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"Oromë è un possente signore. Ha forza minore di Tulkas, ed è più spaventoso nella collera; laddove Tulkas sempre ride, nel diporto e in guerra, e anche in faccia a Melkor rideva durante le battaglie prima che gli Elfi nascessero. Oromë amava le contrade della Terra di Mezzo, e le lasciò a contraggenio e giunse per ultimo in Valinor; e sovente, in tempi antichi, riandava a est superando i monti, e con il suo esercito tornava ai colli e alle piane."
—Oromë, Il Silmarillion

Oromë, conosciuto anche con i titoli di Cacciatore dei Valar e Grande Cavaliere, è un Ainu della stirpe degli Aratar, cioè uno degli Otto Valar più importanti e potenti, ed è il fratello di Nessa e il marito di Yavanna. Possente signore e un grande cacciatore di mostri e bestie feroci, si diletta di cavalli e di cani. e come compagno ha il destriero divino Nahar, bianco al sole e splendente come l'argento la notte. Porta sempre con sé un grande corno chiamato Valaróma, e il suo suono è simile all'ascendere del Sole nello scarlatto e al lampo che si staglia squarciando le nuvole. I Maiar Alatar e Pallando che assieme a Saruman, Gandalf e Radagast formarono l'ordine degli Istari durante la Terza Era appartenevano alla sua schiera.

Etimologia Modifica

Il suo nome nella lingua Quenya significa "corno tonante" o "suoni di corni". Stesso significato hanno i nomi Sindarin e Valarin Araw e Arômêz che significano "Suonatore di Corno".Poiché egli ama tutti gli alberi e per questo motivo è detto Aldaron e, dai SindarTauron, cioè "Signore delle Foreste". Dagli Uomini del Nord il Vala era chiamato Béma.

Aspetto e poteri Modifica

E' un cacciatore di mostri e bestie feroci, che si diletta di cavalli e cani; e ama tutti gli alberi, ragion per cui è detto Aldaron e, dai Sindar, Tauron, cioè Signore di Foreste. Nahar è il nome del suo cavallo, bianco al sole e che splende argenteo la notte. Valaróma, così si chiama il suo grande corno, il cui suono è simile all'ascendere del Sole nello scarlatto o al lampo che si staglia squarciando le nuvole. Lo si udiva al di sopra di tutti i corni del suo esercito, nei boschi che Yavanna ha fatto crescere in Valinor; ché ivi Oromë addestrava le sue genti e le sue bestie all'inseguimento delle malvagie creature di Melkor.

Storia Modifica

Oromë amava le contrade della Terra di Mezzo, e le lasciò a malincuore giungendo per ultimo in Valinor; e spesso, in tempi antichi, soleva tornare a Est superando i monti e tornando ai colli e alle piane in cui cacciava e inseguiva le malvagie creature di Melkor. Per ostacolarlo Morgoth elevò la catena montuosa delle Montagne Nebbiose, ma ciò non fermò il Valar il cui corno e i gli zoccoli del suo destriero continuarono a risuonare a lungo nella Terra di Mezzo.

L'incontro con gli Elfi e la Seconda Guerra delle Potenze Modifica

Oromë e gli Elfi

L'incontro tra Oromë e gli Elfi

Fu durante una delle sue battute di caccia nell'est della Terra di Mezzo che, per caso, passando sotto le ombre degli Orocarni, sentì molti voci che cantavano e, avvicinatosi al lago Cuiviénen, scoprì primo tra i Valar che gli Elfi si erano destati dal sonno di Ilúvatar. Inizialmente gli Elfi lo temettero in quanto Morgoth, che già da tempo aveva saputo del loro risveglio, aveva diffuso tra di loro orribili storie e menzogne di un solitario cavaliere oscuro che si aggirava nel buio e rapiva gli Elfi. Per questo motivo quando lo videro molti degli Elfi fuggirono, tuttavia tre di essi non si mossero e l'attesero: si trattava di Ingwë, Finwë ed Elwë, ed erano questi coloro che sarebbero divenuti i Re delle tre stirpi degli Eldar. Oromë come vide gli Elfi fu colto da immensa gioia e meraviglia e per un po' di tempo stette presso di loro e li istruì sui Valar, raccontandogli le bellezze di Valinor. Tornato ad Aman, annunciò la notizia agli altri Valar e gli propose di attaccare Morgoth prima che questi corrompesse i Primogeniti di Ilúvatar e, una volta sconfittolo, portare quest'ultimi nella terra benedetta affinché fossero al riparo dalla cattiveria di Melkor e dalla corruzione della Terra di Mezzo. Fu così che per amore degli Elfi i Valar scatenarono la Seconda Guerra delle Potenze, durante la quale la Terra di Mezzo fu squassata e alla fine Morgoth imprigionato e condannato a restare prigioniero nelle Aule di Mandos per tre ere prima di poter nuovamente essere giudicato dal Cerchio del Destino. Dopo la guerra Oromë tornò tra gli Elfi proponendogli di trasferirsi a Valinor e, dopo che questi ebbero accettato, stette presso di loro aiutandoli nei preparativi del viaggio e poi fungendo loro da guida.


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