla sua spada.
"Poi sguainata la spada disse: «Salve, Gurthang, Ferro di Morte, tu sola mi rimani! Ma quale signore leale conosci tu, salvo la mano che t'impugna? Nessun sangue ti ripugna! Vuoi bere anche quello di Túrin Turambar? Vuoi uccidermi in fretta?». E dalla lama uscì in risposta una fredda voce: «Sì, voglio bere il tuo sangue, per modo che possa dimenticare il sangue di Beleg mio padrone, e il sangue di Brandir, ucciso ingiustamente. Ti ammazzerò in fretta». Allora Túrin piantò l'impugnatura in terra e si gettò sulla punta di Gurthang, e la nera lama si prese la sua vita."
—La Morte di Túrin

Il suo cadavere fu seppellito vicino al tumulo dove giacevano le spoglie di Finduilas, e sulla sua lapide fu scritto:

TÚRIN TURAMBAR DAGNIR GLAURUNGA
("Túrin, Padrone della sorte, uccisore di Glaurung")

Sotto fu scritto anche:

NIENOR NÍNIEL

Ma il corpo della ragazza non fu mai ritrovato. In seguito alla sconfitta di Morgoth nella Guerra d'Ira, tutte le terre del Beleriand vennero ricoperte dalle acque, ma la tomba di Túrin e Nienor non s'inabissò per volere di Eru Ilùvatar. Finì così la vita terrena di Túrin, ma la leggenda vuole che Mandos abbia profetizzato che, quando Morgoth ritornerà nel mondo di Arda per condurre la battaglia finale contro i Valar e i Figli di Iluvatar, Túrin, mondato dei peccati della sua esistenza dal fuoco purificatore, sarà in prima linea per combattere Morgoth, e sarà lui, che più di tutti gli esseri viventi ha sofferto a causa di quest'ultimo, ad ucciderlo, trapassandogli il cuore.

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