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""Vecchio pazzo!" disse "Vecchio pazzo! Questa è la mia ora. Non riconosci la Morte quando la vedi? Muori adesso, e vane siano le tue maledizioni!" E con ciò levò alta la spada e delle fiamme percorsero la lama.""
—Il Re Stregone contro Gandalf

Il Re Stregone di Angmar era il capo dei Nazgûl e il più potente servitore di Sauron durante la Seconda e la Terza Era. Anticamente uno dei grandi Re degli Uomini, venne corrotto dagli Anelli del Potere di Sauron divenendo un non-morto al suo servizio. Dopo la prima sconfitta di Sauron nella Guerra dell'Ultima Alleanza, egli fuggì nell'estremo nord dell'Eriador, dove fondò il reame di Angmar per combattere contro Arnor.

Dopo la distruzione del suo regno, a seguito della Battaglia di Fornost, il Re Stregone fuggì a Mordor e stabilì la propria residenza a Minas Morgul. Durante la Guerra dell'Anello divenne il comandante in capo delle armate di Sauron.

Fu lui a ferire Frodo con una Lama di Morgul a Colle Vento, causandone quasi la morte. Fu ucciso da Éowyn e da Meriadoc Brandibuck durante la Battaglia dei Campi del Pelennor.

Nomi e titoli Modifica

Il Re Stregone nel corso degli anni fu noto con diversi nomi e titoli:

  • Signore dei Nove
  • Signore dei Nazgûl
  • Signore di Morgul
  • Re Stregone di Angmar
  • Argûl (Signore di Magia Nera in Sindarin)
  • Signore di Minas Morgul
  • Capitano Nero
  • Capitano della Disperazione
  • Dwimmerlaik
  • Signore delle Carogne

Aspetto e poteri Modifica

Aspetto Modifica

Dalle descrizioni rinvenute ne Il Signore degli Anelli e nei volumi di The History of the Middle Earth, si può presumere che prima di diventare uno spettro maligno egli fosse in realtà un Dúnedain: infatti è descritto come molto alto e dagli occhi grigi, caratteristiche tipiche del popolo dell'Ovesturia. Nel libro appare come una inquietante e maestosa figura nera, avvolto da un mantello ugualmente nero, ma il suo volto e il suo corpo, a meno che non siano coperti sa vestiti, sono invisibili agli occhi dei mortali e l'unica cosa chiara alla vista di questi sono i suoi occhi rossi fiammeggianti. Frodo lo vide quando entrò nel loro mondo grazie al potere dell'Anello e potè osservare come la sua pelle fosse bianca e i capelli ugualmente bianchi.

Poteri Modifica

In quanto membro dei Nazgûl il Re Stregone possiede già di per sé enormi poteri che travalicano quelli dei normali esseri umani e molti Elfi. Egli è ammantato dall'Alito Nero, un pericoloso potere oscuro che contamina chiunque venga in contatto con lui e lo avvelena corrompendolo e, molto spesso causandone una morte atroce. Inoltre possiede dei potentissimi poteri magici che lo pongono praticamente al pari degli Istari, che essendo dei Maiar sono tra gli esseri più potenti di Arda. È in grado di distruggere le normali spade con un semplice gesto della mano e non può essere ferito da esse a meno che non siano incantate. Come tutti i Nazgûl è più potente durante la notte o quando il sole è oscurato e più il potere di Sauron si rafforza, più si rafforza anche il suo potere.

Storia Modifica

La Seconda Era Modifica

Origini Modifica

I Nove by spartank.png

Ben poco si conosce riguardo alle origini di questo terribile personaggio. Molti credono che egli un tempo fosse un grande signore numenoreano, esperto di arti magiche, che risiedeva nella Terra di Mezzo e che in seguito venne corrotto da Sauron grazie ad uno degli Anelli del Potere che, oltre ad accrescerne la potenza, ebbe come risultato il suo assoggettamento alla volontà dell'Oscuro Signore. Una teoria dei fan, basata su alcune dichiarazioni di Tolkien, ha ipotizzato che il Re Stregone fosse un Principe della Casa Reale di Númenor di nome Isilmo. La prima apparizione dei Nazgûl documentata dalle cronache risale al 2551 SE, dunque è ipotizzabile che egli sia diventato un servitore di Sauron in quella data o poco prima. Per i successivi 1200 anni egli servì fedelmente l'Oscuro Signore guidando i Nazgûl contro i suoi nemici e gettando il terrore nei loro cuori.

La prima sconfitta di Sauron ad opera di Ar-pharazôn Modifica

Dopo la cattura di Sauron ad opera di Ar-Pharazôn, i Nazgûl si mantennero in un stato di quiescenza per circa uno o due secoli in attesa del ritorno del loro signore. Dopo la caduta di Númenor e il ritorno di Sauron a Mordor, essi ripresero il proprio posto accanto all'Oscuro Signore assistendolo nella ricostruzione delle sue armate e del suo potere.

Guerra dell'Ultima Alleanza Modifica

Nel 3441 SE ritroviamo l'Oscuro Signore alla guida delle armate di Mordor durante la Guerra dell'Ultima Alleanza e il Re Stregone fu al suo fianco come suo comandante in seconda. Dopo la Battaglia di Dagorlad e la definitiva sconfitta di Sauron, il Re stregone scomparve dalla Terra di Mezzo assieme agli altri Nazgûl e per quasi mille anni non si ebbe più notizia degli Spettri dell'Anello.

La Terza Era Modifica

Nel 1050 TE Sauron ritornò nella Terra di Mezzo, stabilendo la propria residenza a Dol Guldur, a sud di Bosco Atro, e assumendo l'identità del Negromante. In questo periodo si ha notizia dell'apparizione degli Spettri dell'Anello, nuovamente guidati dal Re Stregone.

Il regno di Angmar Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Guerra tra Angmar e Arnor.
CarnDum3.jpg

Il Re Stregone nella fortezza di Carn Dûm, capitale del Regno di Angmar

Nel 1300 TE il Re Stregone, probabilmente su ordine di Sauron, si stabilì nell'estremo nord della regione dell'Eriador e, chiamati a sé i servitori dell'Oscuro Signore (quali Orchi, Troll e Numenoreani Neri), fondò il Regno di Angmar. Era questo un regno malvagio creato unicamente allo scopo di provocare la caduta del Regno di Arnor dei Dúnedain, contro il quale il Re Stregone condusse una secolare guerra spietata, servendosi delle sue arti maligne e di grandi armate di orchi. Favorito in quest'opera dalle divisioni tra i Dúnedain, che si erano divisi in tre deboli regni indipendenti, nel 1974 TE il Re Stregone potè dire di aver compiuto il proprio incarico, conquistando Fornost (capitale dell'ultimo regno Dúnedain dell'Arthedain) e causando la morte dell'ultimo Re Arvedui della stirpe di Isildur.

Il Ritorno a Mordor Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Fornost.
Glorfindel, Eärnur and Witch-King.jpg

Il Re Stregone fugge dopo la battaglia di Fornost, inseguito da Eärnur e Glorfindel

La distruzione del Regno dell'Arthedain mise in allarme sia gli Elfi del Lindon che il Regno di Gondor, che nel 1975 TE formarono così un grande Alleanza, guidata dal Principe di Gondor Eärnur e dal Principe Elfico Glorfindel, guidando un imponente esercito contro il Re Stregone di Angmar, con l'obiettivo di liberare la città di Fornost (in quel momento occupata dalle truppe del Re Stregone) e sconfiggere una volta per tutte il Regno di Angmar. Lo scontro avvenne a poca distanza della città e in quella che in seguito divenne nota come la Battaglia di Fornost, le truppe alleate inflissero una durissima sconfitta all'esercito del Re Stregone causando così la fine del Regno di Angmar. Alla fine della battaglia il Re Stregone fuggì a cavallo dal luogo dello scontro e Eärnur, galvanizzato dalla vittoria, fece per lanciarsi al suo inseguimento ma fu trattenuto da Glorfindel, il quale profetizzò la fine del Re Stregone con le seguenti parole:
"Non inseguirlo! Mai più Egli ritornerà in queste terre. Ancora molto là di venire è il suo fato, ed egli non cadrà per mano di un uomo."
Glorfindel
Minas Morgul art.jpg

Minas Morgul, residenza del Re Stregone di Angmar

Dopo la distruzione del suo regno, il Re Stregone tornò a far rapporto al suo signore il quale, lungi dall'adirarsi, fu compiaciuto dalla distruzione di Arnor, uno dei suoi nemici più temuti, e inviò il suo servo a Mordor per preparare il suo ritorno assieme agli altri Nazgûl. Nell'anno 2000 TE, sentendosi ormai abbastanza forti, i Nazgûl lanciarono una sortita da Mordor attaccando Gondor, in quel momento indebolito dalla Grande Pestilenza e dagli attacchi dei Carrieri. Nel 2002 TE conquistarono Minas Ithil, che venne poi rinominata Minas Morgul e il Re Stregone vi pose la sua residenza. Nel 2043 TE sfidò a duello il Re di Gondor Eärnur, che però rifiutò. Nel 2050 TE rinnovò la sua sfida che questa volta fu accettata dal Sovrano che si diresse a Minas Morgul, affidando il regno al suo Sovrintendente, per non tornarvi mai più. Presumibilmente il Re Stregone uccise Eärnur ponendo così fine alla linea di Anàrion.

La Guerra dell'Anello Modifica

L'arrivo nella Contea Modifica

Witch-king and the hobbits.jpg

Il Re Stregone sul punto di scoprire Frodo, Sam, Pipino e Merry

Dopo che Sauron scoprì da Gollum che l'Unico Anello era custodito da un Hobbit della Contea, inviò i Nazgûl nelle terre degli hobbit affinché lo recuperassero e a capo di essi pose naturalmente il Re Stregone. Questi si mossero da Minas Morgul cavalcando i loro oscuri destrieri e spargendo il terrore in tutte le terre che attraversavano. Quando giunsero nella Contea incontrarono il Vecchio Maggot e gli chiesero dove potessero trovare i Baggins, terrorizzando a morte i cani dell'hobbit. Tuttavia quando giunsero a Hobbiton trovato Casa Baggins vuota, in quanto Frodo si era già trasferito nella sua Casa di Crifosso; si gettarono dunque al suo inseguimento battendo tutte le strade da Hobbiton fino alla Terra di Buck e il Re Stregone fu sul punto di scoprire Frodo e i suoi compagni, ma anche quando giunsero a Crifosso arrivarono troppo tardi e trovarono solo Fredegario "Grassotto" Bolgeri che, dopo aver sbarrato la porta, sgattaiolò fuori dalla casa e suono l'allarme della Terra di Buck mettendo in allarme gli hobbit e costringendo i Nazgûl a fuggire. Nonostante ciò il Re Stregone non rinunciò alla caccia e divise i Nazgûl affinché battessero tutte le strade alla ricerca di Frodo e dei suoi compagni. Tuttavia i quattro Hobbit, anche grazie all'aiuto di Tom Bombadil, riuscirono a raggiungere sani e salvi Brea, dove si incontrarono con Aragorn. Alla fine i Nove giunsero anche a Brea, ma quando giunsero al Puledro Impennato fecero nuovamente un buco nell'acqua e, per la frustrazione, si abbandonarono a terrificanti grida che terrorizzarono l'intera popolazione.

L'aggressione a Frodo a Colle Vento Modifica

"Due delle figure si arrestarono. La terza era più alta delle altre: i capelli lunghi luccicavano e sull'elmo era posta una corona. In una mano stringeva una lunga spada, nell'altra un coltello; sia la mano che il coltello ardevano con una pallida luce; fece un balzo in avanti e si lanciò su Frodo"
—La Compagnia dell'Anello, Un coltello nel buio, p. 256
Witch King-Frodo.jpg

Il Re Stregone si appresta a colpire Frodo a Colle Vento

Anche se gli erano sfuggiti a Brea, il Re Stregone non si perse d'animo e, sapendo che avrebbero cercato di raggiungere Gran Burrone, decise di sorvegliare tutte le strade che da Brea conducevano a Imladris. Una notte, a causa di una sbadataggine degli Hobbit, scoprirono il bivacco di Frodo e dei suoi compagni a Colle Vento e cinque Nazgûl, guidati dal Re Stregone in persona, attaccarono il campo. Nonostante la pronta reazione di Aragorn il Re Stregone riuscì a colpire Frodo con una Lama di Morgul e a infettare Frodo con l'Essenza Oscura prima di essere costretto alla fuga. Aragorn e gli Hobbit cominciarono dunque una corsa contro il tempo per raggiungere Elrond a Gran Burrone e curare Frodo, perennemente braccati dai Nazgûl.
Frodo and the Nazguls.jpg

I Nazgûl vengono travolti dal fiume Branduin

Lungo la strada i cinque compagni incontrarono l'elfo Glorfindel, che gli era stato mandato incontro da Elrond prevedendo guai, il quale si accollò Frodo sul suo cavallo per condurlo il più presto possibile a Gran Burrone. Tuttavia lungo la strada i Nazgûl intercettarono l'elfo che, cercando di guadagnare tempo, smontò da cavallo e lasciò che fosse il suo destriero a condurre Frodo da Elrond. Tuttavia gli Spettri lo ignorarono e si gettarono all'inseguimento di Frodo.
"Improvvisamente il Cavaliere che si trovava più avanti spronò il proprio cavallo che, sentendo l'acqua, si arrestò impennandosi. Con grande sforzo, Frodo riuscì a sedere dritto e a brandire la spada. "Andatevene via!" gridò "Tornatevene nella Terra di Mordor e non seguitemi più!" Anche alle sue orecchie la voce suonava flebile e stridula. (...) I suoi nemici gli risero in faccia con un ghigno crudele e raggelante "Torna qui! Torna qui!! chiamavano "Ti porteremo a Mordor!" (...) "Per Elbereth e Luthien la Bella" (...) "Non avrete né l'Anello né me!" Fu allora che il capo, già a metà strada del Guado, si alzò minaccioso sulle staffe e levò la mano. Frodo divenne improvvisamente muto. Sentila lingua paralizzarglisi nella bocca, e il cuore battere affannosamente. La spada si frantumò e gli cadde dalla mano tremante."
—La compagnia dell'Anello, Fuga al guado, p. 277


Giunti sul fiume Bruinen, che segnava il confine dei domini di Elrond, i Nove si fermarono e il Re Stregone cercò di usare la sua influenza, derivatagli dalla ferita inflitta all'Hobbit, per convincere Frodo a tornare indietro e consegnarsi a loro ma il giovane Hobbit, sebbene indebolito e in preda al delirio, rifiutò risolutamente. Allora i Nazgûl fecero per attraversare il fiume, ma vennero investiti da un'ondata d'acqua che li trascinò via e uccise le loro cavalcature, costringendoli a ritornare a Mordor con le pive nel sacco.

La Guerra Modifica

Ritornati a Mordor non si sente più parlare del Re Stregone e dei Nazgûl fino a "Il Ritorno del Re". Presumibilmente rubarono delle cavalcature e ritornarono a Barad-dûr per riferire all'Oscuro Signore il fallimento della loro impresa. Sauron infuriato decise che era il momento di attaccare gli uomini, non immaginando neppure che volessero distruggere l'Anello, e date nuove cavalcature ai Nazgûl li mise a capo dei suoi eserciti affinché li guidassero contro Gondor. Il Re Stregone tornò dunque a Minas Morgul, dove si apprestò a preparare le proprie truppe e i piani di invasione del regno dei Dúnedain.

L'attacco a Gondor Modifica

Gandalf facing Witch-king.gif

Gandalf affronta il Re Stregone davanti ai cancelli di Minas Tirith

Sentendosi abbastanza potente il Re Stregone decise di lanciare l'attacco a Gondor con tutte le truppe di cui disponeva a Minas Morgul, rinforzate da battaglioni di orchi di Mordor e Haradrim. Tra il 10 e il 12 marzo 3018 TE le sue truppe investirono la città di Osgiliath, conquistandola dopo una dura lotta nonostante l'accanita resistenza di Faramir, e la fortezza di Cair Andros assicurandosi così il controllo dei guadi dell'Anduin. Conquistati i guadi lanciò dunque l'assalto al Rammas Echor, che cadde piuttosto facilmente, per poi dare il via all'assedio di Minas Tirith. Per attaccare le mura si servì del possente ariete da guerra Grond, che egli stesso aveva incantato con varie magie di protezione affinché fosse immune alle armi degli assediati. Alla fine le porte della città cedettero ed egli, a cavallo di un destriero nero, fece il suo ingresso nella fortezza affrontando Gandalf con una spada fiammeggiante.
"Il Signore dei Nazgûl entrò sul suo cavallo. Si ergeva immenso, un'enorme figura nera contro il bagliore degli incendi, una terribile minaccia di disperazione. Il Signore dei Nazgûl si fece avanti, varcando l'arco che mai nemico aveva oltrepassato, e tutti fuggirono innanzi a lui. Tutti eccetto uno. In attesa, immobile e silenzioso in mezzo allo spiazzo del cancello, sedeva Gandalf su Ombromanto (...). "Non puoi entrare qui" disse Gandalf, e l'enorme ombra si fermò. "Torna negli abissi preparati per te!Torna indietro! Affonda nel nulla che attende te e il tuo Padrone. Via!""
—Gandalf affronta il Re Stregone
"Il Cavaliere nero fece scivolare il cappuccio e, meraviglia!, portava una corona regale; eppure sotto di essa vi era una testa invisibile, poiché fra la corona e l grandi e scure spalle ammantate brillavano rossi i fuochi. Da una bocca inesistente proruppe un riso micidiale. "Vecchio pazzo!" disse "Vecchio pazzo! Questa è la mia ora. Non riconosci la Morte quando la vedi? Muori adesso, e vane siano le tue maledizioni!" E con ciò levò alta la spada e delle fiamme percorsero la lama."
—La risposta del Re Stregone


La Morte Modifica

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Il Re Stregone affronta Eowyn

"L'Ombra Voante puntò verso terra e infine, piegando le ali, lanciò un urlo gracchiante e si posò sul corpo di Nevecrino, affondandovi le grinfie, e curvano il lungo collo spoglio. Su di esso sedeva una figura avvolta in un manto nero, immensa e minacciosa. Portava una corona d'acciaio, fra il cui bordo e le vesti non vi era nulla, se non il micidiale bagliore degli occhi: il Signore dei Nazgûl"
—Il ritorno del Re, La battaglia dei Campi del Pelennor, p. 1009

L'arrivo dei Rohirrim di Théoden tuttavia interruppe quello che sembrava essere il suo trionfo. Ritiratosi precipitosamente da Minas Tirith, il Re Stregone cambiò la propria cavalcatura e si gettò contro i Rohirrim assieme agli altri Nazgûl creando ulteriore scompiglio. Quando vide Théoden a terra si avventò su di lui assieme alla sua mostruosa cavalcatura, con l'intenzione di ucciderlo. Tuttavia tra lui e il Re si frappose Éowyn che, sebbene terrorizzata, si preparò a difendere lo zio con le unghie e con i denti riuscendo addirittura ad uccidere la cavalcatura alata del Re Stregone. Questi dunque si erse in tutta la sua statura e affrontò in duello Éowyn, con la quale intrattenne un breve dialogo:

Eowyn kills Witch King.jpg
"Éowyn: Vattene, maledetto Dwimmerlaik, signore delle Carogne! Lascia in pace i morti!
Re Stregone: Non metterti tra il Nazgûl e la sua preda! Oppure non ti ucciderà quando verrà il tuo momento, ma ti porterà nelle case dei tormenti, dove la tua carne sarà divorata e la tua mente raggrinzita sarà lasciata nuda davanti all'Occhio Senza Palpebre!
Éowyn: Fai quello che vuoi, ma se posso io ti ucciderò!
Re Stregone: Uccidermi? Stolto! Nessun uomo vivente può uccidermi!
Éowyn: Ma infatti io non sono un uomo! Stai guardando una donna! Io sono Éowyn figlia di Eomund. Tu stai tra me e il mio Signore e parente! Vattene se non sei senza morte! Per la vita o la oscura morte ti ucciderò se osi toccarlo!
"
—Dialogo tra Éowyn e il Re Stregone

Dunque il Re Stregone attaccò con furia la giovane, spezzandole lo scudo e il braccio sinistro con la sua enorme mazza, ed era sul punto di ucciderla se Merry non fosse intervenuto colpendo il Re Stregone al ginocchio con una Lama delle Tumulilande, l'unica in grado di ferirlo seriamente, e permettendo a Éowyn di infliggergli il colpo di grazi con la sua spada. Così il Re Stregone morì, secondo quanto detto dalla profezia di Glorfindel, il quale aveva predetto che "nessun uomo" l'avrebbe ucciso.

Adattamenti Modifica

Il Signore degli Anelli (1978) Modifica

Nazgul 1977.jpg

Nel film animato di Bakshi il Re Stregone è indistinguibile dagli altri Spettri dell'Anello; tutti sono vestiti con mantelli neri e marroni e nessuno sembra essere in grado di parlare chiaramente. La scena del guado del Bruinen, in cui Frodo si confronta con i Nazgûl, è però resa in maniera piuttosto fedele rispetto al romanzo.

Il Ritorno del Re (1980) Modifica

Witch King 1980.png

In questo film animato la figura del Re Stregone è realizzata abbastanza fedelmente come anche i suoi dialoghi sono piuttosto fedeli al libro, anche se la sua voce appare sgradevolmente elettronica e falsa e più che apparire spaventosa sembra ridicola. Nessun attore fu accreditato come doppiatore del personaggio

Trilogia de Il Signore degli Anelli (2001-2003) Modifica

Witchking Il Signore degli Anelli (2001-2003).jpg

Nella trilogia cinematografica di Peter Jackson è interpretato dall'attore neozelandese Lawrence Makoare ed è doppiato da Andy Serkis. Il suo volto invisibile, ne Il ritorno del re, è coperto da un ibrido della maschera che aveva indossato nella battaglia a Fornost e della corona. Le sue azioni e quelle degli altri Spettri dell'Anello differiscono da quelle narrate nel libro: ne La Compagnia dell'Anello attaccano la Locanda del Puledro Impennato di Brea, mentre nel libro sono i loro complici locali a fare l'incursione. A Colle Vento ingaggiano anche un lungo duello con Aragorn durante il quale alcuni Spettri prendono fuoco, mentre nel libro Aragorn li costringe ad allontanarsi con una torcia infuocata. Infine al guado i Nove Spettri fronteggiano Frodo e Arwen e sono spazzati via da un'onda provocata da quest'ultima, mentre nel libro il ruolo di Arwen è svolto da Glorfindel che aveva lasciato che Frodo procedesse da solo nella fuga e l'incantesimo è evocato da Elrond. Nel secondo film della trilogia il Re Stregone appare in due occasioni a cavallo di una creature alata simile a un drago: la prima volta mentre sorvola le Paludi Morte alla ricerca di Frodo, Sam e Gollum che vi si nasconodo, in questo caso abbastanza fedelmente a quanto riportato nel libro; la seconda volta appare ad Osgiliath dove arriva ad un passo dal recuperare l'Anello da Frodo prima di essere allontanato da Faramir, cosa mai accaduta nel romanzo. Ne Il ritorno del re il Re Stregone è a capo dell'esercito di Sauron che da Minas Morgul marica su Minas Tirith. Non avverte la presenza dell'Anello come nel libro ma è riconosciuto da Frodo. Durante l'assedio di Minas Tirith il Re Stregone arriva dopo che il cancello di Gondor è stato distrutto per mezzo del gigantesco ariete Grond. Nel libro invece è lui stesso ad abbatterlo e a provocare il caos con la sua bestia alata tra i difensori. Nel film i primi nemici a entrare in città sono gli orchi dalle torri d'assedio e i Troll dal cancello. Nell'edizione estesa del film, mentre Gandalf sta scendendo dai livelli più alti della Cittadella è inavvertitamente attaccato dal Re Stregone che riesce a frantumare il suo bastone (mentre nel libro di non si fa menzione di ciò). Lo scontro è però interrotto dall'arrivo dei Rohirrim. Durante la Battaglia dei Campi del Pelennor è armato con una spada ed un enorme mazzafrusto (non di una mazza come nel libro). Col mazzafrusto colpisce più volte Éowyn fino a frantumarle lo scudo, con conseguente rottura del braccio sinistro. Grazie all'intervento di Merry, tuttavia, la giovane guerriera riesce a colpire lo Spettro, che viene così distrutto.

Trilogia de Lo Hobbit (2012-2014) Modifica

Re Stregone Lo Hobbit.jpg

Il personaggio compare anche nella trilogia Lo Hobbit di Jackson, prequel della trilogia de Il Signore degli Anelli, nonostante il personaggio non compaia mai nell'omonimo romanzo: nel primo film, Un viaggio inaspettato, appare a Dol Guldur, dove aggredisce Radagast. In questa occasione ha un aspetto molto simile a quello de La Compagnia dell'Anello quando viene visto da Frodo indossando l'Unico Anello. Inoltre nel film, durante l'incontro del Bianco Consiglio a Imladris, viene detto che dopo la Battaglia di Fornost i Dúnedain lo rinchiusero in un sepolcro protetto da incantesimi, cosa falsa in quanto il Re Stregone fuggì in realtà a Mordor. Nella versione estesa del secondo film, La desolazione di Smaug, viene mostrata brevemente la sua sepoltura, narrata dalla voce di Galadriel. Nel terzo film, La battaglia delle cinque armate, lo si può chiaramente riconoscere dall'elmo-corona che porta (simile a quello della precedente trilogia) e che è alla destra del suo secondo, Khamûl, e brandisce una mazza ferrata. Combatte insieme agli altri otto Spettri contro il Bianco Consiglio, venuto a salvare Gandalf; alla fine viene scacciato insieme ai suoi simili e a Sauron da Galadriel.

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