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Fingolfin

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Fingolfin fu il secondo Re Supremo degli Elfi Noldor nel Beleriand. Fu il primo figlio avuto da Finwë e Indis. Era fratello di Irimë, Finarfin e Findis, e fratellastro minore di Fëanor. Fondò la Casa di Fingolfin, che governò i Noldor nella Terra di Mezzo. Sua moglie era Anairë e i suoi figli furono Fingon, Turgon, Aredhel e Argon. Fingolfin venne descritto come il più forte, valoroso e bello dei figli di Finwë. Il suo cavallo era chiamato Rochallor mentre la sua spada Ringil.

Etimologia Modifica

Fingolfin fu chiamato dal padre Ñolofinwë, che in Quenya significa "Finwë il Saggio" dall'unione del nome Finwë alla parola ngolod (saggio). Dalla madre Indis ricevette invece il nome di Arakáno che nella lingua dei Noldor significa "Grande Capo". Fingolfin è la traslitterazione Sindarin del suo nome.

BiografiaModifica

Nascita a Valinor e fuga nel Belriand Modifica

The Drawing of the Sword.jpg

Fingolfin minacciato da Fëanor

Fingolfin nacque a Tirion in Valinor durante la Beatitudine di Valinor. Sebbene avesse un carattere accomodante e non cercasse di provocare dissidi, entrò in conflitto con il fratellastro Fëanor, quest'ultimo convinto che Fingolfin volesse sottrargli l'affetto del padre. Le cose peggiorarono quando Melkor venne rilasciato dalla sua prigionia: il malvagio Vala infatti, non tardò ad approfittare del dissidio tra i due fratelli così da spaccare il popolo dei Noldor, insinuando che Fingolfin stesse congiurando con i Valar per escludere Fëanor dalla primogenitura e succedere al padre Finwë in cambio dei Silmaril. Purtroppo Fëanor prestò orecchio a queste menzogne e, durante una riunione di nobili Noldor a Tirion, arrivò a minacciare pubblicamente il fratello nella casa di suo padre, puntandogli una spada alla gola.

"Così, con menzogne, voci maligne e perfidi consigli, Melkor accese alla discordia i cuori dei Noldor; e dalle loro dispute alla lunga derivò la fine dei bei giorni di Valinor, la cui antica gloria giunse al tramonto. Che Fëanor cominciò adesso a parlare apertamente di ribellione contro i Valar, proclamando ad alta voce la propria intenzione di andarsene da Valinor per tornare nel mondo esterno, e che avrebbe liberato i Noldor dal servaggio, se avessero voluto seguirlo. Vi fu allora grande subbuglio in Tirion, e Finwë ne fu turbato; e convocò tutti i suoi signori a concilio. Ma Fingolfin si precipitò nelle sue aule, e gli si piantò davanti e disse: « Re e padre, non vuoi tu mettere freno alla superbia di nostro fratello Curufinwë, che è detto lo Spirito di Fuoco, e fin troppo veracemente? Con quale diritto egli parla in nome di tutto il nostro popolo, quasi fosse Re? Sei stato tu che, tanto tempo fa, hai preso la parola davanti ai Quendi, esortandoli ad accogliere l'invito dei Valar a venire in Aman; tu, che hai condotto i Noldor per la lunga strada, attraverso i perigli della Terra di Mezzo, alla luce di Eldamar. Se ora non te ne pentì, hai almeno due figli disposti a comprovare la verità delle tue parole». Ma ancor mentre Fingolfm parlava, Fëanor entrò nella sala, ed era armato di tutto punto: l'alto elmo in capo, al fianco una gran spada. « Dunque, è proprio come sospettavo » disse. « Il mio fratellastro vorrebbe scavalcarmi ed essere il primo con mio padre, in questa e in ogni altra facenda.» Quindi, volgendosi a Fingolfin, snudò la spada gridando: «Fuori di qui, e statti al tuo posto! ». Fingolfin si inchinò a Finwë, e senza una parola o uno sguardo a Féanor uscì dalla stanza. Ma Fëanor lo seguì, e sulla soglia della casa reale lo fermò; e puntò contro il petto di Fingolfin la spada lucente. « Guardala bene, fratellastro» disse. «Questa è più tagliente della tua lingua. Provati una volta ancora a usurpare il mio posto e l'amore di mio padre, e può darsi che essa sbarazzi i Noldor di uno il quale vorrebbe essere signore di schiavi.» Tali parole furono udite da molti, che la casa di Finwë sorgeva sulla grande piazza ai piedi della Mindon; ma neppure questa volta Fingolfin replicò, e fendendo in silenzio la calca andò a cercare suo fratello Finarfin. A questo punto, le agitazioni dei Noldor non erano più celate ai Valar, ma il seme ne era stato sparso col favore delle tenebre; ragion per cui, essendo stato Fëanor a parlare per primo apertamente contro di essi, lo ritennero il promotore dello scontento, facendo egli spicco per caparbia e arroganza, benché tutti i Noldor si fossero fatti superbi. E Manwë ne fu addolorato, ma stette a vigilare senza dir parola. I Valar avevano condotto gli Eldar nella loro terra, liberi di starvi o di andarsene; e, sebbene ritenessero che andarsene fosse follia, non vi si sarebbero certo opposti. Ora, però, le azioni di Fëanor non potevano essere ignorate, e i Valar erano irati e costernati; e Fëanor fu convocato al loro cospetto alle porte di Valmar, onde rispondere di tutte le sue parole e atti. Convocati furono anche tutti coloro che avevano mano nella faccenda o ne erano a conoscenza; e Fëanor, in piedi davanti a Mandos nell'Anello della Sorte, ebbe ordine di rispondere alle domande che gli fossero rivolte. Ed ecco finalmente la radice messa a nudo e la malizia di Melkor svelata; e seduta stante Tulkas abbandonò il concilio per mettergli le mani addosso e trascinarlo un'altra volta a giudizio. Ma neppure Fëanor fu assolto, poiché aveva infranto la pace di Valinor e minacciato con la spada un consanguineo; e Mandos gli disse: «Hai parlato di servaggio. Se servaggio deve essere, orbene, tu non puoi sottrarti a esso; che Manwë è Re di Arda, e non della sola Aman. E questo tuo atto è stato contro la legge, in Aman come altrove. Ragion per cui, questo è il verdetto: per dodici anni, te ne andrai da Tirion dove la tua minaccia è stata pronunciata. In questo periodo consigliati con te stesso, e rammentati chi e che cosa sei. Dopo tale periodo, la questione sarà chiusa e dimenticata, posto che altri non nutrano rancori nei tuoi confronti». Disse allora Fingolfin: «Io non nutro rancore verso mio fratello». Fëanor però nulla rispose, e rimase in silenzio davanti ai Valar. Poi si volse, e lasciò il concilio e si diparti da Valmar. Con lui se ne andarono, banditi, i suoi sette figli, e al nord, in Valinor, costruirono un luogo forte e una camera del tesoro tra i colli; e quivi, a Formenos, una gran quantità di gemme fu radunata, e con esse armi, e i Silmaril furono chiusi in una stanza di ferro. Ivi si trasferì anche Finwë il Re, a causa dell'amore che nutriva per Fëanor; e Fingolfin governò i Noldor in Tirion. Cosi le menzogne di Melkor ebbero finta conferma, benché fosse stato Fëanor, con le sue proprie mani, ad aver originato tale situazione; e il rancore seminato da Melkor non si spense, e continuò a serpeggiare ancora a lungo tra i figli di Fingolfin e Fëanor."
—L'esilio di Fëanor, il Silmarillion


A causa di questo gesto, con gran dispiacere dello stesso Fingolfin, il fratello fu esiliato nella città di Formenos, seguito dal padre Finwë, dove rimase per alcuni anni. Alcuni anni dopo i Valar invitarono Fëanor a Tirion, affinché questi si rappacificasse con il fratello, cosa che formalmente avvenne con anche lo scambio di un abbraccio e lo scambio del bacio della pace. Mentre ciò avveniva Melkor attaccò Formenos uccidendo Finwë e rubando i Silmaril.

Fingolfin Helcaraxe.jpg

Fingolfin attraversa l'Helcaraxë con la sua gente

Fëanor pronunciò il suo terribile Giuramento e poi invitò i Noldor a schierarsi con lui e a lasciare Valinor per vendicarsi di Morgoth e rubare i Silmaril. Fingolfin non prestò il giuramento ma, disperato per la morte del padre, decise di seguire lo stesso il fratello assieme alla sua gente e ai suoi figli. Non prese direttamente parte al Primo Fratricidio di Alqualondë, ma contribuì a rubare le navi dei Teleri per raggiungere il Beleriand. Durante la navigazione la flotta, sovraccarica, fece sosta sull'Helcaraxë (piana dei Ghiacci Stridenti). Fëanor, comprendendo che non sarebbe mai riuscito a raggiungere il Beleriand se si fosse portato dietro Fingolfin e la sua gente, decise dunque di abbandonare il fratello e i suoi sudditi e salpare nottetempo con le navi. Ciò fece infuriare Fingolfin e gli altri Noldor, che giurarono eterna inimicizia a Fëanor e ai suoi figli. Fingolfin e la sua gente cominciarono dunque un viaggio a piedi verso il Beleriand, affrontando una durissima marcia esposti al freddo e alle intemperie.

Vita nel Beleriand Modifica

Fingolfin e le sue genti giunsero nel Beleriand nel 1499 AA al primo levarsi del sole. Inizialmente si stabilirono nell'Hithlum a nord del lago Mithrim, con i Figli di Fëanor che avevano i propri accampamenti a sud del lago. Inizialmente i due schieramenti stettero per un po' a guardarsi in cagnesco, con somma soddisfazione di Morgoth, il quale sperava nello scoppio di una guerra civile tra i Noldor; tuttavia Fingon, figlio di Fingolfin, ristabilì la pace nel suo popolo salvando Maedhros dalle vette del Thangorodrim: riconoscente per l'aiuto prestatogli e anche per ripagare le sofferenze patite dalla gente di Fingolfin a causa di suo padre, Maedhros rinunciò al titolo di Re Supremo dei Noldor e si trasferì con la sua gente ad est, andando a fondare la Marca di Maedhros. Figolfin dunque divenne Re Supremo dei Noldor e stabilì il proprio regno nella regione dell'Hithlum, che divenne un fiero baluardo contro Morgoth. Partecipò dunque alla Dagor Aglareb, riportando una splendida vittoria e nel quarto secolo della Prima Era accolse le genti della Casa di Hador come propri vassalli, donando loro le terre del Dor-lómin.

Duello contro Morgoth e la morte Modifica

Fingolfin-vs-Morgoth.jpg
"Dopo la sconfitta subita dai Noldor e dai loro alleati nella Dagor Bragollach,Fingolfin si recò furioso e disperato alle porte di Angband per sfidare Morgoth. Si dice che egli, attraversando l'Dor-nu-Fauglith in sella al suo cavallo Rochallor, pareva Orome poiché una grandissima ira lo aveva colto e lo aveva reso spietato. Arrivato ad Angbad soffiò nel suo corno e sfidò Morgoth a duello. Fu l'unica volta che egli uscì dalla sua fortezza. Nonostante il Nemico fosse un Valar, Fingolfin combatté con grande coraggio e destrezza, ma pur combattendo valorosamente, dovette soccombere. In quell'occasione inferse a Morgoth sette ferite, tagliandogli anche un piede, tanto che mai più l'Oscuro Signore riusci a liberarsi dal dolore e fu costretto ad andare saltellando." «Così morì Fingolfin, Supremo Re dei Noldor, fierissimo e valentissimo tra tutti i re degli Elfi dell'antichità. "
—Il duello tra Morgoth e Fingolfin, Il Silmarillion


Vedendo le armate dei Noldor e dei loro alleati disperse, Fingolfin in preda alla disperazione e all'ira attraversò come un turbine il campo di battaglia, giungendo presso le porte di Angband e sfidando l'Oscuro Signore a duello. Di malavoglia, e solo per non perdere la faccia, l'Oscuro Signore accettò la sfida e uscì dagli abissi di Angband per combattere contro il Re Elfico. Fu una battaglia dura e senza esclusione di colpi e il Re Elfico riuscì ad infliggere sette ferite a Morgoth prima di essere atterrato; con le ultime forze che gli restavano riuscì a tagliare un piede dell'Oscuro Signore. In preda al dolore Morgoth avrebbe certamente fatto scempio del corpo del Re dei Noldor se non fosse intervenuto Thorondor, che gli graffiò la faccia e recuperò il corpo di Fingolfin. Questo fu portato a Gondolin dove il figlio Turgon dette al padre degna sepoltura.

Re Supremo dei Noldor
Preceduto da:
Finwë/Fëanor
Fingolfin Succeduto da:
Fingon
1499 AA - 455 PE

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