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"Gli Elfi e gli Uomini sono infatti i Figli d'Ilùvatar; e poichè non compresero appieno quel tema attraverso il quale i Figli entrarono nella Musica, nessuno degli Ainur osò aggiungere alcunchè al loro modo d'essere. Per questo i Valar sono i loro parenti più che i loro antenati, e i loro capitani più che i loro padroni. Gli Ainur hanno intrattenuto rapporti soprattutto con gli Elfi, giacchè Ilùvatar li fece più simili per natura agli Ainu, ancorchè minori per potenza e per statura. Si dice infatti che, dopo la partenza dei Valar, vi fu silenzio e che per tutta un'era Ilùvatar sedette da solo a pensare. Poi egli parlò e disse: "Ma i Quendi saranno le più leggiadre di tutte le creature terrene, e possederanno e concepiranno e produrranno più bellezza di tutti i miei Figli; e godranno della maggiore beatitudine di questo mondo." Gli Elfi rimangono sino alla fine dei giorni, e il loro amore per la Terra e per tutto il mondo è quindi più unico e più intenso, e con il trascorrere degli anni sempre più malinconico. Gli Elfi infatti non moriranno fino a che il mondo non morirà, a meno che non vengano uccisi o non si struggano di dolore (e a entrambe queste morti apparenti essi sono soggetti); ne l'età ne indebolisce le forze, a meno che non si stanchino di diecimila secoli; e, se muoiono, vengono accolti nelle Aule di Mandos a Valinor, da cui con il tempo possono tornare."
—Gli Elfi, Il Silmarillion

Gli Elfi, conosciuti come Primogenti, furono la prima razza dei Figli di Ilúvatar a destarsi presso il lago di Cuiviénen (che in elfico significa appunto "Acque del Risveglio") e a popolare nella Terra di Mezzo. Sono una stirpe di esseri immortali, nobili ed aggraziati. Il loro aspetto è simile a quello degli Uomini, ma essi rifulgono di un intimo splendore che ne tradisce lo spirito e le doti, uniche nella Terra di Mezzo. Nessuna razza è stata più privilegiata e nessuna è dovuta sottostare ai crudeli giochi del Fato al pari degli Elfi.

Nomi e etimologia Modifica

Elfi è il nome con il quale sono conosciuti dalle altre razze di Arda, tuttavia ne hanno molti altri: nell'antica lingua ancestrale chiamavano sé stessi Quendi ovvero Coloro che hanno voce, in Quenya sono noti come Eldar (Popolo delle Stelle), in Sindarin usano l'espressione Edhel, solo per limitarsi alle lingue principali. In Adûnaico, la lingua dei Dúnedain, erano noti come Nímir. Essi sono conosciuti anche coi nomi di Primogeniti di Ilúvatar, i Priminati oppure come Figli Maggiori.

Descrizione Modifica

Aspetto Modifica

Come detto, sono simili agli umani, ma vi sono alcune differenze essenziali, seppure lievi e dissimulate. Sono di solito più alti degli Uomini ma anche meno robusti e dal corpo glabro: non hanno né barba né baffi. I lineamenti dolci e delicati, oltre allo sguardo acuto e penetrante, danno loro un'aria di incanto e di mistero. Sono dotati di una straordinaria destrezza e agilità; sono inoltre dotati dell'abilità di camminare con la massima leggerezza, senza lasciar tracce, perfino sulla neve fresca. Nonostante il loro aspetto aggraziato, possiedono una grande forza; sono infatti capaci di resistere alle temperature più estreme e sono immuni a tutte le malattie o a ogni forma di contagio. Gli elfi non hanno bisogno di dormire: si riposano meditando sulle memorie e sugli eventi del passato, il cui ricordo mai li abbandona. Cadono in questa sorta di trance per un paio di ore al giorno, ma se necessario possono privarsene per giorni e giorni. Quando cadono in trance, si risvegliano naturalmente dopo un certo tempo: ma prima dello scadere di questa sorta di sonno è difficilissimo svegliarli. Questo modo di riposare è strettamente connesso con la natura notturna degli elfi. Gli uomini li chiamano per questo "Popolo delle stelle". Infatti, nelle notti stellate, gli elfi possono vedere meglio di quanto un umano in pieno giorno. La particolare vista degli elfi è utile ed ideale nella parziale oscurità delle foreste ombrose e consente loro una mobilità superiore ad ogni altra razza. Nel buio completo, comunque, non possono vedere nulla come gli Uomini. Anche l'udito è sensibilissimo e questo può forse in parte spiegare il perchè della loro abilità musicale.

Cultura Modifica

Gli elfi sono devoti ai Valar, dei quali, molti di loro, conoscono la vera natura, venerano queste divinità con il canto e la poesia, ma non possiedono una vera religione formale; talvolta si riuniscono per celebrare la vita e i doni degli Dei, e il rispetto che manifestano per le cose naturali è giustificato dalla intima accettazione che il fato, segnato dal Gran Canto della Creazione (l'Ainulindalë) ha rivelato loro, attraverso la contemplazione intima e gioiosa del Creato, il modo di vedere e comprendere la natura come un dono dei Valar. L'amore degli elfi per il canto è senza pari nella Terra di Mezzo: ne ha influenzato il linguaggio musicale come forse nessun'altro, ed il modo tutto particolare di tramandare la tradizione orale attraverso canti struggenti e melodiosi. Gli elfi furono i primi ad usare la parola ed hanno insegnato l'uso del linguaggio a tutte le altre razze. Da ciò il nome con cui chiamano se stessi: "Quendi", ovvero "gli Oratori". Il linguaggio elfico, vario, bello e sottile come l'acqua, si presta facilmente ad essere composto in versi e canzoni.

La questione dell'immortalità Modifica

Gli Elfi vengono descritti come esseri immortali, tuttavia il discorso è molto più complicato: benché essi siano dotati di una vita lunghissima e non possano morire se non per morte violenta, la loro non è un'immortalità classica come quella degli Ainur, i quali non hanno età e il trascorrere del tempo li lascia indifferenti. È più corretto dire che gli invecchiano in modo impercettibile, senza che la loro proverbiale bellezza svanisca col tempo. Come detto sopra due sole cause possono portarli alla fine: una morte violenta o la stanchezza di vivere. In quest'ultimo caso, si lasciano andare al tedio di un'esistenza infinita e perdono la volontà di vivere, tuttavia a differenza degli Uomini e dei Nani la loro non è la classica morte eterna: le loro anime infatti si recano nelle Aule di Mandos dalle quali hanno tuttavia la possibilità di tornare incarnandosi in un nuovo corpo.

Storia Modifica

Il risveglio Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Risveglio degli Elfi.
Il risveglio degli Elfi, Ted Nasmith
"In quell'ora si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti d'Ilúvatar. Presso il lago illuminato dalle stelle di Cuiviénen, L'Acqua del Risveglio, essi si levarono dal sonno d'Ilúvatar; e, mentre se ne stavano ancora silenziosi presso Cuiviénen, i loro occhi videro per prima cosa le stelle del cielo. "
—Il risveglio degli Elfi

Gli Elfi si svegliarono durante gli Anni degli Alberi e si dice che quando aprirono gli occhi per la prima volta, videro le stelle e dissero: "Ele!" cioè "Guarda!" in Elfico Primitivo. Nel Cùinviénarna ci previene che in origine c'erano solo tre Elfi: Imin, Tele e Enel con le corrispondenti mogli; da loro, poi, venne alla luce tutto il popolo Elfico, diviso in Minyar (i primi, discendenti di Imin), Tatyar (discendenti di Tele) e Nelyar (discendenti di Enel). Quando Melkor scoprì il loro risveglio, mandò tra di essi degli spiriti malvagi per far sì che temessero i Valar e ne trasse una parte a Utumno per ricavarne la razza degli Orchi. All'arrivo di Oromë, infatti, si dimostrarono timorosi e non ascoltarono subito le sue parole. Tuttavia egli riportò la notizia del Risveglio degli Elfi a Valinor e i Valar concordarono di muovere guerra a Melkor per fare in modo che vivessero in pace. Di questa Seconda Guerra delle Potenze gli Elfi seppero molto poco, a parte i terremoti e il fragore che venivano dal nord.

Il Grande viaggio verso Ovest e la divisione Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Grande Viaggio.


Gli Elfi del Beleriand Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Sindar, Elfi Silvani, Elfi Verdi, Menegroth e Thingol.


Gli Elfi di Valinor Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Vanyar, Teleri e Noldor.


Il ritorno dei Noldor e le guerre contro Morgoth Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Fuga dei Noldor e Guerra dei Gioielli.


La Guerra d'Ira e la Seconda Era Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Guerra d'Ira, Guerra tra Sauron e gli Elfi, Anelli del Potere e Guerra dell'Ultima Alleanza.


Il declino degli Elfi e l'abbandono della Terra di Mezzo Modifica

Lingue degli Elfi Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Quenya, Telerin, Vanyarin, Sindarin e Nandorin.

Gli Elfi all'inizio parlavano un'unica lingua conosciuta come "Elfico Primitivo", tuttavia con il passare degli anni e con le divisioni che intercorsero tra le varie stirpi questa lingua ancestrale si diversificò, dando origine ad un'infinità di lingue e dialetti. I principali gruppi e sottogruppi furono:

  • Avarin: lingua degli elfi Avari che si rifiutarono di intraprendere il Grande Viaggio verso Ovest.
  • Eldarin Comune: sviluppata dopo la dipartita degli Eldar da Cuiviénen, questa lingua divenne poi il punto di partenza per tutte le loro lingue.
  • Quenya: conosciuta anche come latino elfico e Alto Elfico, da questa lingua derivarono due dialetti: il Quenya Vanyarin (lingua degli Elfi Vanyar), e il Quenya Noldorin (lingua degli Elfi Noldor).
  • Antico Noldorin o Gnomico: in origine sarebbe dovuto essere l'idioma dei Noldor, poi però lo scrittore abbandonò l'idea preferendo il Quenya.
  • Telerin Comune: benché meno nobile del Quenya, il Telerin conobbe grande diffusione in Arda diversificandosi in molti dialetti: il Telerin classico (tipico dei Falmari, i Teleri di Valinor) e il Sindarin (dal quale poi derivò il Doriathrin).
  • Telerin di Valinor: era la lingua dei Falmari ed era una variante del Telerin Comune, ancorché più bella perché coniata a Valinor. Non si sa se, dopo il ritorno degli Elfi, sia poi stata sostituita al Sindarin.
  • Sindarin: era la lingua degli Elfi Grigi, nonché la più parlata nel Beleriand, durante la Prima Era e la più conosciuta durante le ere seguenti.
  • Doriathrin: era il dialetto del Doriath ed era definito come più bello e completo.
  • Ilkorin: in origine sarebbe dovuta essere la lingua di tutti gli Elfi della Terra di Mezzo, poi però lo scrittore decise di farne derivare la lingua dei soli Iathrim e la rinominò "Doriathrin".
  • Nandorin: era la lingua dei Nandor ovvero gli Elfi guidati da Lenwë che si stabilirono nella parte occidentale della Terra di Mezzo, degli Elfi Verdi dell'Ossiriand e degli Elfi Silvani di Lothlórien, di Eryn Lasgalen e di Dorwinion.
Evoluzione delle stirpi degli Elfi

La divisione degli ElfiModifica

Avari Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Avari.

Gli Elfi che non seguirono i Valar in Valinor sono detti Avari o Riluttanti. Insieme ai Nandor e ai Sindar, essi sono detti Moriquendi (Elfi scuri) perchè non videro mail la luce degli Alberi di Valinor.

Eldar Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Eldar.

Gli Eldar sono coloro che accettarono il viaggio. Il loro nome, letteralmente Popolo delle stelle, fu dato loro da Oromë quando si risvegliarono, appunto sotto le stelle, nel loro stesso linguaggio. Questo termine ha finito poi per indicare la totalità degli elfi.

Le stirpi degli Elfi Modifica

Erano divisi in tre gruppi: i Vanyar, i Noldor ed i Teleri.

Teleri Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Teleri, Nandor e Sindar.
Osse and teleri by steamey

I Teleri, furono la terza e più numerosa stirpe degli Eliche. Abili cantori e discreti artigiani, essi amano molto la natura, soprattutto le acque e i Vala Ulmo e Yavanna, assieme al Maia Ossë, sono da loro assai riveriti. Essi erano a loro volta divisi in più stirpi:

  • I Sindar che rappresentavano quegli Elfi che non vollero dipartire dalla Terra di Mezzo senza il loro Re Thingol. Sotto la guida di Melian diventano gli Elfi più belli e più saggi della Terra di Mezzo.
  • I Falmari furono invece quei Teleri che decisero di proseguire il Viaggio Verso Ovest scegliendo come proprio Re Olwë, fratello di Thingol, e fondando la città di Alqualondë ad Aman.
  • I Nandor che sotto la guida di Lenwë abbandonarono il Grande Viaggio verso Ovest e si stabilirono presso l'Anduin. Un parte di essi raggiunse il Beleriand sotto la guida di Denethor e furono chiamati Laiquendi ("Elfi Verdi"). Gli altri Nandor vennero conosciuti come Elfi Silvani, vivendo nelle foreste del Rhovanion. Si unirono là ad alcune genti degli Avari.

Noldor Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi le voci Noldor e Gondolindrim.
Guerrieri Noldor

I Noldor furono la seconda schiera a giungere a Valinor, dopo il risveglio degli Elfi presso il lago Cuinieven, sotto la guida di Re Finwë. Assai saggi ma anche orgogliosi, furono indubbiamente i migliori artigiani della razza degli Elfi ed erano per questo molto cari al Vala Aulë. l grande fabbro Fëanor che creò i Silmaril apparteneva proprio a questo popolo.

Dopo la distruzione degli Alberi e il furto dei Silmaril dal parte di Melkor, i Noldor si divisero: la maggior parte di essi seguì Fëanor e Fingolfin nel Beleriand per combattere Morgoth e recuperare i Silmaril, mentre la parte minoritaria decise di rimanere a Valinor sotto la guida di Finarfin, che divenne Re Supremo dei Noldor in Valinor.

Vanyar Modifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Vanyar.
Ingwe

Re Ingwë dei Vanyar

I Vanyar furono la prima tra le tre stirpi degli Elfi a giungere a Valinor, sotto la guida del loro Re Ingwë. Essi erano indubbiamente la più nobile delle tre stirpi degli Elfi, tanto che i loro Re vennero riconosciuti come Re Supremi di Tutti gli Elfi. Tra tutti furono coloro che più amarono Aman e i maggiori adoratori dei Valar, assorbendone i costumi e la mentalità. Manwë li amava a tal punto che li invitò a vivere nella città di Valimar ai piedi del Taniquetil, un onore che veniva concesso a pochissimi.

Non presero parte alla fuga da Valinor intrapresa dai Noldor, ma dettero comunque il loro contributo nella Guerra d'Ira inviando migliaia di guerrieri a combattere contro le armate di Morgoth.


Adattamenti Modifica

Lo Hobbit (1977) Modifica

Il Signore degli Anelli (1978) Modifica

Il Ritorno del Re (1980) Modifica

Trilogia de Il Signore degli Anelli (2001-2003) e de Lo Hobbit (2012-2014) Modifica

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