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Gwindor era un nobile elfo della stirpe dei Noldor che visse nel Beleriand nella reggia del Nargothrond sotto Re Finrod Felagund. Aveva un fratello di nome Gelmir, che fu fatto prigioniero durante la Dagor Bragollach, e fu promesso sposo di Finduilas, figlia di Orodreth. Catturato da Morgoth durante la Nirnaeth Arnoediad riuscì a fuggire dalle miniere di Angband dopo più di dieci anni di prigionia. Divenne amico di Turin Turambar e introdusse questo nel Naroghrond, cosa di cui successivamente però si pentì. Morì nel 495 PE ferito a morte nella Battaglia di Tumhalad.

Etimologia Modifica

Non si conosce l'esatta etimologia del nome Gwindor: ciò che si sà per certo è che si tratta di un nome di origine Quenya. Alcuni ipotizzano che possa significare "Nobile Giovane".

Biografia Modifica

Origini e vita nel Nargothrond Modifica

Gwindor nacque nel Beleriand da Guilin poco dopo la costruzione della reggia di Nargothrond. Qui visse i suoi primi anni assieme al fratello Gelmir crescendo come si conveniva ad un Principe dei Noldor. Fu promesso in sposa a Finduilas, figlia di Orodreth nipote di Finrod, e i suoi sentimenti sembravano ricambiati. Assieme a suo fratello Gelmir e alle schiere di Nagothrond partecipò alla Dagor Bragollach, durante la quale suo fratello venne catturato e condotto prigioniero ad Angband, dove venne torturato e accecato. Ciò fece nascere in Gwindor un grande sete di vendetta nei confronti di Morgoth.

La Nirnaeth Arnoediad e la prigionia Modifica

Gwindor s charge by peet.jpg

La carica di Gwindor durante la Nirnaeth Arnoediad

Alcuni anni dopo Gwindor, assetato di vendetta per il fratello, si unì, assieme ad una nutrita schiera di Noldor del Nargothrond, all'Alleanza di Maedhros che il figlio di Fëanor stava formando per prendersi la rivincita su Morgoth e tornare ad isolare Angband. All'inizio la campagna sembrò svolgersi nel migliore dei modi, permettendo agli eserciti alleati di giungere dinnanzi ad Angband, ma poi accadde il disastro: Morgoth ordinò di portare Gelmir sulle mura della sua fortezza e di ucciderlo davanti alle schiere dei propri nemici, sperando di provocare una reazione avventata.
"Per sfortuna, in quel punto degli avamposti stava Gwindor del Nargothrond, fratello di Gelmir. E la sua ira si infiammò a follia, ed egli balzò fuori a cavallo, e con lui molti altri; ed essi inseguirono gli araldi e li uccisero, penetrando a fondo nello schieramento nemico. E a quella vista, l’esercito dei Noldor non seppe più trattenersi, Fingon si pose in capo l’elmo bianco e fece dar fiato alle trombe, e le armate dello Hithlum s’avventarono da dietro i colli in un assalto furioso. Le spade sguainate dei Noldor barbagliarono come fuoco in una distesa di canne; e cosi feroce e rapida fu la loro azione, che per poco i disegni di Morgoth non andarono in fumo. Prima che l’esercito da lui inviato all’ovest potesse ricevere soccorsi, venne spazzato via, e gli stendardi di Fingon volarono sull'Anfauglith e furono piantati davanti alle mura di Angband. Sempre all’avanguardia era Gwindor, e con lui gli Elfi del Nargothrond, e neppure ora si potè trattenerli: irruppero attraverso il Cancello e uccisero i guardiani sulle scale stesse di Angband, e Morgoth tremò sul suo trono nelle profondità, udendoli battere ai suoi usci."
—La carica di Gwindor

L'Oscuro Signore vide giusto poiché Gwindor, contrariamente agli ordini di Maedhros, accecato dall'ira scattò in avanti assieme ai suoi cavaliere urlando tutta la sua disperazione e travolgendo le schiere nemiche fino ad arrivare ai cancelli di Angband trucidandone i guardiani; tale era la furia dei Noldor che Morgoth tremò. Tuttavia Gwindor e i suoi uomini si erano spinti troppo avanti, staccandosi dalle schiere amiche, e vennero circondati e massacrati tutti salvo Gwindor che fu catturato e tradotto in prigionia nelle profonde miniere di Angband. Morgoth infatti, quando poteva, preferiva non uccidere i prigionieri Noldor che cadevano nelle sue mani ma si serviva della loro abilità nella lavorazione dei metalli e nelle introspezioni minerarie mandandoli a lavorare nelle sue immense fucine e nelle miniere al fine di produrre armi per le sue armate.

La fuga e l'incontro con Túrin Modifica

Gwindor dopo la fuga.jpg

Gwindor esausto si accascia sotto un albero dopo la sua fuga da Angband

Gwindor consola Turin.jpg

Gwindor consola Turin dopo la morte di Beleg

Dopo più di dieci anni di prigionia alla fine Gwindor riuscì a fuggire dalle oscure miniere di Angband e dopo molto vagare raggiunse Taur-nu-Fuin e si distese a riposare sotto un albero. Gli capitò di vedere la compagnia di orchi che scortava Turin dopo averlo catturato nell'agguato ad Amon Rûdh, ma era troppo debole per intervenire e i nemici erano troppi. Poco dopo fu raggiunto dall'elfo Beleg, dal quale si fece convincere a seguirlo per cercare di liberare il figlio di Húrin. L'impresa riuscì ma Beleg vi trovò la morte, ucciso proprio da Turin che, intontito dalla stanchezza e dalle torture, scambiò l'amicò per un orco e lo uccise con Anglachel. L'eroe quando si rese conto di ciò che aveva fatto cadde come in trance e solo le parole gentili di Gwindor riuscirono a trarlo dallo sconforto. Aiutò dunque Turin a seppellire Beleg, dopodiché lo convinse a seguirlo nel Nargothrond, dove avrebbero potuto trovare riparo e studiare una vendetta contro l'Oscuro Signore.

Il ritorno a Nargothrond Modifica

Gwindor tornò dunque al Nargothrond, dove tutti ormai lo ritenevano morto, e grande fu la gioia degli abitanti nel rivederlo. Suo padre Guilin fu così felice di rivederlo che accolse nella sua casa Túrin e donò a questi una coppa preziosa forgiata a Valinor durante il tempo della gloria dei Noldor, per ringraziarlo di avergli riportato il figlio. Gwindor fu dunque grande amico di Túrin, anche se i rapporti tra loro con il tempo cominciarono ad incrinarsi: infatti Finduilas si innamorò di Turin e ruppe il fidanzamento con Gwindor, ma ciò non causò la fine della loro amicizia. Ciò che lo fece entrare in collisione con il figlio di Húrin fu la politica aggressiva che questi impose a Orodreth: questi, succeduto da poco allo zio Finrod, era un sovrano debole e, siccome Turin era riuscito ad accattivarsi la simpatia di molti sudditi, delegò a questo molto potere, tanto che ormai il figlio di Húrin poteva considerarsi il re di fatto del Nargothrond. Mentre Gwindor, che aveva conosciuto da vicino la potenza dell'Oscuro Signore, consigliava la prudenza Turin al contrario spingeva affinché i Noldor del Nargothrond non si limitassero a difendere i confini del proprio regno ma contrattaccassero per liberare quelle terre del Beleriand occupate da Morgoth. Alla fine fu la politica di Turn a prevalere e a Gwindor non restò che accodarsi.

La morte Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Tumhalad.
Morte di Gwindor.jpg

La morte di Gwindor

Nel 495 PE Gwindor prese parte all'ultima spedizione dell'esercito del Nargothrond assieme a Orodreth e Túrin in quella che venne ricordata come la Battaglia di Tumhalad. Le forze di Morgoth, guidate da Glaurung, erano tuttavia soverchianti e la battaglia si trasformò in un disastro: infatti Orodreth fu ucciso e Gwindor ferito a morte. Salvato dall'amico Túrin le sue ferite erano troppo gravi e, con le ultime forze, ebbe un ultimo colloquio con l'amico prima di morire:
"Quel giorno, l'orgoglio delle armate del Nargothrond svanì; e Orodreth cadde nelle prime file, e Gwindor figlio di Guilin fu ferito a morte. Ma Tùrin volò al suo soccorso e tutti gli fuggirono dinnanzi; ed egli trasse Gwindor fuori della mischia e, rifugiatesi in un bosco, lo depose sull'erba. Allora Gwindor così gli disse: «Ora siamo pari! Ma l'aiuto che t'ho dato a suo tempo è stato sfortunato, e vano è il tuo; il mio corpo infatti è piagato in maniera inguaribile, e io devo lasciare la Terra di mezzo. E, sebbene io ti ami, figlio di Hùrin, pure rimpiango il giorno in cui ti ho sottratto agli Orchi. Non fosse infatti per la tua prodezza e il tuo orgoglio, ancora godrei di amore e di vita. Se mi ami, lasciami! Affrettati a correre in Nargothrond e salva Finduilas. E questo ancora voglio dirti: lei sola si interpone tra te e la tua sorte. Se tu venissi meno a Finduilas, la sorte non mancherà di piombarti addosso. Addio! »."
—La morte di Gwindor, Il Silmarillion

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