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La Battaglia di Pelargir fu uno scontro combattuto tra le forze di Gondor e i Corsari di Umbar, alleati di Sauron il 13 Marzo 3019. In questa battaglia si vide l'intervento di Aragorn che, assieme a Legolas e Gimli e alla Grigia Compagnia, guidò l'Esercito dei Morti contro la flotta dei corsari, sbaragliandoli e liberando centinaia di schiavi.

La battaglia Modifica

Antefatti Modifica

Quando Sauron lanciò la propria offensiva contro il regno di Gondor, si era assicurato già da tempo l'appoggio dei Corsari di Umbar. Essi possedevano infatti la più grande flotta militare della Terra di Mezzo e potevano mettere in seria difficoltà il regno di Gondor, che non sarebbe stato in grado di resistere ad un attaccò su due fronti. Benché la flotta non si fosse ripresa del tutto dalla sanguinosa Incursione nel Porto di Umbar del 2980 TE ad opera di Aragorn, il Capitano dei Corsari garantì comunque all'Oscuro Signore una flotta di cinquanta vascelli da guerra piccoli e grandi, oltre ad alcune migliaia di corsari. Quando le legioni di Orchi di Mordor invasero l'Ithilien e si avvicinarono a Minas Tirith, la flotta dei corsari salpò da Umbar e attaccò i principali porti di Gondor nella Baia di Belfalas, impedendo che questi inviassero rinforzi a Minas Tirith assediata. La flotta si diresse quindi contro il porto di Pelargir e, se l'avesse conquistato, avrebbe avuto via libera nel risalire l'Anduin e portare rinforzi alle truppe che assediavano la capitale di Gondor. Ma non avevano fatto i conti con Aragorn che, dopo aver reclutato l'Esercito dei Morti alla Roccia di Erich, giungeva a marce forzate verso la città assieme a 50 Raminghi del Nord e 1,000 arcieri mercenari diMorthond.

Lo scontro Modifica

La flotta dei Corsari inizialmente investì la città di Pelargir, colpendo violentemente le mura con le proprie baliste navali e martellando i bastioni con i propri arcieri. La città sembrava condannata quando il 13 Marzo da ovest risuonarono i corni dei Raminghi che annunciavano l'arrivo di Aragorn con i rinforzi. All'inizio i Corsari non si preoccuparono più di tanto vedendo l'esiguità delle truppe giunte in rinforzo, poco più di un migliaio di guerrieri, tuttavia dalle scogliere emerse l'Esercito dei Morti che attaccò le navi diffondendo il panico, mentre i Raminghi e gli arcieri mercenari investivano la flotta con una pioggia di frecce, impedendone le manovre. Nella confusione che ne seguì, più di qualche nave colò a picco. Alla fine della battaglia tutti corsari erano stati uccisi o fatti prigionieri e migliaia di schiavi, frutto delle incursioni degli anni precedenti sulle coste di Gondor, vennero liberati ed arruolati nell'esercito di Aragorn.

Conseguenze Modifica

Con la distruzione della sua flotta Umbar cessò di essere una minaccia fino alla fine della Guerra dell'Anello. Servendosi delle navi catturate al nemico, Aragorn poté portare a Minas Tirith 5,000 soldati di rinforzo che presero alle spalle gli Orchi e le truppe dei Sudroni conducendo così alla vittoria le forze degli Uomini nella Battaglia dei Campi del Pelennor. Alcuni anni dopo Aragorn, ormai diventato Re, condusse una spedizione militare congiunta di soldati di Gondor e di Rohan che, ormai priva di difese, cadde senza quasi opporre resistenza. La Battaglia di Pelargir segnò dunque la fine della supremazia navale dei Corsari di Umbar e pose le premesse per la loro sottomissione da parte di Re Elessar qualche anno dopo.

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