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Oropher fu un elfo della stirpe dei Sindar del Doriath vissuto a cavallo tra le Prima Era e la fine della Seconda Era, che divenne Re degli Elfi Silvani di Boscoverde. Fu il padre di Thranduil, che gli succedette sul trono, e nonno di Legolas, unico membro elfico della Compagnia dell'Anello. Morì ucciso in combattimento durante la Battaglia di Dagorlad.

Etimologia Modifica

Il nome Oropher ha un origine misteriosa, in quanto potrebbe essere sia di derivazione Sindarin che di origine Nandorin; comunque il significato letterale di questo nome è "Alto Faggio".

Biografia Modifica

Origini Modifica

Oropher nacque nel Beleriand (non si sa se durante gli Anni degli Alberi o durante la Prima Era) sotto il regno di Thingol e Melian da una nobile famiglia di Sindar, e visse per molti anni nel Doriath. Dopo la Guerra d'Ira il Beleriand era completamente devastato, ragion per cui assieme ad altri Sindar si trasferì nel Lindon con quei Noldor che avevano deciso di rimanere nella Terra di Mezzo sotto la guida di Gil-galad.

Il trasferimento a Boscoverde Modifica

Nonostante egli non avesse cattivi rapporti con Gil-galad, come molti altri Sindar si trovava a disagio nel dove sottostare ad un Re Noldor, memore anche dei dolori del Secondo e del Terzo Fratricidio. Per questa ragione, assieme ad una numerosa schiera del suo popolo, intraprese un viaggio verso est, alla ricerca di un luogo dove fondare un regno per i Sindar. Attraversarono dunque le Montagne Nebbiose e giunsero alla fine a Boscoverde che allora era abitato da una numerosa popolazione di Nandor, loro consanguinei in quanto appartenenti alla stirpe dei Teleri. Oropher e i suoi seguaci decisero dunque di stabilirsi con i propri parenti i quali, in virtù della nobiltà di questi, gli offrirono di diventare il loro Re e Oropher accettò. Per lungo tempo visse sulla collina di Amon Lanc (in seguito nota come Dol Guldur), per poi trasferirsi verso nord sugli Emyn Duir.

La Guerra dell'Ultima Alleanza e la morte Modifica

Morte di Oropher.jpg

Nonostante l'ostilità degli Elfi Silvani nei confronti dei Noldor e dei Nani - e il loro desiderio di rimanere isolati dalle vicende del mondo - Oropher si rendeva conto del pericolo rappresentato da Sauron per il suo popolo; per questo motivo, quando venne formata l'Ultima Alleanza, egli mobilitò i suoi sudditi e scese in guerra con un numeroso esercito che si unì alla schiera di Amdír, Re di Lothlórien, creando così un'unica grande armata di Elfi Silvani. Controvoglia i due Re accettarono il comando supremo di Gil-galad, e marciarono assieme agli eserciti dei Noldor, dei Dúnedain e di Nani contro Mordor. Le schiere di Oropher e Amdír erano composte da numerosi e forti guerrieri, ma erano comunque armati alla leggera rispetto agli eserciti alleati; fu così che, essendosi spinti troppo avanti, gli Elfi Silvani furono circondati dalle forze di Sauron e rischiarono di essere distrutti se Gil-galad e Elendil non fossero giunti in tempo con i propri eserciti a rompere l'accerchiamento. Durante la battaglia sia Oropher che Amdír trovarono la morte, assieme a più della metà dei propri guerrieri; dopo la sconfitta di Sauron il figlio di Oropher Thranduil assunse il comando di ciò che restava degli Elfi Silvani e li ricondusse a Boscoverde.

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