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Bolg fu un orco, forse della stirpe degli Uruk Neri, che visse nella Terra di Mezzo sul finire della Terza Era. Figlio di Azog il Profanatore alla morte del padre, ucciso da Dáin II Piediferro nella Battaglia di Azanulbizar, divenne il nuovo capo degli Orchi delle Montagne Nebbiose. Morì combattendo nel 2941 TE durante la Battaglia dei Cinque Eserciti ucciso da Beorn il Mutapelle.

Etimologia Modifica

Non si conosce l'esatta origine del nome Bolg ma basandosi su termini elfici similari, gli orchi infatti parlano una lingua rozza e corrotta ma comunque di origine elica, si potrebbe ipotizzare che significhi "Forte".

Biografia Modifica

Non si sa quando Bolg nacque ma all'epoca della Battaglia di Azanulbizar doveva essere già adulto. Dopo che suo padre Azog fu ucciso da Dáin, egli assunse il comando degli orchi delle Montagne Nebbiose e per quasi centociquant'anni lavorò alla sua vendetta contro la stirpe di Durin, intenzionato a sterminarla per vendicare la morte del padre.

Nel 2941 TE, venuto a sapere della morte di Smaug, guidò un enorme esercito di orchi e lupi in quella che venne poi ricordata come la Battaglia dei Cinque Eserciti con l'intenzione di uccidere Thorin e probabilmente di impadronirsi di Erebor. Fu ucciso in combattimento da Beorn e la sua morte causò lo sbandamento e la disfatta delle sue armate.

Adattamenti Modifica

Trilogia de Lo Hobbit (2012-2014) Modifica

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Rispetto al romanzo, dove non viene descritto nel fisico, nella Trilogia de "Lo Hobbit" Bolg è rappresentato come un grosso orco albino, esattamente come suo padre Azog. Nella sua prima apparizione è stato interpretato dall'attore Conan Stevens, mentre negli altri film l'attore fu Lawrence Makoare. Inoltre, solo nel film, viene detto che è "il guardiano delle segrete di Dol Guldur". L'hobby di Bolg era torturare, ed era solito ricoprirsi di sangue secco e ossa delle sue vittime.

Nel film, Bolg presenta forza pari o forse superiore a quella del padre, uccidendo grandi guerrieri, quali Kili e quasi sul punto di uccidere Legolas più e più volte.