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La Battaglia di Osgiliath fu un lungo assedio che iniziò il 20 Giugno 3018 TE con l'attacco alla città da parte delle forze di Sauron, che fu in seguito riconosciuto come l'inizio della Guerra dell'Anello, e si concluse il 12 Marzo 3019 TE con l'effettiva perdita della città da parte di Gondor.

AntefattiModifica

Prima dell'attacco, Sauron aveva ormai riguadagnato tutta la sua forza bellica ed era pronto a muovere nuovamente guerra alla Terra di Mezzo. Egli decise di colpire per primo il suo nemico più forte, il regno di Gondor, ma per raggiungere e distruggere la sua capitale, Minas Tirith, per prima cosa avrebbe dovuto catturare Osgiliath, una città-fortezza in rovina strategicamente posta sul fiume Anduin: infatti, gli unici ponti per miglia e miglia tra Cair Andros e Pelargir che un grande esercito avrebbe potuto usare per attraversare il fiume si trovavano all'interno della città (metà città era stata costrutia sulla riva Est e l'altra metà sulla riva Ovest). Dunque, se conquistata, Sauron avrebbe potuto muoversi facilmente verso Minas Tirith.

Prima Battaglia Modifica

Boromir giunge a Osgiliath.jpg

Boromir giunge a Osgiliath con i rinforzi da Minas Tirith

Nel giugno del 3018 TE le truppe di Mordor lanciarono un grande attacco contro la città di Osgiliath, prendendo d'assalto la riva orientale in quel momento comandata da Faramir figlio minore del Sovrintendente. Il giovane capitano guidò i suoi uomini con tranquillo coraggio, accorrendo ovunque sulle mura fosse richiesto il suo aiuto; tuttavia il grande valore dei soldati di Gondor fu sopraffatto dal numero dei nemici, i quali cominciarono a sciamare sulle mura e nella città, trasformando l'assedio in una battaglia casa per casa. Faramir, comprendendo di non poter resistere, inviò dunque una richiesta d'aiuto a Minas Tirith e, nel frattempo, ordinò ai suoi uomini di ritirarsi combattendo in modo da guadagnare tempo. Suo fratello Boromir si precipitò in suo soccorso, portando alcune migliaia di soldati per puntellare la precaria posizione del fratello, ma ormai la città orientale era persa e la battaglia rischiava di trasferirsi sulla riva occidentale. Consci del pericolo Faramir e Boromir elaborarono un piano: durante la ritirata Faramir era riuscito ad abbattere uno degli ultimi due ponti sull'Anduin ma rimaneva l'ultimo ponte, sul quale si stava ancora combattendo. I due fratelli decisero dunque di lanciare un ultimo contrattacco per guadagnare tempo e dare così modo ai soldati di distruggere il ponte ed impedire così agli orchi di sciamare in città. Con grande coraggio Boromir guidò una travolgente carica contro il nemico, che costrinse gli orchi a indietreggiare. Poco prima che il ponte fosse abbattuto, Boromir e Faramir ordinarono la ritirata rimanendo da soli, assieme a pochi compagni, a coprire il ripiegamento dei loro uomini. Quando il ponte fu abbattuto si gettarono nel fiume e raggiunsero a nuoto la riva occidentale dell'Anduin. Nonostante la battaglia non si potesse di certo definire una vittoria per Gondor, i due fratelli furono accolti come degli eroi anche se la maggior parte degli onori andò a Boromir.

La sera stessa ci furono dei festeggiamenti che durarono fino a tarda notte. Fu in quell'occasione che Boromir fece il sogno premonitore che lo invitava a recarsi a Gran Burrone, dove avrebbe trovato una nuova speranza per gli Uomini. Faramir, messo a parte del sogno dal fratello, disse che nei giorni scorsi aveva avuto lo stesso sogno ed era il caso di metterne al corrente il padre per decidere sul da farsi.

Seconda Battaglia e perdita della città Modifica

Presa di Osgiliath.jpg

L'11 Marzo le truppe di Mordor, sotto il comando del Re Stregone di Angmar, scatenarono un violento attacco contro la città, in quel momento tenuta da poco più di cinquemila uomini al comando di Faramir. Nonostante le soverchianti forze nemiche le truppe del giovane Capitano tennero il colpo respingendo varie ondate e uccidendo centinaia di Orchi e Sudroni di Harad, resistendo ben oltre le aspettative del Luogotenente di Sauron, che contava di prendere la città in poche ore. Le truppe di Faramir resistettero per un giorno e mezzo ma furono costrette a ritirarsi pur continuando a combattere facendo pagare caro al nemico ogni pezzo di terreno conquistato. Il giorno 12 marzo Faramir è costretto a ritirarsi nei forti del Rammas Echor e lì ad attendere l'assalto nemico. La notte del 12 marzo segna la perdita definitiva di Osgiliath.

Adattamenti Modifica

Trilogia de Il Signore degli Anelli Modifica

Il Signore degli Anelli: le Due Torri (2002) Modifica

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Nella versione estesa de Il Signore degli Anelli: Le due Torri, Faramir ha un flashback di se e suo fratello ad Osgiliath dopo aver difeso con successo la città da un attacco delle forze di Sauron. Fu allora che Denethor parlò a loro della questione dell'Unico Anello, dicendo di aver ricevuto un messaggio da Gran Burrone, e decise di inviare Boromir a Gran Burrone, esprimendo la sua fiducia e preferenza nei rigardi di Boromir piuttosto che in quelli di Faramir. Questa scena sembra spiegare il trattamento di Faramir a Frodo nel film, poichè ha intenzione di consegnare l'Anello a Denethor sperando di essere visto in una luce migliore.

Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re (2003) Modifica

La versione cinematografica de Il signore degli Anelli: Il Ritorno del Re condensa la battaglia e fa sembrare Gondor molto più debole e impreparato a combattere per aumentare il senso di pathos e di disperazione. Gli Orchi attaversano il fiume di notte con delle barche e iniziano a combattere contro gli uomini di Faramir, uccidendoli facilmente e brutalmente (all'opposto di quanto avviene nel libro, dove viene descritto che combatterono valorosamente). La mattina seguente, le truppe di Gondor, dopo aver perso diverse centinaia di uomini, abbandonano la città e si ritirano verso Minas Tirith. I Nazgûl, inseguendo a cavallo delle loro creature alate i soldati in ritirata, uccidono altri soldati ma sono poi allontanati da Gandalf. A Minas Tirith, Denethor ordina a Faramir di riprendere Osgiliath. Faramir guida così una compagnia di cavalieri con i 100 uomini rimanenti e prova a riconquistare Osgiliath, ma vengono fermati da una pioggia di frecce degli orchi. L'intera compagnia viene sterminata eccetto per Faramir, che, privo di sensi, è trascinato indietro a Minas Tirith dal suo cavallo. Viene dunque omesso l'importante ruolo ricoperto dai Cavalieri di Dol Amroth e dal principe Imrahil, zio di Faramir che salvò la vita al nipote.

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