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Gothmog fu il Signore dei Balrog durante la Prima Era e il più grande dei Balrog che mai cammminò sulla Terra di Mezzo. Fu anche Comandante Supremo di Angband, uno dei generali di Morgoth più fidati, che giudò le forze del male vittoriosamente in diverse battaglie. Il suo unico eguale in grado fu Sauron.

EtimologiaModifica

Nella lingua Quenya il nome Goth-mog è traducibile in "Lotta e Odio" da cui viene "koso" che significa "lottare", da cui la forma gnomica "Goth" (Guerra, lotta); e "moko" (Odiare) da cui "mot" e in seguito "mog". 

Aspetto e poteri Modifica

Sono pochi gli accenni all'aspetto di Gothmog ma quello che si apprende da Il Silmarillion e da I Racconti Incompiuti si presentava come un'enorme figura nera avvolta dalle fiamme. É ignoto se fosse dotato di ali o meno. Dopo Sauron era certamente il più potente tra i servitori dell'Oscuro Signore anche se, a differenza del primo, egli rinomato più per la forza fisica e per il terrore che incuteva piuttosto che per la magia. Le sue armi, oltre all'immensa forza, erano una grande ascia nera e una frusta fiammeggiante.

BiografiaModifica

Origini Modifica

Gothmog fu uno dei Maia corrotti da Melkor. Non si sa a quale Valar fosse fedele prima di seguire Morgoth, ma fu uno dei suoi più forti seguaci, secondo solo a Sauron. In virtù della sua forza e della sua crudeltà fu nominato Signore dei Balrog e Supremo Comandante degli eserciti di Angband. Dopo la Seconda Guerra delle Potenze si nascose assieme ad altri Balrog nelle profondità di Angband, in attesa del ritorno del suo padrone. Furono lui e i suoi sottoposti a salvarlo dalle grinfie di Ungoliant e a volgere questa in fuga.

La morte di Fëanor e la guerra dei gioielli Modifica

Gothmog vs Fëanor.jpg

Durante la Dagor-nuin-Giliath, avvenuta nel 1498 Anni degli Alberi, il Capitano di Angband si confrontò in duello con il Re Supremo dei Noldor, Fëanor, che si era spinto troppo avanti rimanendo isolato dal suo esercito. Fu un combattimento senza esclusione di colpi, ma alla fine Gothmog atterrò Fëanor, anche se non riuscì a dargli il colpo di grazia. I Figli di Fëanor portarono il loro padre lontano dall'assalto, ma ormai egli era ferito mortalmente e morì poco dopo.

Fingon-and-Gothmog.jpg

Gothmog apparve come Comandante degli eserciti di Melkor in molte battaglie tra cui la Dagor Aglareb e la Nirnaeth Arnoediad. Durante la Nirnaeth Arnoediad combattè contro l'Alto Re dei Noldor, Fingon:

"Ma ecco che nel settore occidentale dello schieramento Fingon e Turgon furono assaliti da una marea di forze tre volte quelle rimaste loro. Era giunto Gothmog, signore dei Balrog, supremo comandante di tutte le forze di Angband, e Gothmog infisse un negro cuneo tra gli eserciti degli Elfi accerchiando Fingon e respingendo Turgon e Hurin verso le paludi di Senech. Poi si volse verso Fingon e fu un terribile scontro. Alla fine Fingon si ritrovò solo, le sue guardie morte attorno a lui; ed egli combatté con Gothmog, finché un altro Balrog lo prese alle spalle imprigionandolo con un laccio di fuoco. Gothmog allora lo abbatté con la sua nera ascia, e una fiamma bianca sprizzò dall'elmo di Fingon quando venne spaccato. Così cadde il Supremo Re dei Noldor; e i nemici lo sfracellarono nella polvere con le loro mazze, e nella pozza del suo sangue buttarono e calpestarono il suo stendardo azzurro e argento. "
—Duello tra Gothmog e Fingon

Gothmog separò Fingon dalla schiera principale dell'esercito Noldor, ma non fu in grado di atterrarlo finchè un altro Balrog lo attaccò alle spalle, spingendolo verso Gothmog che lo uccise. In seguito, Gothmog catturò Húrin, padre di Túrin Turambar, e lo riportò ad Angband.

La Caduta di Gondolin e la morte Modifica

Nel 510 della Prima Era, Gothmog e gli eserciti di Angband assediano Gondolin, la Città Nascosta. Le sue truppe assaltarono i cancelli a nord e li sfondarono, ma dovettero fare i conti con Rog e i soldati della Casa del Martello dell'Ira che opposero una fiera resistenza, riuscendo addirittura ad uccidere un Balrog, impresa mai riuscita né a Elfi né a Uomini. Allora Gothmog si fece avanti di persona e, riorganizzate le sue forze, lanciò un tremendo assalto nel quale trovarono la morte molti Elfi ed Echtelion della Fonte fu gravemente ferito e tratto in salvo da Tuor. In seguito Gothmog avanzò fino a giungere nella Piazza della Fontana del Re dove andò in scena l'ultima grande resistenza dei Gondolidrhim, guidati da Tuor genero del Re.

Echtelion affronta Gothmog.jpg
"Tuor allora si fece incontro alla bestia, ma fu separato da Egalmoth e costretto a indietreggiare fino al centro della piazza, presso la fontana. Qui, spossato dal caldo soffocante, venne gettato a terra da un grande demone, ossia da Gothmog in persona, signore dei Balrog, pupillo di Morgoth. Ma ecco che Ecthelion, col volto pallido come il grigio acciaio e con il braccio dello scudo che ricadeva inerte sul fianco, balzò verso di lui mentre cadeva; l’ Elfo mirò al demone, senza però dargli la morte, ma ottenendo solo una ferita al braccio con cui reggeva la spada, cosicché l'arma gli cadde dalla presa. Allora Ecthelion signore della Fonte, il più bello dei Noldor, si avventò su Gothmog proprio nell'attimo in cui levava la frusta, conficcando in quel petto maligno la punta che ornava il suo elmo e stringendo le gambe contro la coscia del nemico; il Balrog urlò e cadde in avanti, ma entrambi precipitarono nel bacino della fontana regia, che era assai profondo. Laggiù quella creatura trovò la morte; ed Ecthelion, greve di acciaio, s'inabissò con lui, e così perì il signore della Fonte, dopo una battaglia ardente nelle fresche acque."
—La morte di Gothmog, La Caduta di Gondolin, Racconti Incompiuti

Questi affrontò in combattimento lo stesso Nero Capitano ma era senza speranza e Gothmog, avendo disarmato l'avversario, si preparò a sferrargli il colpo di grazia, ma prima che potesse farlo Ecthelion si scaraventò contro di lui infilzandogli l'addome con il suo elmo da cui a punta di lancia e facendo leva col suo corpo caddero entrambi nella Fontana del Re. Le acque spensero le fiamme che tenevano Gothmog in vita, mentre Ecthelion morì annegato, ponendo così fine alla battaglia di Gondolin.

Altre leggendeModifica

Un riferimento etimologico e genealogico analogo è riportato anche nei Racconti Perduti: in un lungo elenco di nomi, con relative descrizioni, scritto da Tolkien a complemento del racconto "La caduta di Gondolin" è presente una voce dedicata a Gothmog che, oltre a riportare i riferimenti alle indicazioni dei Racconti ritrovati, afferma che Gothmog è figlio di Melkor e dell'orchessa Fluithuin e annota:

"Gli Eldar lo chiamavano Kosmoko o Kosomok(o), ma il nome non si adatta per niente alla loro lingua e ha un brutto suono perfino nella nostra che è più rozza, dice Elfrith."
Racconti perduti, op. cit., p. 264

Christopher Tolkien precisa - in una nota a margine dell'elenco - che queste spiegazioni genealogiche vennero successivamente scartate da Tolkien dopo che ebbe abbandonata l'iniziale idea dei "figli dei Valar " (ravvisabile ancora nell'impianto dei Racconti ritrovati relativi alla creazione di Arda).

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