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La Guerra d'Ira, o come la chiamano alcuni La Grande Battaglia, fu una grande guerra combattuta tra gli eserciti di Elfi, Uomini, Nani e Valar contro le armate dell'Oscuro Signore Morgoth dal 545 al 587 Prima Era.

Questa guerra segnò la fine del dominio di Morgoth sulla Terra di Mezzo e decise il fato dei Silmaril, ma al contempo causò tali e grandi devastazioni che alla fine della guerra il Beleriand non esisteva più.

La fine della Guerra d'Ira e la sconfitta di Morgoth segnano la fine della Prima Era di Arda e l'inizio della Seconda Era.

Antefatti Modifica

Valar Army

L'Esercito dei Valar giunge nel Beleriand

Con la caduta di Gondolin e, successivamente del Doriath, Morgoth era diventato il signore incontrastato della Terra di Mezzo, e le sue armate premevano sugli ultimi regni liberi del Beleriand. Per questo motivo Eärendil ed Elwing salparono alla volta di Valinor con la nave Vingilot. Facendosi guidare dalla luce del Silmaril recuperato da Beren e Lúthien, i due eroi riuscirono a raggiungere il continente beato di Aman e ad ottenere udienza dai Valar. Ricevuti al loro cospetto, Eärendil ed Elwing implorarono il perdono dei Valar per le azioni dei Noldor durante la Prima Era e chiesero aiuto al Divino Consesso per liberare la Terra di Mezzo dall'oscura influenza di Morgoth. Mossi da pietà, i Valar perdonarono i Noldor e promisero di inviare al più presto le proprie armate per sconfiggere l'Oscuro Signore e recuperare i Silmaril rimasti.

La Guerra Modifica

War of Wrath

Eärendil uccide Ancalagon il Nero

Dopo un periodo di preparazione l'enorme esercito dei Valar si mosse alla volta della Terra di Mezzo. Esso era guidato dall'araldo di Manwe, Eönwë, ed era composto dalle schiere dei Maiar, dei Noldor di Aman (guidati dal loro signore Finarfin) e appoggiati dalla flotta dei Teleri di Alqualondë, i quali però ebbero qualche difficoltà a perdonare i Noldor, ricordando ancora il Fratricidio di Alqualondë.

Le truppe di Eönwë giunsero nella Terra di Mezzo nel 545 PE annunciate da un fragoroso suono di trombe celestiali che scossero l'intero Beleriand, riaccendendo la speranza nei popoli soggiogati da Morgoth e precipitando nel terrore l'Oscuro Signore, il quale ordinò a tutti i suoi servi di riunirsi immediatamente per affrontare le armate dei Valar. Nel contempo l'esercito di Eönwë si ingrandì ulteriormente grazie agli eserciti degli Elfi, dei Nani e degli Uomini decisi a combattere Morgoth.

Le prime battaglie furono relativamente facili: inizialmente Morgoth si limitò ad inviare decine di migliaia di orchi accompagnati da alcuni Balrog, che tuttavia furono sbaragliati dall'esercito dei Valar, che massacrò gli orchi con perdite minime. Nonostante la facilità con cui le truppe di Morgoth venivano sconfitte, ci vollero quasi 40 anni per riconquistare i territori occupati dall'Oscuro Signore e dai suoi alleati e giungere in vista di Angband.

Messo con le spalle al muro, Melkor tentò il tutto per tutto e fece una grande sortita dai cancelli della sua fortezza con tutte le truppe disponibili. In questa occasione vennero impiegati anche decine di Draghi Alati, che Morgoth aveva tenuto nascosti come arma segreta, e Balrog che sparsero morte e distruzione sui campi di battaglia, uccidendo anche diverse Aquile e molti Maiar. Tuttavia l'intervento di Eärendil, che con la sua nave volante Vingilot affrontò e uccise Ancalagon il Nero Signore dei Draghi (talmente grande che cadendo abbatté le vette di Thangorodrim), ribaltò la situazione e condusse le truppe del Bene alla vittoria.

Conseguenze Modifica

Morgoth giudicato

Morgoth viene giudicato dai Valar prima di essere gettato nel Vuoto

Dopo la sconfitta Morgoth fu incatenato nuovamente con Angainor e portato al cospetto dei Valar, i quali lo giudicarono per le sue nequizie e lo scaraventarono nel Vuoto, da cui l'Oscuro Signore uscirà solamente nel giorno della Dagor Dagorath. Sauron, il luogotenente più potente di Morgoth sopravvissuto, si gettò ai piedi di Eönwë dichiarandosi pentito e implorando il perdono, tuttavia, quando l'Araldo di Manwe gli disse di tornare a Valinor e sottoporsi al giudizio dei Valar, fuggì nell'estremo est della Terra di Mezzo e di lui non si ebbero notizie per migliaia di anni.

Maglor and the Silmaril

Maglor scaglia il Silmaril in suo possesso nell'oceano, dove rimarrà fino al giorno della Dagor Dagorath

I Silmaril furono recuperati e vennero custoditi provvisoriamente in una tenda del campo di Eönwë, in attesa di essere rimandati a Valinor. Tuttavia i figli superstiti di Fëanor, Maedhros e Maglor, ancora vincolati al giuramento del padre, s'introdussero nel campo e uccisero le guardie impossessandosi dei Silmaril. Scoperti, furono lasciati andare da Eönwë, il quale affermò che nulla di buono sarebbe venuto ai due fratelli dal possesso delle gemme; infatti, non appena presero in mano i Silmaril, questi cominciarono a bruciar loro le mani a causa dei crimini di cui si erano resi colpevoli. Maedhros, non sopportando il dolore, si precipitò con la gemma in un crepaccio che si richiuse sopra di esso; Maglor invece scagliò il suo Silmaril nell'Oceano e passò il resto dei suoi giorni cantando la propria malinconia come un cantore errante per la Terra di Mezzo, componendo il famoso poema "La Caduta dei Noldor".

Le gemme rimarranno dove si trovano attualmente fino al giorno della Dagor Dagorath, quando Fëanor, tornato in vita, riunirà le gemme e le consegnerà a Yavanna, la quale le userà per ridare la vita agli alberi di Valinor.

NumenorHarbor

Veduta di Númenor

Altra conseguenza della guerra fu la distruzione del Beleriand: questa parte della Terra di Mezzo fu talmente devastata che risultò inabitabile e buona parte di essa sprofondò nell'oceano. Ciò dette origine alla più grande migrazione di popoli della storia di Arda: la maggior parte degli Elfi decise di partire alla volta di Valinor, accettando l'invito dei Valar a ritornarvi, mentre gli Uomini e i Nani migrarono ad est dove fondarono dei nuovi regni. Tuttavia i Valar vollero ricompensare gli Uomini che avevano combattuto al loro fianco così proposero di creare un nuovo regno per loro a metà strada tra la Terra di Mezzo e la terra di Aman. Questa fu chiamata Númenor e al figlio di Eärendil Elros, che aveva scelto di vivere la vita di un uomo, fu offerta la corona di quel nuovo regno e i suoi sudditi furono da allora in poi conosciuti durante la Seconda Era come Dúnedain, gli "Uomini dell'Ovest", e fondarono un Impero durato migliaia di anni e che si perpetuò poi nei reami di Arnor e Gondor durante la Terza Era.