FANDOM


"Isildur s'impadronì dell'Anello e non avrebbe dovuto. [...] Ma pochi videro il gesto di Isildur: lui era solo accanto a suo padre in quel combattimento all'ultimo sangue; e a fianco di Gil-galad eravamo solo io e Círdan. Ma Isildur non volle ascoltare i nostri consigli. "Terrò questo in memoria di mio padre e di mio fratello" disse, e lo conservò gelosamente lo volessimo o no."
—Il racconto di Elrond durante il Consiglio, La Compagnia dell'Anello, p. 309

Isildur fu un uomo della stirpe dei Dúnedain di Númenor, figlio di Elendil, e fu il secondo re dei reami di Gondor e Arnor. Figlio di Elendil, figlio di Amandil, nel 3319 SE guidò assieme al padre e al fratello Anárion i Númenoreani ancora fedeli ai Valar nella Terra di Mezzo, salvandoli così dall'estinzione. Durante la Battaglia di Dagorlad affrontò e sconfisse Sauron in duello, sottraendogli l'Anello, ma non lo distrusse nonostante i consigli di Elrond e Círdan. Morì nell'anno 2 TE ucciso dagli Orchi nella Battaglia dei Campi Iridati.

Etimologia Modifica

Il nome Isildur deriva dall'antica lingua Quenya e significa letteralmente "Figlio della Luna".

Storia Modifica

Nascita e fuga da Númenor Modifica

Isildur nacque nel 3209 della Seconda Era a Númenor, primo figlio di Elendil figlio di Amandil, l'ultimo dei Signori di Andúnië, dell'isola di Numenor. Ebbe un fratello più giovane, Anárion. Isildur ebbe quattro figli: Elendur, Aratan, Ciryon e Valandil.

In giovinezza, durante il controllo di Sauron su Númenor, Isildur ebbe la saggezza di cogliere un frutto del Nimloth, l'Albero Bianco di Númenor, prima che esso venisse distrutto da Ar-Pharazôn, sotto l'influenza di Sauron, riuscendo in tal modo a preservare la sopravvivenza dell'Albero. Nella fuga dal palazzo reale, dopo aver sottratto il frutto, dovette combattere con le guardie, che si erano allertate dalla sua presenza, e venne ferito mortalmente, arrivando alla casa del padre in fin di vita. Allora il frutto, riconoscente, fece un prodigio e lo guarì del tutto. Isildur, quindi, ne piantò il seme nel giardino della casa del nonno a Rómenna.

Quando, assieme al padre ed al fratello, Isildur abbandonò Númenor poco prima che essa venisse completamente distrutta dall'ira divina, egli portò con sé l'alberello cresciuto dal seme di Nimloth.

La Terra di Mezzo e la Guerra dell'Ultima Alleanza Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Guerra dell'Ultima Alleanza, Caduta di Minas Ithil (3429 SE), Battaglia di Dagorlad e Assedio di Barad-dûr.
Giunti nella Terra di Mezzo, il padre Elendil sbarcò a nord, fondando il reame di Arnor, mentre Isildur e il fratello Anárion si spinsero a sud, fondando il regno di Gondor. Isildur si stabilì sulla riva orientale del fiume Anduin fondando la città di Minas Ithil, dove piantò quello che poi divenne il Primo Albero Bianco di Gondor, e la provincia dell'Ithilien. Per quasi un secolo egli condivise con il fratello Anárion il governo di Gondor, governando saggiamente ed estendo i confini a nord e a sud.
Il Duello tra Sauron e Isildur.jpg

Il duello tra Sauron e Isildur durante la Battaglia di Dagorlad

Nel 3428, tuttavia, Sauron conquistò la città, e Isildur fuggì in Arnor lasciando al fratello il compito di difendere Gondor, mentre lui si recava al nord per organizzare con il padre un esercito di soccorso. Nel 3434 Isildur, insieme a suo padre e al signore degli elfi Gil-galad, tornò nell'Ithilien al comando dell'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, sbaragliando l'esercito che Sauron aveva inviato contro Gondor e riunendosi al fratello Anárion. Inizialmente vittoriose, le armate dell'Alleanza riuscirono a ricacciare il nemico fino a Mordor riuscendo a porre sotto assedio la torre di Barad-dûr residenza dell'Oscuro Signore di Mordor.

Isildur rivendica l'Anello.jpg

Isildur rivendica l'Anello dopo averlo sottratto a Sauron

L'assedio durò per sette anni finché, nel 3441 SE, l'Oscuro Signore non decise di prendere parte egli stesso all'offensiva, dando il via a quella che venne poi ricordato come la Battaglia di Dagorlad. Durante i combattimenti trovarono la morte Anárion, Elendil, e Gil-Galad uccisi da Sauron stesso. Isildur stesso stava per essere sopraffatto ma, spinto dalla disperazione, prese dalle mani di suo padre ciò che rimaneva della spada Narsil, e con essa tagliò a Sauron una mano, sottraendogli l'Unico Anello, fonte di tutta la sua potenza e decretando la vittoria degli eserciti del bene sul male. Sauron fu così sconfitto e perse la capacità di assumere forma fisica per migliaia di anni, garantendo pace alla Terra di Mezzo. Isldur tuttavia non distrusse l'Anello, ma colpito dalla sua potenza, lo rivendicò per sé e per il suo casato.

La pergamena di Isildur Modifica

In seguito all'impossessamento dell'Anello da parte di Isildur, il Re si recò a Minas Anor dove sostò alcuni anni. Qui scrisse un documento che rimase negli archivi della città finché tremila anni dopo non venne ritrovato da Gandalf il Grigio:

"Il Grande Anello apparterrà d'ora in poi al Regno del Nord; ma a Gondor rimarranno alcuni documenti in proposito, nel caso che un giorno il ricordo di una questione sì importante fosse offuscato, poiché anche qui vivono gli eredi di Elendil. Era caldo al primo momento, caldo come ferro rovente, e la mia mano ne fu scottata a tal punto che dubito di poter mai liberarmi dal dolore. Eppure nel mentre io scrivo esso si sta rinfrescando, e mi è parso di vederlo restringersi, senza tuttavia perdere né forma né bellezza. Di già la scritta incisa su di esso, che sulle prime era chiara al pari di una rossa fiamma, sbiadisce ed è ormai appena leggibile. I caratteri sono quelli elfici di Eregion, poiché non vi sono a Mordor lettere idonee ad un lavoro sì minuzioso, ma la lingua è a me sconosciuta. Suppongo sia della Terra Nera, perché è rozza ed irregolare; quali malvagità essa dica, lo ignoro, tuttavia traccio qui una copia della scritta qualora dovesse sbiadire senza lasciare indizi.
Scritta dell'Unico Anello.gif
Manca all'Anello forse il calore della mano di Sauron, che era nera, eppur bruciava come fuoco, tanto da distruggere Gil-Galad: e forse se si riscaldasse nuovamente l'oro, la scrittura tornerebbe viva. Ma non sarò io a rischiare di danneggiare questo oggetto: di tutte le opere di Sauron l'unica che sia bella. Mi è caro, benché lo stia acquistando con grandi sofferenze.
"
—Pergamena di Isildur


La morte Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia dei Campi Iridati.
Morte di isldur.jpeg

Isildur lasciò al nipote Meneldil, figlio di suo fratello, il controllo di Gondor, ed egli ritornò ad Arnor tre dei suoi figli. Lungo la strada per Gran Burrone, tuttavia, il Re e il suo seguito vennero attaccati nei pressi dei Campi Iridati, da una nutrita schiera Orchi e i figli di Isildur furono uccisi. Il Re tentò di fuggire gettandosi nel fiume e infilando l'Anello per rendersi invisibile, ma venne tradito dall'Anello che si sfilò dal suo dito rendendolo nuovamente visibile ed esponendolo agli attacchi degli Orchi. Da quel momento l'Anello fu chiamato il Flagello d'Isildur, e di esso si perse ogni traccia finché non fu ritrovato da Sméagol.

Eredità Modifica

Isildur fu l'ultimo e il più valoroso re a governare su entrambi i due regni degli Uomini, finché il suo discendente Aragorn - col nome di Re Elessar - non riunì i regni dopo aver affrontato l'ultima minaccia di Sauron. Dei figli di Isildur si salvò infatti il quarto, Valandil, il quale si trovava con sua madre a Gran Burrone nel momento del disastro dei Campi Iridati, e da esso discesero i Re di Arnor e i Capitani dei Raminghi, che riuscirono a preservare intatta la linea di Isildur fino alla Terza Era, quando appunto Aragorn non rivendicò il trono di Gondor riunificando i due regni.

Adattamenti Modifica

Il Signore degli Anelli (1978) Modifica

Nel film di Bakshi Isildur appare nel prologo e viene fatta vedere la sua morte, anche se non rispecchia il libro: in questo adattamento animato infatti il Re viene sorpreso dagli Orchi mentre in riva al fiume ammira l'Anello e viene colpito a tradimento con delle frecce.

Trilogia de Il Signore degli Anelli (2001-2002) Modifica

Isildur 2001.jpg

Isildur appare nel prologo del primo film della trilogia e in diversi flashback di altri personaggi. In questo adattamento il Re viene interpretato da Harry Sinclair, amico di Peter Jackson, in quanto il regista riteneva l'attore l'ideale per interpretare il personaggio corrotto dal potere. Ha solamente una battuta in tutto il film.

Il film ha comunque dato un immagine diversa del personaggio rispetto al libro: in questo adattamento cinematografico infatti, non viene resa appieno la Battaglia dei Campi Iridati, dove Isildur sembra darsi immediatamente alla fuga, mentre ne I Racconti Perduti si narra come in realtà siano stati i suoi stessi uomini ad invitarlo a fuggire. Altro punto che non viene chiarito molto bene è la questione dinastica: dal film infatti lo spettatore può trarre l'errata convinzione che Isildur sia stato l'ultimo Re degli Uomini, mentre in realtà la Linea di Anárion e la Linea di Isildur perdurarono per millenni dopo la sua morte. Altra licenza presa dal regista riguarda invece l'erede di Isildur: nel film infatti Aragorn sembra riluttante a diventare Re poiché, essendo erede diretto di Isildur, teme di essere come il suo avo predisposto alla corruzione del male. Niente di tutto questo è mai apparso nel libro.

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale