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Faramir

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"Era costui un uomo d'alto rango, simile ad Aragorn in certi momenti; forse il suo lignaggio era meno alto, ma più vicino e tangibile: uno dei Re degli Uomini nato in tempi più recenti, ma impregnato della saggezza e della tristezza dell'Antica Razza. [...] Era un capitano che gli uomini avrebbero seguito [...], persino all'ombra delle ali nere."
J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

Faramir fu un uomo della stirpe dei Dúnedain di Gondor che visse a cavallo tra la Terza e la Quarta Era. Secondogenito di Denethor II e fratello di Boromir, fu capitano dell'Esercito di Gondor e per breve tempo ricoprì la carica di Sovrintendente di Gondor dopo la morte del padre. Dopo la Guerra dell'Anello fu nominato da Re Elessar Principe di Emyn Arnen e sposo Éowyn di Rohan, dalla quale ebbe un figlio che fu chiamato Elboron. Al contrario del fratello maggiore, egli non era apprezzato dal padre, il quale favoriva soprattutto il primo figlio. Inoltre, al contrario di quest'ultimo, che pensava solo alla guerra, Faramir traeva piacere anche dalle arti e dalla musica. Ciononostante è sempre stato un abile comandante che, grazie alle sue imboscate, riusciva a contrastare i rinforzi che arrivavano a Mordor, indebolendone la potenza militare.

Etimologia Modifica

L'etimologia del nome Faramir non è molto chiara e si possono solo azzardare delle ipotesi: quel che è certo è che si tratta di un nome Quenya e che il suo significato potrebbe essere "Gioiello della spiaggia" dall'unione delle parole fàra (spiaggia) e mír (gioiello).

Biografia Modifica

Nascita e Giovinezza Modifica

Denethor, Findulias, Boromir e Faramir.jpg

Faramir nacque a Minas Tirith nell'anno 2983 da Denethor e Finduilas di Dol Amroth, sorella maggiore del Principe Imrahil. La madre morì quando il figlio aveva appena cinque anni, lasciandolo orfano assieme al fratello Boromir, di cinque anni più vecchio. Siccome il padre non fu di alcun aiuto ai figli nel superare il trauma della morte della madre, Faramir strinse con Boromir un fortissimo legame e i due fratelli si sostennero sempre a vicenda. Denethor non mostrò mai un grande affetto verso il figlio minore, preferendogli invece il fratello Boromir, cosa che tuttavia non dette origine a nessuna rivalità e anzi, Boromir ebbe spesso degli accesi diverbi con il padre per difendere il fratello minore. A differenza del fratello, che passava ore ad esercitare il corpo nelle arti della guerra, Faramir aveva un animo gentile interessato alle arti e alla musica, anche se non mancò di esercitarsi divenendo un ottimo spadaccino, anche se non al livello del fratello, ed un abile arciere.

La Guerra dell'Anello Modifica

Prima che Frodo lasciasse la Contea per raggiungere Gran Burrone, Gondor cominciò a subire gli attacchi di Sauron con più violenza rispetto passato. Già negli anni precedenti infatti, l'Oscuro Signore aveva cominciato a lanciare alcune offensive contro il regno dei Dúnedain, ottenendo anche alcuni successi come la conquista dell'Ithilien nel 2954 TE. Tuttavia fu nel decennio tra il 3006 e il 3018 TE che Sauron cominciò ad aumentare la pressione su Gondor, che divenne sempre più difficile da contenere da parte delle armate degli Uomini che,al contempo, si ritrovavano a dover fare i conti con nuove incursioni da parte dei Corsari di Umbar.

La Prima battaglia di Osgiliath e la partenza di Boromir Modifica

Nel giugno del 3018 TE le truppe di Mordor lanciarono un grande attacco contro la città di Osgiliath, prendendo d'assalto la riva orientale in quel momento comandata proprio da Faramir. Il giovane capitano guidò i suoi uomini con tranquillo coraggio, accorrendo ovunque sulle mura fosse richiesto il suo aiuto; tuttavia il grande valore dei soldati di Gondor fu sopraffatto dal numero dei nemici, i quali cominciarono a sciamare sulle mura e nella città, trasformando l'assedio in una battaglia casa per casa. Faramir, comprendendo di non poter resistere, inviò dunque una richiesta d'aiuto a Minas Tirith e, nel frattempo, ordinò ai suoi uomini di ritirarsi combattendo in modo da guadagnare tempo. Suo fratello Boromir si precipitò in suo soccorso, portando alcune migliaia di soldati per rafforzare la posizione del fratello, ma ormai la città orientale era persa e la battaglia rischiava di trasferirsi nella parte occidentale. Se Osgiliath fosse stata conquistata Sauron avrebbe avuto la strada spianata per Minas Tirith.

Ritirata da Osgiliath.jpeg

Faramir e Boromir si ritirano, dopo aver abbattuto l'ultimo ponte sull'Anduin

Consci di questo pericolo Faramir e Boromir elaborarono un piano: durante la ritirata Faramir era riuscito ad abbattere uno degli ultimi due ponti sull'Anduin; rimaneva l'ultimo ponte, sul quale si stava ancora combattendo. Faramir e Boromir decisero dunque di lanciare un ultimo contrattacco per guadagnare tempo e dare così modo ai soldati di distruggere il ponte ed impedire così agli orchi di sciamare in città. Con grande coraggio i due fratelli guidarono una travolgente carica contro il nemico, che costrinse gli orchi a indietreggiare. Poco prima che il ponte fosse abbattuto, Boromir e Faramir ordinarono la ritirata rimanendo da soli, assieme a pochi compagni, a coprire il ripiegamento dei loro soldati. Quando il ponte fu abbattuto si gettarono nel fiume e raggiunsero a nuoto la riva occidentale dell'Anduin.

Faramir e Boromir.jpeg

Faramir e Boromir la sera prima della partenza

Nonostante la battaglia non si potesse di certo definire una vittoria per Gondor, i due fratelli furono accolti come degli eroi anche se la maggior parte degli onori andò a Boromir. La sera stessa ci furono dei festeggiamenti che durarono fino a tarda notte. Fu in quell'occasione che Boromir fece il sogno premonitore che lo invitava a recarsi a Gran Burrone, dove avrebbe trovato una nuova speranza per gli Uomini. Faramir, messo a parte del sogno dal fratello, disse che era il caso di metterne al corrente il padre per decidere sul da farsi.

La partenza di Boromir.jpeg

Faramir si congeda da Boromir

Denethor convenne con Boromir che era il caso di recarsi a Gran Burrone per ricevere notizie. Nonostante Faramir avesse avanzato la richiesta di partire, Denethor, che aveva scarsa stima di lui, gli negò il suo consenso, preferendo invece inviare Boromir, che invece godeva della sua incondizionata fiducia. Faramir si congedò affettuosamente dal fratello, augurandogli grande fortuna e promettendogli di difendere Gondor con la sua stessa vita.

La Guerra nell'Ithilien Modifica

Faramir nell'Ithilien.jpeg

Dopo la partenza di Boromir, Faramir divenne il comandante della guarnigione di Osgiliath e, benché non avesse grande fiducia in lui, Denethor gli affidò il compito di compiere delle incursioni nell'Ithilien. Faramir si prestò quindi al nuovo incarico con grande determinazione, compiendo nel corso di diversi mesi svariate incursioni all'interno dei territori controllati dal Nemico e divenendo una vera spina nel fianco delle armate di Sauron, che ora dovevano aggirarsi guardinghi nei territori da loro controllati. La tattica preferita di Faramir era quella della guerriglia: egli lasciava Osgiliath con un gruppo di Raminghi dell'Ithilien, non più di cinquecento, e per alcune settimane predisponeva una serie di imboscate contro le armate nemiche che si aggiravano per quei territori.

L'incontro con Frodo Modifica

Incontro tra Faramir e Frodo by Anke Eißmann.jpeg

Fu proprio durante un'azione di guerriglia che incontrò Sam e Frodo. Dopo averli catturati li portò a Henneth Annun per interrogarli. Dopo essere riuscito a conquistarsi la fiducia degli hobbit, il giovane Capitano intuì la loro missione ma non mostrò intenzione di impossessarsi dell'Anello, rendendosi conto che era stato questo desiderio a portare alla morte il fratello Boromir e decise di rilasciare gli Hobbit che proseguirono poi verso il Monte Fato. Espresse tuttavia preoccupazione per l'intenzione di Frodo di prendere la via di Cirith Ungol, e raccomandò all'Hobbit di non fidarsi di Gollum poiché, in virtù anche della sua ascendenza numenoreana, ne percepiva la malvagità e ne diffidava.

La Seconda Battaglia di Osgiliath Modifica

Faramir assalito dai Nazgul by Anke Eißmann.jpg

Faramir attaccato dai Nazgul

Dopo aver lasciato che Frodo Sam e Gollum proseguissero verso sud, Faramir si diresse con la sua compagnia verso Cair Andros, con l'intenzione di raggiungere da lì Osgiliath. Tuttavia le notizie dell'avvicinamento delle armate di Sauron lo convinsero ad inviare le sue truppe a Osgiliath, mentre lui e un piccola scorta sarebbero andati a Minas Tirith a riferire e a ricevere ordini. In vista della città però lui e i suoi compagni vennero attaccati dai Nazgûl, che gettarono i suoi uomini nel panico, ma la situazione venne risolta dall'intervento di Gandalf che scacciò gli Spettri e consentì a Faramir di raggiungere la città. Dopo essere entrato in città, dove mostrò un certo stupore nell'incontrare Pipino, mise sia Gandalf che il padre al corrente degli sviluppi della situazione, incontrando il favore dello Stregone ma la disapprovazione di Denethor.

La Battaglia del Rammas Echor e il ferimento Modifica

Dopo il suo rapporto Denethor si dimostrò particolarmente insoddisfatto del figlio sostenendo che egli aveva disobbedito agli ordini e accusandolo di rispettare più Gandalf di suo padre. Arrivò addirittura a dire che avrebbe preferito scambiare la vita di Faramir con quella di Boromir, cosa che ferì molto il figlio ma, molto sommessamente, chiese dunque come avrebbe potuto rimediare. Denethor gli ordinò di prendere tutti gli

La morte di Denethor e le Case di Guarigione Modifica

Faramir e Aragorn by Anke Eißmann.jpeg
"Ad un tratto Faramir si mosse, aprì gli occhi, e guardò Aragorn chino su di lui; i suoi occhi brillarono d’una luce di coscienza e di affetto ed egli parlò dolcemente. «Mio sire, mi hai chiamato. Sono venuto. Cosa comanda il re?». «Non camminare più nelle ombre, svegliati!», disse Aragorn. «Sei molto stanco. Riposa adesso, e prendi del cibo, e sii pronto quando tornerò». «Lo sarò, mio signore», disse Faramir. «Chi potrebbe rimanere ozioso, ora che il re è tornato?»."
—Aragorn e Faramir alle Case di Guarigione, il signore degli Anelli


Denethor, fuori di sé dal dolore, credette che fosse giunta la fine e pertanto ordinò alle sue guardie di portare Faramir con una lettiga alle Case dei Re, dove era intenzionato ad uccidersi assieme al figlio dandosi fuoco. Solo il pronto intervento di Pipino, Gandalf e Beregond impedì che la follia di Denethor causasse la morte del giovane capitano, che venne portato alle Case di Guarigione dove fu vegliato tutta la notte dal fedele Beregond. Dopo la Battaglia dei Campi del Pelennor il giovane fu raggiunto da Aragorn che, servendosi dell'Athelas e dei poteri derivatigli dalla sua discendenza dai Re, riuscì a farlo uscire dal coma.

L'incontro con Eowyn Modifica

"Sire Faramir camminava da solo nel giardino delle Case di Guarigione, e la luce del sole lo riscaldava, ed egli sentiva una nuova vita scorrere nelle sue vene; ma il suo cuore era pesante, ed egli guardava oltre le mura verso oriente. Arrivando, il Custode pronunciò il suo nome, ed egli si voltò e vide la Dama di Rohan; ed egli fu scosso da pietà, perché vide che era ferita, ed i suoi occhi perspicaci percepirono la sua tristezza e irrequietezza."
—Il primo incontro tra Faramir e Eowyn


L'incoronazione di Aragorn e la nomina a Principe dell'Ithilien Modifica

Una volta sconfitto Sauron un'immensa gioia si propagò per le strade della città e l'intera popolazione riservò grandi festeggiamenti all'esercito che ritornava vittorioso a Minas Tirith. Tuttavia Aragorn non entrò in città e pose la sua tenda nei Campi del Pelennor perché, come voleva la tradizione, il compito di recarsi dal Re ed invitarlo all'interno della città per essere incoronato spettava al Sovrintendente. Quando tutti i preparativi per l'incoronazione furono pronti, Faramir uscì dalla città accompagnato da Hurin delle Chiavi e quattro soldati della Guardia della Cittadella. Giunto al centro dello spiazzo Faramir s'inginocchiò e, porgendo ad Aragorn uno scettro bianco, disse:
Faramir davanti a Aragorn.jpeg

Faramir offre ad Aragorn lo scettro di Sovrintendente a simboleggiare il passaggio dell'autorità

"L'ultimo Sovrintendente di Gondor chiede il permesso di dimettersi dal suo incarico"

Al che Aragorn gli restituì lo scettro bianco e gli disse:

"L'incarico non è finito, e sarà tuo e dei tuoi eredi finché durerà la mia stirpe. Fa' ora ciò che compete al tuo incarico!"

Dunque Faramir si levò in piedi e, rivolgendosi alla popolazione e ai soldati radunata nello spiazzo, disse:

"Uomini di Gondor, ascoltate ora il Sovrintendente di questo Reame! Mirate! Finalmente è giunto colui che rivendica il titolo di Re. Ecco Aragorn figlio di Arathorn, Capitano dei Dúnedain di Arnor, Capitano dell'esercito dell'Ovest, portatore della Stella del Nord, possessore della Spada Riforgiata, vittorioso in battaglia, mani di guaritore, Gemma Elica, Elessar della Linea di Valandil, figlio di Isildur, figlio di Elendil di Númenor. Volete che sia Re ed entri nella città e vi dimori?"

Dopo il sì entusiastico della popolazione, Faramir riprese a parlare:

"Uomini di Gondor, gli eruditi dicono che era consuetudine che il Re ricevesse la corona dal padre prima che questi morisse; ma se ciò non era possibile, egli doveva recarsi alla tomba del padre e prenderla dalle sue mani. Ma poiché adesso è necessario procedere diversamente, con la mia autorità di Sovrintendente ho qui portato da Rath Dínen la corona di Eärnur l'ultimo Re, i cui giorni passarono al tempo dei nostri avi"

Aragorn prende la Corona.jpeg

Aragorn prende la Corona e pronuncia le parole del giuramento di Elendil

I soldati della Guardia che accompagnavano Faramir fecero dunque un passo avanti e il Sovrintendente aprì la cassetta, prese la corona e la offrì ad Aragorn. Questi la prese in mano e pronunciò l'antico giuramento di Elendil:

"Et Eärello Endorenna utúlien. Sinome maruvan ar Hildinyar tenn' Ambar-metta!"

Tuttavia, tra lo stupore generale, Aragorn non si pose la corona sul capo ma la restituì a Faramir dicendo:

"È grazie all'opera e al valore di molti che sono giunto in possesso della mia eredità. In pegno di riconoscenza vorrei che il Portatore dell'Anello recasse a me la corona, e che Mithrandir la ponesse su mio capo, se accetta; poiché è stato lui il fautore di tutto ciò che è stato compiuto, e questa vittoria è sua."

Allora Frodo si fece avanti, prese la corona dalle mani di Faramir e la porse a Gandalf; Aragorn si inginocchiò e Gandalf posò sul suo capo la corona e disse:

"Vengono ora i giorni del Re, e siano benedetti finché dureranno i troni dei Valar!"

Quando Aragorn si alzò tutti coloro che lo videro lo osservarono in silenzio, perché parve loro che si rivelasse per la prima volta. Alto come i Re del passato, si ergeva su tutti i presenti; sembrava anziano e al tempo stesso nel fiore della virilità; e sulla sua fronte vi era saggezza, e nelle sue mani vigore e guarigione, e una luce brillava intorno a lui. Fu allora che Faramir gridò:

"Guardate il Re!"

Dunque tutte le campane di Minas Tirith presero a suonare a festa, e tutte le trombe squillarono, mentre Aragorn avanzava solennemente verso la città. Una volta giunto al cancello Húrin delle Chiavi l'aprì, e Aragorn attraversò a piedi tutta la città, fino a raggiungere la Cittadella dove, sulla torre più alta, fu issato il suo vessillo. Così ebbe inizio il glorioso regno di Re Elessar e a lungo le storie cantarono di questo giorno.



Dopo l'incoronazione Faramir fu confermato dunque nella sua carica di Sovrntendente e fu inoltre nominato Principe dell'Ithilien e Signore dell'Emyn Arnen, l'antica terra della sua Casata.

Viaggio con Re Elessar e il fidanzamento con Eowyn Modifica

Fidanzamento tra Faramir e Eowyn.jpeg

Il fidanzamento tra Faramir e Eowyn

Dopo l'incoronazione e il matrimonio con Arwen Undómiel, Aragorn intraprese con i suoi amici e Faramir un lungo viaggio verso nord, scortando la salma di Re Theoden verso Rohan. Giunti ad Edoras Aragorn e il suo seguito assistettero al solenne funerale del Re, per poi prendere parte alla grande festa funebre nel Palazzo di Meduseld. Dopo il discorso funebre e il brindisi al defunto il nuovo Re dei Rohirrim Éomer si alzò e disse:

"Questa è la festa funebre di Re Théoden, ma voglio annunciarvi notizie di gioia, poiché a lui non dispiacerebbe: fu sempre un padre per mia sorella Éowyn. Udite quindi, voi tutti miei ospiti, popoli felici di molti reami, come non se ne sono mai riuniti in questo salone! Faramir, Sovrintendente di Gondor e Principe dell'Ithilien, chiede che Eowyn Dama di Rohan divenga sua moglie, ed ella lo accetta con tutto il cuore. Essi quindi si fidanzeranno dinnanzi a tutti voi".

Faramir ed Éowyn si fecero avanti e si presero per mano, scambiandosi le promesse di matrimonio e tutti bevvero alla loro salute, e furono felici.

"In tal modo - disse Éomer - un nuovo vincolo rinsalda l'amicizia di Gondor e del Mark, procurandomi ancora una maggiore felicità!"

Il matrimonio con Eowyn e la vita nell'Emyn Arnen Modifica

Faramir, Éowyn e Elboron.jpeg

Faramir assieme alla moglie Éowyn e al figlio Elboron

Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo e i due sposi andarono a dimorare nella casa di Faramir nell'Emyn Arnen, dove furono felici. Da questa unione nacque un figlio che fu chiamato Elboron, padre a sua volta di Barahir, che fu Sovrintendente durante il regno di Re Eldarion, figlio di Re Elessar.

AdattamentiModifica

Trilogia de Il Signore degli Anelli (2002 - 2003) Modifica

Faramir David Wenham.jpg

Nella trilogia di Peter Jackson il giovane capitano di Gondor è interpretato dall'attore David Wenham, e appare nei film Le Due Torri e Il Ritorno del Re. Nella trasposizione cinematografica il personaggio è completamente diverso fisicamente rispetto a quello del libro: è biondo anziché nero di capelli, ha gli occhi blu anziché grigi ed è più basso di almeno una decina di centimetri. Ne "Il Ritorno del Re", non riuscirà ad impedire che un'orda di orchetti, comandati da Gothmog, conquisti la città di Osgiliath, dovendo ritirare le sue truppe dalla città per ripararsi a Minas Tirith. Nella versione cinematografica dell'opera, verrà spronato dal sovrintendente stesso, partirà in testa ad un gruppo di cavalieri con l'intento di liberare Osgiliath, ma un potente sbarramento di frecce renderà vana l'impresa, ferendolo gravemente (mentre nel romanzo viene ferito durante la ritirata). Creduto morto dal padre, rischierà di essere bruciato vivo, ma grazie al tempestivo intervento di Gandalf e Pipino, il capitano di Gondor riuscirà a salvarsi, mentre Denethor morirà avvolto dalle fiamme.

Sovrintendente di Gondor
Preceduto da:
Denethor II
Faramir Succeduto da:
Elboron
TE 3019 - QE 82