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"Ultimo superstite rimase Hurin, il quale gettò lo scudo e afferrò un'ascia di un capitano degli Orchi e la brandì con entrambe le mani. Si cantava che l'arma fumasse del sangue nero delle guardie troll di Gothmog finché questa tutta si dissolse e, ogniqualvolta Hurin menava un colpo, gridava: «Aure entuluva! Il giorno risorgerà!»"
—Hurin nella Nirnaeth Arnoediad

Húrin Thalion, conosciuto anche come Húrin "Il Costante", era un uomo della Casa di Hador che visse nel Beleriand durante la Prima Era. Egli era il figlio più vecchio di Galdor e Hareth e fratello di Húor, padre di Tuor. Sposò in gioventù Morwen della Casa di Bëor dalla quale ebbe tre figli: Túrin, Urwen e Niënor. Fu vassallo di Fingon, figlio di Fingolfin, e Signore del Dor-lómin come suo padre e suo nonno prima di lui. Fu catturato durante la battaglia della Nirnaeth Arnoediad e fu tenuto per vent'anni prigioniero sulla cima del Thangorodrim, condannato dal Morgoth a contemplare la rovina della sua gente e dei suoi figli. Liberato girovagò a lungo per il Beleriand, per poi morire suicida nel 502 PE.

Nomi e Etimologia Modifica

Il nome Hurin è di origine Sindarin e significa letteralmente "Spirito Possente", mentre Thalion, anch'esso di origine Sindarin, significa "Il Costante". A causa delle disgrazie che si abbatterono sulla sua famiglia divenne noto con il nome di Amarth che in Sindarin significa "Maledetto dalla Sorte" e lo stesso nome sarà poi dato anche al figlio Turin.

Biografia Modifica

Giovinezza e primi anni Modifica

Húrin era un membro della Casa di Hador di Dor-lómin ed era detto “il forte ”a causa della sua prestanza fisica e “il costante”. questa era una terra che Fingolfin consegnò ad Hador (nonno di Húrin) visto i grandi servigi che questo aveva rivolto al re; Hador radunò la sua gente e si trasferì nella signoria del dor-lómin del quale ne prese il comando. da quel giorno tutti i suoi eredi, húrin compreso, furono immischiati nella sorte dei Noldor. due anni dopo la fine della Dagor Bragollach, Húrin e suo fratello Huor, dimoravano con gli Haladin (la seconda stirpe di uomini ad entrare nel Beleriand; successivamente chiamati uomini del Brethil) e qui vennero allevati da loro zio Haldir

Il soggiorno a Gondolin e il ritorno a casa Modifica

Huor e Húrin verso Gondolin.jpg

Sebbene Gli Uomini e gli Elfi fossero stati respinti, non per questo i combattimenti cessarono. Gli Orchi di Morgoth continuarono a compiere incursioni contro i regni ancora liberi e un giorno un battaglione di questi giunse fino nel Brethil. Sebbene Hurin e Huor non avessero nemmeno quindici anni, essi accompagnarono lo zio e gli altri Haladin in battaglia e dimostrarono il proprio valore uccidendo molti nemici.

Maeglin con Hurin e Huor.jpg

Tuttavia nel corso degli scontri Hurin e suo fratello si ritrovarono isolati dall'esercito degli Uomini e furono accerchiati da una schiera di orchi nei pressi del Sirion. Probabilmente sarebbero stati catturati o uccisi se Ulmo, il cui potere era ancora forte nelle acque del fiume,non avesse evocato una nebbia che li nascose alla vista degli orchi; il Vala poi inviò alcune aquile di Thorondor affinché li portassero a Gondolin da Turgon. Qui furono ben accolti dal Re Elfico che li trattò con riguardo e li ospitò per oltre un anno nella sua città, che da secoli non veniva visitata da stranieri. Nonostante fossero trattati bene, i due fratelli ad un certo punto chiesero al Re di poter tornare dalla loro gente giurando di non rivelare mai a nessuno dove fossero stati, né dove fosse Gondolin; all'inizio dubbioso Turgon alla fine gli concesse di ritornare presso gli Uomini, anche perché sapeva che dalla Casa di Hador gli sarebbe venuto solo del bene. Ciò provocò l'indignazione di Maeglin, cui sia Hurin che Huor non erano mai andati a genio, e glielo disse con parole sprezzanti dicendo che dovevano solo che ritenersi fortunati che la legge del Re non fosse più osservata come un tempo. anche loro ritorno destò grande meraviglia presso i loro familiari, ma quando i padre chiese loro dove fossero stati per oltre un anno Hurin e Huor rifiutarono di rispondere, e il genitore non insistette oltre anche se subodorò la verità. Qualche anno dopo Hurin sposò Morwen della Casa di Bëor dalla quale ebbe due figli: Turin e Lalaith. Nel 469 PE suo padre Galdor morì in battaglia e toccò a lui succedergli al comando della Casa di Hador

La Nirnaeth Arnoediad e il supplizio di Morgoth Modifica

Aurë entuluva! by Jenny Dolfen.jpg

Nel 472 PE Húrin e Huor parteciparono all'Alleanza di Maedhros contro Angband insieme ai Figli di Fëanor, ai Nani di Belegost e alle schiere di Fingon, fratello di Turgon; questi giunse inaspettato a dar man forte alla battaglia. Lo si stava volgendo a loro favore ma con il tradimento degli uomini orientali lo scontro terminò con la vittoria di Melkor; Fingon venne ucciso da Gothmog, signore dei Balrog, mentre Turgon riuscì a salvarsi grazie ai resti della Casa di Hador che ancora resisteva. Húrin e Huor (prima di essere ucciso) esortarono Turgon ad andarsene e, raccogliendo le ultime forze della Casa di Hador, diedero vita ad una eroica resistenza che permise al re di tornare a Gondolin; durante lo scontro Huor cadde, colpito all'occhio destro da una freccia avvelenata, mentre Húrin, unico superstite, solo con la propria ascia uccise più di settanta nemici al grido di “aure entuluva/il giorno risorgerà” ma poi venne catturato e portato ad Angband.

TN-Morgoth Punishes Hurin.jpg

Fu dunque portato al cospetto di Morgoth, poiché egli sapeva, grazie alle sue arti e alle sue spie, che Húrin godeva dell'amicizia di Turgon di Gondolin. Per estorcergli la posizione del regno nascosto Morgoth cercò di intimidirlo con lo sguardo; vedendo che ciò non aveva effetto l'Oscuro signore cercò di alettarlo proponendogli di scegliere tra l'andarsene libero oppure divenire capitano delle sue armate, a patto che egli gli rivelasse la posizione di Gondolin. Tuttavia Húrin si fece beffe di lui:

"Cieco sei, Morgoth Bauglir, e cieco sarai sempre, poiché vedi solo il buio. Ignori ciò che governa il cuore degli Uomini, e se lo sapessi non potersi dirlo. Ma stolto è colui che accetta quel che Morgoth offre. Perché ti prenderesti il premio per poi ritirare la promessa; e io avrei solo more se ti dicessi quel che mi chiedi."
—Risposta di Húrin a Morgoth

Morgoth allora rise alle parole di Húrin e gli disse:

""Ti capiterà di desiderare la morte da me quale una grazia""
—Morgoth a Húrin

Allora portò Húrin sull'Hard-en-Nirnaeth, che era stato appena eretto e vi stagnava un odore di morte; e Morgoth mise Húrin in cima al tumulo e gli ordinò di di volgere lo sguardo a ovest, verso lo Hithlum, e di pensare a sua moglie, a suo figlio e agli altri del suo sangue:

"Guarda Húrin Thalion! Volgi lo sguardo verso la tua casa e pensa a tua moglie, ai tuoi figli e alla tua gente! Perché ora sono nel mio regno e alla mia mercè"
—Morgoth minaccia Húrin

Húrin caparbiamente gli rispose:

"Una mercé che a te manca, ma non arriverai a Turgon tramite loro. Essi infatti ne ignorano i segreti."
—Risposta a Morgoth

Allora Morgoth s'infuriò e disse a Húrin:

"Ma posso mettere le mani su di te e sulla tua maledetta casa e sari spezzato per mio volere, fossi anche tu di acciaio!"
—Morgoth a Húrin


La liberazione e la morte Modifica

Hurin e Morwen by Steamey.jpg

Dopo ventotto anni di prigionia durante i quali Melkor cercò di avvelenargli la mente, venne lasciato libero, sperando che il desiderio di Húrin fosse quello di tornare da Turgon a Gondolin. Arrivò ai confini del regno dove non venne fatto entrare perché Turgon dubitava che potesse essere veramente Húrin, così questo si mise ad urlare, ignaro di essere seguito dai servi di Melkor i quali rivelarono al loro signore l’esatta collocazione di Gondolin (provocandone la futura caduta). Hurin vagò a lungo nel Beleriand, girovagando senza meta, finché non giunse nel Brethil dove suo figlio Turin era sepolto e qui vi trovò sua moglie Morwen, con la quale ebbe un toccante incontro.

"Ai piedi della lapide stava una donna inginocchiata; e come Hùrin le si fermò accanto in silenzio, gettò indietro il cappuccio sdrucito e volse il viso all'insù. Era grigia e vecchia, ma quando i loro occhi si incontrarono, egli la riconobbe; per quanto infatti quelli di lei fossero smarriti e impauriti, vi ardeva ancora la luce che tanto tempo prima le aveva meritato il nome di Eledhwen, la più fiera e la più bella delle donne mortali degli Antichi Giorni. «Sei giunto, finalmente» gli disse. « È da molto che ti aspetto. » «È stata una dura strada. Ho fatto del mio meglio» fu la risposta di lui. « Ma arrivi troppo tardi » disse Morwen. « Loro sono morti. » «Lo so» replicò lui. «Tu invece no.» Ma Morwen: «Quasi anch'io. Non ho più forze. Me ne andrò al tramonto. Ormai, poco tempo ci resta, e se sai, dimmelo! Come ha fatto lei a trovarlo?». Hùrin però non rispose, e stettero accanto alla pie-tra, senza più parlare. E quando il sole scomparve, Morwen fece udire un sospiro, gli serrò la mano e rimase immobile; e Hùrin seppe che era morta. La contemplò nel crepuscolo, e gli parve che le rughe di dolore e pena crudele fossero state cancellate dal suo volto. « No, non è stata vinta » si disse; e, chiusile gli occhi, le sedette ac- canto immobile, mentre la notte scendeva."
—Hurin e Morwen sulla tomba di Turin


Hurin uccide Mîm.jpg

La mattina successiva seppellì la moglie e poi riprese il suo viaggio, giungendo alle rovine di Nargothrond dove incontrò Mîm il nano, traditore di suo figlio Túrin; dopo essersi fatto riconoscere il nano terrorizzato implorò pietà, ma Hurin non gliela concesse ben sapendo che il nanerottolo era uno dei massimi artefici della rovina di suo figlio e lo uccise lì sulla soglia.

"Va qui detto che, dopo la partenza di Glaurung, Mîm il Nanerottolo era riuscito a raggiungere Nargothrond, insinuandosi nelle aule in rovina; e ne aveva preso possesso, e lì stava, palpeggiando l'oro e le gemme, lasciandosele scorrere tra le dita, poiché nessuno pen- sava a spogliamelo per paura dello spirito di Glaurung e del suo solo ricordo. Ecco però che uno era venuto e stava sulla soglia; e Mîm gli andò incontro e gli domandò quali erano i suoi propositi. Replicò tuttavia Hùrin: «Chi sei tu che vorresti impedirmi di entrare nella casa di Finrod Felagund?». Rispose il Nano: «Io sono Mîm; e prima che i superbi venissero da oltre il Mare, Nani hanno scavato le aule di Nulukkizdîn. Sono semplicemente tornato a riprendere quello che è mio, essendo io l'ultimo del mio popolo». «Vuol dire che non godrai a lungo della tua eredità,» disse Hùrin «poiché io sono Hùrin figlio dì Galdor, e sono tornato da Angband, e mio figlio era Tùrin Turambar, che certo non hai dimenticato. È stato lui che ha ucciso Glaurung il Drago che ha sconvolto queste aule in cui tu siedi; e non mi è certo ignoto da chi l'Elmo-di-Drago del Dor-lómin sia stato tradito» Allora Mîm, in preda al terrore, lo scongiurò di prendersi tutto ciò che voleva, ma di risparmiargli la vita. Hùrin però non gli diede retta e lo ammazzò lì, di fronte alle porte di Nargothrond. Quindi vi entrò, e per qualche istante si soffermò in quel tetro luogo dove i tesori di Valinor giacevano sparsi sui pavimenti, nel buio e nello sfacelo; si dice però che, quando uscì dalle rovine di Nargothrond per tornare sotto il ciclo, di tutto quel grande tesoro portasse con sé una cosa sola."
—La morte di Mim

Hurin raccolse dal grande tesoro rimasto nelle rovine Nauglamir, la collana dei nani, e se ne andò. Giunto vicino alle cascate del Sirion venne catturato dai Sindar che lo condussero al cospetto del suo vecchio amico Re Thingol e la regina Melian. Hurin si rivolse con parole furibonde al re a causa delle menzogne raccontategli da Melkor sull’ospitalità concessa ai membri della sua famiglia, ma venne interrotto bruscamente da Melian che con le sue parole e il suo potere rivelò la verità su Túrin. Hurin allora si scusò e consegnò a Thingol la Nauglamir in segno di scusa e di ricordo; fatto questo se ne partì da Menegroth e non fu mai più rivisto . Si dice che Húrin non intendesse più vivere, privo ormai com’era di scopi e desideri e finì per gettarsi nel mare occidentale; così scomparve il più possente guerriero degli uomini mortali.

Capo della Casa di Hador
Preceduto da:
Galdor
Húrin Succeduto da:
Nessuno
469 PE - 473 PE

Signore del Dor-lómin
Preceduto da:
Galdor
Húrin Succeduto da:
Nessuno
469 PE - 473 PE

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