FANDOM


"...gli alberi del Nan Elmoth erano i più alti e scuri di tutto il Beleriand, e mai il sole li penetrava: e quivi dimorava Eöl, che era detto l'Elfo Scuro. [...] quivi viveva sprofondato nell'ombra e amava la notte e il crepuscolo stellato."
J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, cap. XVI

Eöl, conosciuto anche come l'Elfo Scuro, era un elfo di una nobile stirpe appartenente a quella parte dei Teleri che non avevano seguito l'invito dei Valar a trasferirsi a Valinor ed erano rimasti nel Beleriand. Abilissimo fabbro ed esperto di metallurgia, egli dimorava nei boschi di Nan Elmoth sotto la protezione del suo lontano cugino Thingol e visitava spesso i Nani di Nogrod e Belegost di cui diventò un grande amico e fu tra i pochi esseri di Arda a padroneggiarne la lingua. Si sposò con Aredhel, sorella di Turgon di Gondolin, dalla quale ebbe un figlio cui dette il nome di Maeglin. Fu condannato a morte da Turgon per aver ucciso per sbaglio Aredhel in uno scatto d'ira nel 400 PE.

Etimologia Modifica

L'origine del nome Eöl così come il suo significato è sconosciuta. Non ha corrispondenti né in Quenya né in Sindarin, perciò si ipotizza che sia di origine Avarin.

Biografia Modifica

Nascita e giovinezza Modifica

Eol and Aradhel

Eöl accoglie Aradhel nella sua dimora nel Nan Elmoth

Eöl nacque in un anno imprecisato durante gli Anni degli Alberi, da una non meglio specificata dinastia di Avari e Sindar del Beleriand, che rivendicavano un'antica parentela con Thingol del Doriath. A differenza degli altri Elfi, Eöl possedeva un carattere cupo e scontroso che lo portava a rifuggire la luce del sole, preferendo il buio delle foreste o delle caverne dei Nani. Siccome oltre a questa passione per la notte, preferiva indossare vesti nere fu da tutti soprannominato l'Elfo Scuro. Odiava profondamente i Noldor per il Massacro di Alqualonde, ma non aveva grandi rapporti neppure coi suoi simili preferendo invece la compagnia dei Nani di Belegost e Nogrod, con i quali strinse un solida amicizia e fu tra i pochi Elfi ad impararne perfettamente la lingua guadagnandosi così anche il soprannome di Amico dei Nani. Nel periodo che trascorse nel Doriath, per poi trasferirsi nel bosco di Nan Elmoth, Eöl perfezionò la sua arte di fabbro e di artigiano divenendo forse uno dei massimi artigiani del Beleriand, tanto da essere ingaggiato dal cugino Thingol affinché gli forgiasse la spada in seguito nota come Anglachel.

L'incontro con Aredhel e la nascita di Maeglin Modifica

Maeglin Eol and Aredhel

Eöl con Maeglin e la moglie Aredhel

Durante un viaggio nel Beleriand la sorella di Turgon, Aredhel, si perse nei pressi del bosco di Nan Elmoth, dove Eöl aveva la propria residenza. Come la vide Eöl, nonostante il suo odio per i Noldor, s'innamorò di lei e ricorse alle sue arti magiche per attirarla nelle profondità del bosco dove egli aveva la propria dimora. Una volta giunta alla sua casa Eöl prese a corteggiarla e, dopo una debole resistenza, Aredhel accettò di sposarlo e di rimanere a vivere con lui nel Nan Elmoth. Da questa unione nacque un figlio cui il padre affibbiò il nome di Maeglin, che nella lingua dei Sindarin significa "Sguardo Tagliente". Per molto tempo Eöl e la sua famiglia furono felici, anche se Aredhel si struggeva di nostalgia pensando a Gondolin e al suo popolo. Tuttavia Eöl impose il divieto alla propria sposa di abbandonare la sua casa, stendendo un incantesimo che l'avrebbe dovuta legare al figlio. Egli tramandò la propria arte a Maeglin e lo portò spesso con sé nei suoi viaggi a Nogrod e Belegost, dove il giovane Maeglin ebbe modo di affinare la propria arte.

La fuga di Aredhel e Maeglin e la morte a Gondolin Modifica

Rapito dai racconti che la madre gli faceva di Gondolin e della gloria dello zio Turgon, Maeglin convinse la madre a tentare la fuga da Nan Elmoth mentre il padre era assente per uno dei suoi numerosi viaggi presso i Nani. Fu così che Aredhel e Maeglin fuggirono e raggiunsero Gondolin, dove furono accolti a braccia aperte da Turgon, il quale credeva che la sorella fosse da tempo morta. Tuttavia Eöl non si diede per vinto e seguì le tracce dei due fuggiaschi fino a raggiungere Gondolin a sua volta, ma, mentre cercava un modo per introdursi nella valle, fu arrestato dalle guardie e tradotto dinnanzi a Turgon. Qui in maniera piuttosto sgarbata si presentò come marito di Aredhel e padre di Maeglin reclamando la restituzione della sua famiglia.

Eol attacks Maeglin by LuisFBejarano
"ed Eöl fu condotto nella sala di Turgon e stette davanti all’alto seggio di questi, fiero e imbronciato. Sebbene fosse sbalordito non meno di suo figlio da tutto ciò che vedeva, il suo cuore era tanto più traboccante di collera e odio per i Noldor. Turgon però lo trattò onorevolmente, si alzò e gli porse la mano dicendogli: «Benvenuto, cugino, che tale io ti considero. Qui potrai dimorare a tuo piacimento, salvo che devi restarci senza più dipartirti dal mio regno, essendo mia legge che nessuno, il quale trovi la strada per venirci, possa poi andarsene». Eöl però ignorò la mano che gli veniva porta. «Io non riconosco la tua legge» replicò. «Né tu né nessuno della tua stirpe in questa terra avete il diritto di impadronirvi di regni o di stabilire confini, ovunque siano. Questa terra appartiene ai Teleri, ai quali voi arrecate guerra e turbamento, comportandovi in maniera offensiva e ingiusta. Non mi curo affatto dei tuoi segreti, né sono venuto per spiarti, ma soltanto per reclamare ciò che è mio: mia moglie e mio figlio. Pure, se nei confronti di Aredhel tua sorella tu vanti diritti, ebbene, che essa qui resti: lasciamo che l’uccello rientri nella gabbia, dove ben presto tornerà a immalinconirsi, come è già accaduto. Non altrettanto vale per Maeglin. Non mi strapperai mio figlio. Vieni, Maeglin, figlio di Eöl! È tuo padre che te lo ordina. Abbandona la casa dei nemici di tuo padre, degli uccisori di quelli del tuo sangue, o che tu sia maledetto!» Ma Maeglin rimase in silenzio. Turgon allora tornò a sedersi sul suo alto seggio, in mano lo scettro, e con voce severa disse: «Non intendo discutere con te, Elfo Scuro. Le spade dei Noldor costituiscono l’unica difesa dei tuoi boschi senza sole. La libertà di aggirartici a tuo piacimento la devi alla mia stirpe; e, non fosse per essa, già da un pezzo ti troveresti a faticare ridotto in servaggio nelle voragini di Angband. E qui io sono Re. E, che tu lo voglia o meno, il mio giudizio è legge. Quest’unica scelta ti è concessa: di vivere qui, o di morire qui; e lo stesso vale per tuo figlio». Eöl allora affissò lo sguardo negli occhi di Re Turgon, e non era affatto intimorito, ma rimase a lungo immobile e muto, mentre un pesante silenzio scendeva nella sala; e Aredhel ne fu spaventata, perché lo sapeva pericoloso. All’improvviso, ratto come una serpe, Eöl diede di piglio a un giavellotto che teneva nascosto sotto il mantello e lo scagliò contro Maeglin, gridando: «La seconda opzione valga anche per mio figlio! Non ti terrai ciò che è mio!»."
—Eöl e Turgon

Turgon rifiutò di acconsentire alle sue richieste, tuttavia, su intercessione di Aredhel, frenò l'impulso di ucciderlo e gli propose una scelta: rimanere a Gondolin per sempre dove avrebbe potuto almeno vedere Aredhel e Maeglin, oppure andarsene da solo ne Nan Elmoth per non fare più ritorno. Accecato dal suo odio per i Noldor e infuriato al pensiero di non avere più con sé Aredhel e Maeglin, Eöl estrasse dal mantello un giavellotto avvelenato e lo scagliò contro suo figlio, dichiarando di preferirlo morto piuttosto che saperlo tra i Noldor.

TN-Eol is Led to the Walls

La morte di Eöl

Purtroppo l'incantesimo che aveva lanciato su Aredhel tempo prima, spinse quest'ultima a frapporsi tra il giavellotto e figlio venendo colpita al suo posto. Turgon furioso fece arrestare Eöl e gettare nelle prigioni, anche se Aradhel, spalleggiata da Idril, si oppose all'esecuzione di Eöl convincendo il fratello a graziare il marito. Tuttavia Aredhel si ammalò e, colpita dagli effetti del veleno, morì dopo una notte di agonia e Turgon, reso furioso dal dolore, decretò che Eöl venisse condannato a morte e ordinò di gettarlo dalla rupe di Caragdûr. Maeglin in tutto questo assisti all'esecuzione del padre senza dire una parola e fu allora che questi maledisse il figlio:

"Così dunque tu abbandoni tuo padre e la tua stirpe, figlio malnato! Che qui dunque tutte le tue speranze vadano in fumo, e che tu possa morire della mia stessa morte"
—La maledizione di Eöl

Così ebbe termine la vita di Eöl l'Elfo Scuro nella Terra di Mezzo nell'anno 400 PE.

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.