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"Isil il Chiarore, così in antico i Vanyar chiamarono la Luna, fiore di Telperion sbocciato in Valinor; e il Sole lo denominarono Anar, il Fuoco Dorato, frutto di Laurelin. Ma i Noldor li indicavano anche come Rána, il Caparbio, e Vása, il Cuore che ridesta e consuma, ché il Sole è stato posto come segno del sorgere di Uomini e del declino degli Elfi, laddove la Luna ne serba memoria."
Il Silmarillion, cap. XI, "Il Sole, la Luna e l'Occultamento di Valinor"

La Luna fu una delle creazioni del Vala Aulë costruito per preservare e conservare la radianza dell'ultimo fiore argentato di Telperion e in seguito posto come luminare del cielo insieme al Sole, dopo l'Ottenebramento di Valinor. Il vascello della Luna è guidato da Tilion, un Maia di Oromë.

Nomi ed etimologiaModifica

  • Isil: nome in Quenya della Luna a Valinor, dato dai Vanyar.
  • Rána: nome della Luna utilizzato dai Noldor, che significa "caparbio" ma contiene anche il significato di "girovago, vagabondo" essendo derivata dalla comune radice ran- ("vagabondare, errare"). La forma Qenya è Rana.
  • Ithil: nome Sindarin che significa "luna (piena)". La parola si trova per esempio in Minas Ithil, Ithilien, etc.
  • Elfaron: significa "inseguitore, cacciatore di stelle" essendo composta da el- ("stella") e phar ("raggiungere, bastare").
  • Phanaikelūth: il più antico nome della luna, di origine Valarin. Significa "specchio luminoso".

StoriaModifica

Dopo l'Ottenebramento di Valinor e la distruzione dei Due Alberi, Telperion, l'Albero Bianco, generò un ultimo fiore d'Argento prima di morire. Manwë lo santificò e Aulë costruì un vascello che potesse preservare e trasportare il fiore. A Tilion, uno dei cacciatori di Oromë, fu poi affidato il compito di guidare il nuovo luminare nei cieli di Arda.

La Luna fu quindi approntata e si levò nel reame delle stelle per prima, divenendo il più anziano dei nuovi luminari, come Telperion lo era stato degli Alberi. Solo dopo sette giorni lunari, Arien e il Sole fecero la loro apparizione nei cieli di Arda.

Il sorgere della Luna marcò l'inizio della Prima Era (PE 1): la Lunga Notte ebbe termine ed la Terra di Mezzo vide per la prima volta una luce diversa da quella delle stelle: molte cos del mondo animale e vegetale che a lungo avevano atteso nel sonno di Yavanna si mossero e si risvegliarono. I servi di Morgoth rimasero sbigottiti, ma gli Elfi acclamarono l'arrivo del nuovo luminare; Fingolfin, ormai superato l'Helcaraxë, fece dar fiato alle sue trombe d'argento e iniziò la marcia nella Terra di Mezzo.

Tilion fu un timoniere incostante, tavolta riposando troppo tempo sotto la Terra, talvolta comparendo nel cielo allo stesso tempo del Sole, rendendo il ciclo lunare sfasato rispetto a quello solare. Era attratto dalla luminosità del nuovo Sole e tentava spesso di avvicinarsi, sebbene la fiamma di Anar lo ustionasse, tanto che l'isola della Luna ne fu in parte annerita. A volte, accade anche che Tirion si accosti ad Arien e che l'ombra della Luna eclissi la luce del Sole e nel bel mezzo del giorno giunga la tenebra.

La Seconda Profezia di Mandos, riguardante la Dagor Dagorath, preannuncia che Melkor troverà il modo di sfondare la Porta della Notte e, tornato ad Arda, distruggerà il Sole e la Luna.

Altre versioni del legendariumModifica

Nelle prime versioni de Il Silmarillion, come presentate in The History of Middle-earth, la Luna era descritta in grande dettaglio come un'immensa isola di cristallo. Si affermava anche che il giovane Tilion era segretamente innamorato di Arien, la fanciulla che guidava il Sole, e che, poichè portò la Luna troppo vicina al Sole, la bruciò in parte. In questo modo si spiegano le regioni più scure della Luna, che corrispondono in realtà alle vaste pianure di basalto note come mari lunari.

In un'altra versione del legendarium, il Sole e la Luna non erano i frutti dei Due Alberi, ma erano in realtà precedenti alla creazione degli Alberi. Al contrario, gli Alberi furono creati per preservare la luce del Sole dopo che fu contaminato da Melkor quando violentò Arien.