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"Due signori [i Teleri] avevano, poiché il loro numero era molto grande: Elwë Singollo, che significa Mantogrigio, e Olwë suo fratello. I capelli di Olwë erano lunghi e bianchi, e i suoi occhi erano blu (...)."
—Olwë, Il Silmarillion

Olwë, conosciuto anche coi nomi di Olue e Volwë, era il nome del Re dei Teleri, noti anche come Falmari, che dimoravano ad Aman nella città di Alqualondë sulle spiagge di Eldamar. Egli era il fratello minore di Elwë, in seguito noto come Thingol, Re degli Elfi Sindar del Beleriand, ed era inoltre padre Eärwen che sposò Finarfin, figlio di Re Finwë dei Noldor, dalla quale ebbe tre nipoti: Finrod, Angrod, Aegnor e Galadriel. Durante le Fuga dei Noldor da Valinor si oppose a Fëanor che pretese la consegna delle navi dei Teleri, ma non poté impedire il Fratricidio di Alqualondë dove molti dei suoi sudditi trovarono la morte.

Etimologia e altri nomi Modifica

Il nome Olwë è la traslitterazione Quenya del suo nome nella lingua dei Telerin che in realtà era Volwë. Nei documenti nella lingua dei Teleri era spesso indicato come Olue. Non si conosce l'esatto significato di questo nome.

Biografia Modifica

Origini e il Grande Viaggio verso Aman Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Grande Viaggio.

Poco si sa dei primi anni di vita di Olwë, ma viene detto che egli era il fratello minore di Elwë colui che in seguito sarebbe diventato Thingol del Doriath. Probabilmente era il figlio di Enel, il terzo dei Padri degli Elfi, e fratello maggiore di Lenwë. Quando suo fratello Elwë tornò da Valinor, egli e la maggior parte degli altri Teleri decisero di seguirlo in quello che poi sarebbe stato noto come Grande Viaggio. Poiché i Teleri erano il popolo più numeroso degli Eldar e si fermavano spesso a rimirare i luoghi che attraversavano, essi giunsero per ultimi nel Beleriand e per un po' di tempo si fermarono a dimorare nella regione dell'Ossiriand mentre attendevano che i Valar si organizzassero per portarli ad Aman. Accadde che nel 1130 AA Elwë, il quale si era recato in visita da Finwë sulle coste, si trovasse a passare per il bosco di Nan Elmoth e lì incontrò la Maia Melian; colpito da un incantesimo d'amore lui e la Maia rimasero come paralizzati e non fecero più avere loro notizie.

Preoccupati per il destino del loro signore i Teleri si misero a cercarlo, ma così facendo non udirono i richiami di Ulmo e persero l'occasione di partire assieme ai Noldor e ai Vanyar. Non riuscendo a trovare Elwë da nessuna parte riconobbero Olwë come proprio signore, il quale li face spostare dall'Ossiriand sulle coste così da essere pronti quando Ulmo li avrebbe nuovamente chiamati. Qui strinsero una profonda amicizia con i Maiar Ossë e Uinen, i quali insegnarono loro molte cose sul mare e li erudirono nella costruzione d navi. Nel 1150 AA Ulmo riportò l'isola-traghetto nel Beleriand e Olwë ed i suoi sudditi poterono finalmente partire alla volta di Aman; non tutti però vollero lasciare la Terra di Mezzo, non essendosi rassegnati alla scomparsa di Elwë, così una parte di loro decise di rimanere sotto la guida di Nowë.

La vita a Valinor e il Fratricidio di Alqualondë Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Primo Fratricidio.
Alqualondë by Mar-Tiz

Alqualondë in un'illustrazione

Elwë e i suoi raggiunsero la Baia di Eldamar nel 1151 AA e per un po' rimasero sull'isola-traghetto che divenne nota come Tol Eressëa, dove crebbero di numero e, con l'aiuto dei Noldor, costruirono molte città e porti. Essi vennero irradiati dalla luce degli Alberi e in virtù della loro passione per il mare e le navi divennero noti come Falmari, ossia Elfi del Mare. Nel 1152 AA sbarcarono sulle coste di Aman e, sempre con l'aiuto dei Noldor di Tirion, edificarono una grande città che divenne nota con il nome di Alqualondë, il Porto dei Cigni. Qui vennero al mondo i molti figli di Olwë e i Falmari prosperarono, coltivando una solida amicizia con i Noldor. I rapporti erano così buoni che Eärwen, figlia di Olwë, sposò Finarfin figlio di Finwë e dette alla luce ben quattro figli: Finrod, Angrod Aegnor e Galadriel.

I rapporti con i Noldor si serbarono solidi finché Fëanor, figlio maggiore di Finwë, non cominciò a turbare la pace di Valinor a causa delle menzogne di Melkor. Dopo la morte del padre e il furto dei Silmaril, il Principe dei Noldor esortò il suo popolo ad abbandonare Aman per raggiungere la Terra di Mezzo. Poiché a piedi non sarebbero mai riusciti ad arrivare nel Beleriand, Fëanor pensò di dirigersi ad Alqualondë e tentare di convincere i Teleri a seguirlo, cosicché essi potessero traghettarli ad est del mare con le loro navi. Tuttavia Olwë, che riteneva la Fuga dei Noldor una follia, rifiutò decisamente di cedere le navi e ciò fu causa di un aspro litigio con Fëanor:

"Voi smentite la vostra amicizia proprio nell'ora del nostro bisogno» disse. «Pure, siete stati ben lieti di avere il nostro aiuto quando alla fine siete giunti a queste rive, vagabondi scoraggiati, e pressoché a mani nude. In capanne sulle spiagge ancora dimorereste, non avessero i Noldor costruito il vostro porto e faticato sulle vostre mura.» Ma Olwë rispose:«Noi non voltiamo le spalle a nessuna amicizia. Ma è proprio di un amico biasimare la follia di un amico. E allorché i Noldor ci accolsero e ci diedero aiuto, voi parlavate diversamente: nella terra di Aman avremmo dovuto dimorare per sempre, come fratelli le cui case sorgano fianco a fianco. Quanto però alle nostre candide navi: no, quelle non ce le avete date voi. Quell'arte non l'abbiamo appresa dai Noldor, bensì dai Signori del Mare; e i bianchi tronchi li abbiamo lavorati con le nostre mani, e le bianche vele le hanno tessute le nostre spose e figlie. Pertanto, noi non le daremo né le venderemo in nome di qualsivoglia alleanza o amicizia. Perché questo io ti dico, Fëanor figlio di Finwë, che le navi sono per noi come le gemme dei Noldor: l'opera dei nostri cuori, di cui mai riusciremo a far l'uguale»"
—Il dialogo tra Olwë e Fëanor
Massacro di Alqualonde

Il Primo fratricidio in un'illustrazione di Ted Nasmith.

Per nulla rassegnato, Fëanor radunò le sue schiere e tentò di impadronirsi con la forza delle navi dei Teleri facendo irruzione nel porto di Alqualondë e sequestrando i vascelli. Olwë e i suoi sudditi cercarono di impedirlo e allora i Noldor misero mano alle armi: ci fu una battaglia sanguinosa sulle banchine ma i Falmari, armati solo di archi e lance, erano svantaggiati rispetto ai Noldor (tutti dotati di ottime corazze e spade) e molti morirono senza riuscire ad impedire che i Noldor rubassero le loro navi. Disperato Olwë invocò Ulmo affinché punisse gli assassini, ma il Signore del Mare non rispose alle preghiere del Re in ossequio a quanto comandato da Manwë. Tuttavia fu Ossë a rispondere il quale, adirato per il sangue sparso e il furto delle navi, scatenò una grande tempesta che affondò diverse navi e uccise molti dei Noldor.

La Guerra d'Ira Modifica