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Boromir II

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"Un po’ scostato dagli altri Frodo notò un uomo alto dal volto bello e nobile, dai capelli scuri e dagli occhi grigi, dall’espressione orgogliosa e severa. Portava mantello e stivali, come fosse reduce da un lungo viaggio a cavallo; infatti, benché gli abiti fossero sontuosi e la cappa foderata di pelliccia, le tracce della sua cavalcata erano piuttosto evidenti. Aveva una collana d’argento ornata da un’unica pietra bianca, e i capelli erano tagliati sopra le spalle. Appeso al balteo portava un grande corno dalla punta d’argento, che teneva ora posato sulle ginocchia. Guardava Frodo e Bilbo con grande meraviglia. «Questi è Boromir», disse Elrond rivolgendosi a Gandalf, «un uomo del Sud. E’ giunto nella grigia mattina e chiede consiglio. L’ho pregato di essere anch’egli presente, poiché questo consesso risponderà alle sue domande»."
—Boromir, Il Concilio di Elrond, Il Signore degli Anelli

Boromir era un uomo della stirpe dei Dúnedain di Gondor e Capitano delle armate del regno. Egli era figlio di Denethor II, Sovrintendente di Gondor, e fratello maggiore di Faramir. Egli fu un valente generale e valoroso guerriero, che combatté diverse volto contro le armate dei Mordor che minacciavano la sua patria.

Nel 3018 TE partì alla volta di Gran Burrone a seguito di un sogno premonitore; qui conobbe Aragorn figlio di Arathorn con il quale, dopo un iniziale ostilità, strinse una rispettosa amicizia. Assieme a Gandalf, Frodo, Pipino, Merry, Sam, Aragorn, Legolas e Gimli formò la Compagnia dell'Anello e con essi partì da Gran Burrone alla volta di Mordor.

Tuttavia non seppe resistere alla tentazione dell'Anello e, durante una sosta presso Amon Hen, tentò di convincere Frodo a portare l'Anello a Minas Tirith spaventando l'Hobbit che si diede alla fuga. Boromir alla fine trovò il modo di riscattarsi uccidendo molti degli Uruk di Saruman che avevano attaccato il campo, ma morì mentre cercava di difendere Merry e Pipino. Con le ultime forze rimastegli riconobbe Aragorn come suo Re e lo implorò di fare il possibile per salvare Gondor, dal momento che lui non avrebbe più potuto farlo, e morì tra le sue braccia. Non venne sepolto per timore che gli Orchi trovassero la tomba e ne profanassero il cadavere, ma venne adagiato su una barca e affidato alla corrente dell'Anduin che lo portò fino al mare.

Etimologia Modifica

Come per il nome del fratello Faramir, l'etimologia del nome Boromir non è chiara. Secondo alcuni esperti deriverebbe da un'antico nome Quenya, originario di Gondolin, che starebbe a significare "Gioiello Leale" dalle parole boron (leale, degno di fiducia) e -mir (gioiello).

Aspetto e carattere Modifica

Boromir in tenuta da guerra.jpg

Boromir in tenuta da guerra

Boromir aveva in sé tutti i caratteri della razza dei Dúnedain: egli era alto, dagli occhi grigi, i capelli neri tagliati sopra le spalle e un portamento nobile. Era un bell'uomo ed era un valoroso combattente, che fin da quando fu in grado di maneggiare una spada, prese parte a diverse battaglie contro gli eserciti di Mordor. Era un abilissimo spadaccino e pochi erano a Gondor coloro che potevano dire di essergli alla pari. Aveva un carattere orgoglioso e intrepido che, a differenza del fratello Faramir misurato e riflessivo, lo portava ad essere impulsivo e avventato. Boromir mal sopportava che il padre, Sovrintendente di Gondor, non poteva essere Re, e non si capacitava del fatto che, dopo quasi 1,000 anni, a Gondor si attendesse ancora un sovrano che avrebbe potuto non arrivare mai. La sua arma preferita era la spada, e viaggiava sempre con un grande scudo e un corno da guerra di Gondor che gli era stato donato dal padre.

Biografia Modifica

Infanzia e giovinezza Modifica

Denethor, Findulias, Boromir e Faramir.jpg

La nascita di Faramir

Boromir nacque nel 2978 TE da Denethor e Findulias di Dol Amroth a Minas Tirith. Nel 2983 TE la madre dette alla luce un secondo figlio che fu chiamato Faramir. Nel 2988 TE Findulias morì di una misteriosa malattia che,dopo una breve sofferenza, la portò via lasciando Denethor vedovo e i figli Boromir e Faramir orfani. Per il Sovrintendente la morte della amatissima moglie fu un colpo durissimo, che accentuò il suo carattere cupo e scontroso, portandolo a isolarsi e a riservare ai figli meno attenzioni del dovuto.

Boromir e Faramir bambini.jpg

Boromir e Faramir bambini si esercitano a tirar di spada

Boromir, che all'epoca aveva dieci anni, divenne quindi molto protettivo con il fratello minore e tra i due si instaurò un fortissimo legame, anche forse per compensare la distanza del padre, che non si risposò mai, e la mancanza della madre. Egli fu sempre il preferito del padre, ma non fece mai pesare al fratello questo status privilegiato e spesso ebbe diversi alterchi col padre per difendere Faramir. Quando fu abbastanza grande, il padre gli affidò il comando di alcuni scaglioni dell'esercito di Gondor, che egli condusse di vittoria in vittoria, pur senza mai raggiungere un risultato decisivo, riuscendo a respingere per diversi anni gli attacchi dell'Oscuro Signore contro Gondor

La guerra dell'Anello Modifica

La Prima Battaglia di Osgiliath Modifica

Ritirata da Osgiliath.jpeg

Boromir e Faramir si ritirano dopo aver distrutto l'ultimo ponte sull'Anduin

Nel 3018 TE Boromir comandava la guarnigione di Osgiliath che, dopo la conquista dell'Ithilien da parte di Mordor, era diventata l'estremo caposaldo di Gondor e la parte orientale della città era l'ultimo possedimento rimasto a est del fiume Anduin. Il 20 giugno, mentre era assente dalla città per conferire con il padre a Minas Tirith, gli Orchi di Sauron attaccarono la città cogliendo di sorpresa la guarnigione in quel momento comandata da Faramir. Il giovane capitano tentò di resistere, ma la sproporzione era tale che ben presto le mura della riva orientale furono prese e la battaglia si trasformò in un furioso combattimento strada per strada, con i difensori costretti ad indietreggiare sempre più. Boromir, ricevuta la notizia dell'attacco, lasciò immediatamente Minas Tirith portando con sé ogni uomo disponibile; quando giunse in città s'incontrò con il fratello, che continuava a resistere disperatamente sulla riva orientale, il quale gli disse che la città era ormai perduta e che era inutile tentare di riconquistare il lato orientale. Boromir comprese che l'idea di riconquistare la città orientale era pura follia, ragion per cui decise di abbattere l'ultimo ponte sull'Anduin per impedire al nemico di conquistare anche il resto della città: assieme ad alcune centinaia di uomini si lanciò dunque alla carica contro il nemico per dare tempo ai soldati di faramir di abbattere i pilastri che reggevano il ponte. La sua furia era travolgente ed egli uccise molti nemici, fermando l'attacco e dando modo di abbattere il ponte.

La partenza per Gran Burrone e la Compagnia dell'Anello Modifica

La morte Modifica

AdattamentiModifica

Morte di Boromir.jpg

La morte di Boromir

Nel romanzo, Boromir viene descritto come un uomo alto dal volto bello e nobile, dai capelli scuri tagliati sopra le spalle e dagli occhi grigi e dall'espressione orgogliosa e severa, mentre nel film i capelli sono biondo scuro e gli occhi blu.

Nel romanzo, egli muore nel secondo volume, ossia "Le Due Torri" (dove viene specificato che, attorno a lui, v'erano una ventina di corpi di nemici), mentre nella versione cinematografica Boromir muore ne "La Compagni dell'Anello".

CitazioniModifica

"Gondor è in declino, dici? Ma Gondor è anora in piedi"
—Boromir, ne "La Compagnia dell'Anello" in risposta a Elrond di Gran Burrone


"Anche se da qui in avanti cammineremo nell'ombra, non avanzerò come un ladro nella notte."
—Boromir, ne "La Compagnia dell'Anello"