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La Dagor Bragollach (dal Sindarin Battaglia della Fiamma Improvvisa) è stata una delle quattro Grandi Battaglie del Beleriand che si svolsero durante la Prima Era. La Dagor Bragollach marca la fine dell'Assedio di Angband e l'inizio dell'offensiva di Morgoth contro i Noldor e gli Uomini, sempre meno potenti e più divisi. L'obbiettivo della battaglia consisteva nel conquistare il Dorthonion, la marca di Maedhros e il Dor-lómin, ma Morgoth riuscirà a conquistare solamente il Dorthonion e i guadi del Sirion.

Prima della battagliaModifica

Prima della Dagor Bragollach c'era stato un periodo di relativa pace dal momento che Angband era stata posta sotto assedio dagli eserciti dei Noldor. I Noldor vivevano in armonia e Turgon aveva già costruito e abitato Gondolin. Tuttavia, Morgoth aveva nel frattempo creato un esercito numeroso e aveva dato vita a Glaurung.

La Dagor BragollachModifica

Nell'anno 455 P.E., in una notte d'inverno, improvvisamente da Angband si riversarono fiumi di fuoco su tutte le terre circostanti; la pianura di Ard-galen venne completamente incenerita, e da allora prese il nome di Anfauglith ("cenere soffocante"); molti Elfi perirono per le fiamme o asfissiati dal fumo in questa prima fase.

A seguito delle fiamme, Morgoth scatenò i suoi eserciti: Orchi, Balrog e, per la prima volta, il Drago Glaurung si avventarono sull'altopiano del Dorthonion, e negli scontri morirono Angrod e Aegnor. I cavalieri di Maglor vennero bruciati vivi nella pianura di Lothlann, e Maglor fu costretto, a causa delle gravi perdite, a ritirarsi dai suoi territori e ripegare verso Himring in aiuto di Maedhros, e dando così in pratica agli eserciti di Morgoth libero accesso al Beleriand.

Anche il Passo di Aglon fu forzato e Celegorm e Curufin lasciarono il nord del Doriath per riparare a Nargothrond. Gli Orchi di Morgoth occuparono le foreste del Monte Rerir, aggirarono il Lago Helevorn, sciamando verso sud attraverso il Thargelion verso la parte orientale del Beleriand. Caranthir riparò ad Amon Ereb ,dove insieme ad Amrod costruì solide difese contro gli Orchi. Da qui i due ricominciarono una lenta riconquista del Beleriand Orientale mentre Maglor e Maedhros tennero i confini settentrionali.

Minas Tirith sul Passo di Sirion resistette tenuta da Orodreth, e suo zio, Finrod Felagund, giunse da Nargothrond con un'imponente armata. Tuttavia, cadde in un'imboscata tesagli da una larga schiera delle forze di Morgoth presso i Cancelli del Serech. I Noldor si trovarono intrappolati e Finrod sarebbe caduto se non ci fosse stata una sortita da parte di Barahir, il quale discese dal Dorthonion e salvò il sire elfico. Fu per questo servigio che Barahir ottenne da Finrod il suo anello, più tardi conosciuto come l'Anello di Barahir. Orodreth resistette circa due anni ma alla fine venne scacciato da Tol Sirion da Sauron e dal lupo Draugluin, i quali fecero della torre il loro quartier generale. Finrod e la sua gente si ritirarono a sud, verso Nargothrond, mentre Barahir continuò a difendere il Dorthonion. Anche le fortezze montane dell'Ered Wethrin intorno allo Hithlum resistettero, ma a fatica.

Duello tra Fingolfin e MorgothModifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Duello tra Fingolfin e Morgoth.
Fingolfin e Melkor.jpg

Lo scontro tra Fingolfin e Morgoth

Quando Fingolfin, Supremo Re dei Noldor, si rese conto del disastro e delle enormi perdite subite dai Noldor, in preda ad una rabbia irrefrenabile si lanciò da solo, a cavallo, attraverso le ceneri di Anfauglith: Orchi e Balrog fuggirono di fronte alla sua ira, convinti che fosse ritornato Oromë. Giunto a Thangorodrim, Fingolfin urlò a Morgoth la sua sfida a duello, e si disse anche che Morgoth raccolse la sfida controvoglia, e solo per non perdere la faccia di fronte ai suoi generali. I due duellarono davanti ai cancelli di Angband. La spada di Fingolfin, Ringil, ferì Morgoth sette volte e gli tagliò il piede (Morgoth in seguito non guarì mai da queste ferite, e da allora andò in giro zoppicando). Tuttavia, la stanchezza ebbe presto il sopravvento sul re elfico, che cadde sotto i colpi di Grond, il Martello degli Inferi, l'arma di Morgoth; questi avrebbe anche fatto scempio del cadavere dell'eroe, se non fosse intervenuto Thorondor, il re delle Aquile, a sottrargli il corpo di Fingolfin dalle grinfie.

ConseguenzeModifica

La battaglia segnò un autentico trionfo per Morgoth: l'assedio che lo cingeva venne spezzato, i figli di Fëanor dispersi o uccisi e i loro regni distrutti, e le forze del Male libere di aggirarsi per tutto il nord.

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