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La Battaglia del Morannon o Battaglia del Cancello Nero, fu l'ultima grande battaglia della Guerra dell'Anello combattuta dai popoli liberi della Terra di Mezzo contro gli eserciti dell'Oscuro Signore Sauron e i suoi alleati. Lo scontro ebbe luogo davanti al Morrannon, il grande Cancello che chiudeva l'accesso a Mordor e si concluse con la vittoria delle armate di Gondor e Rohan, grazie anche alla distruzione dell'Unico Anello da parte di Frodo e Sam.

Antefatto Modifica

Dopo la Battaglia dei Campi del Pelennor si pose il problema di come affrontare la minaccia di Sauron: sebbene sconfitto infatti, l'Oscuro Signore poteva contare ancora su decine di migliaia di armati nelle terre di Mordor e altri ancora potevano venire dai suoi alleati di Harad e Rhûn. Inoltre si poneva il problema di come aiutare Frodo a portare a termine la sua missione, poiché lo stazionamento di migliaia di Orchi nella piana che conduceva al Monte Fato non poteva che rappresentare un ostacolo per l'Hobbit. Fu dunque convocato un consiglio di guerra cui presero parte Gandalf. Aragorn, Eómer, Imrahil, Legolas e Gimli: alla fine i partecipanti decisero che la cosa più sensata da fare era quella di attirare l'esercito dell'Oscuro Signore in battaglia, in modo da dare a Frodo la possibilità avvicinarsi al Monte Fato e distruggere l'Anello senza essere catturato, anche se le forze degli Uomini erano in una situazione piuttosto precaria. Infatti lo scontro dei Campi del Pelennor era costato moltissimo agli eserciti alleati: l'esercito di Gondor aveva perso almeno il 40% degli effettivi, mentre i Rohirrim, oltre a 2,000 caduti tra morti e feriti, avevano dovuto scontare la perdita del loro Re Théoden. Anche facendo affluire rinforzi dal Belfalas, ormai libero dalla minaccia dei Corsari di Umbar, l'esercito degli alleati poteva contare su poco meno di 12,000 soldati di cui almeno 3,000 sarebbero dovuti rimanere a Minas Tirith per proteggerla da eventuali attacchi.

La marcia di avvicinamento Modifica

Quando l'esercito si mosse verso Mordor il Principe Imrahil non poté fare a meno di di dire: "Siamo meno numerosi dell'avanguardia dell'Esercito dell'Ultima Alleanza che sconfisse Sauron!". Giunti ad Osgiliath Aragorn decise di installarvi una piccola guarnigione di alcune centinaia di uomini assottigliando così ancora di più la sua già esigua schiera. Attraversata Osgiliath l'esercito si mosse in direzione di Minas Morgul per controllare che da essa non uscissero altri orchi per prendere alle spalle il corpo di spedizione o attaccare la città. Appurato che Minas Morgul era priva di forze (visto che la maggior parte di esse avevano lasciato la fortezza per prendere parte alla Battaglia dei Campi del Pelennor) Gandalf fece abbattere il ponte che la collegava alla strada mentre Aragorn, per precauzione, scelse di lasciare una piccola forza di guardia all'ingresso della valle che ospitava città. Ritornati al Crocevia, dove si ergeva la Statua del Re alla quale Aragorn ordinò fosse rimossa la testa grottesca postavi dagli orchi e ricollocata quella originale, fu posto un accampamento con una guarnigione che avrebbe dovuto accogliere i feriti ed eventuali fuggiaschi dal campo di battaglia qualora le cose si fossero messe al peggio. Dal Crocevia cominciò la risalita del Nord Ithilien verso Mordor.

La Battaglia Modifica

La Bocca di Sauron e le trattativa Modifica

La trattativa by Alan Lee

Giunti dinnanzi al Nero Cancello Aragorn e Gandalf schierano le truppe in posizione difensiva su una collina di fronte ai cancelli dove sorgono alcune rovine, dopodiché si recano al Cancello con la scusa di voler parlamentare ma in realtà cercando di guadagnare tempo per Frodo. Giunti al Cancello invitano Sauron ad uscire per sottoporsi a giudizio, ma dal cancello esce invece un gruppo Numenoreani Neri alla cui testa si erge un uomo che si identifica come la Bocca di Sauron che, arrogantemente, intima ai comandanti degli uomini di arrendersi e di riconoscere Sauron come loro Signore e Padrone. Al rifiuto di Gandalf il Nùmenóreano si infuria e, dopo aver falsamente insinuato la morte di Frodo Baggins esibendo come prova la cotta di Mithril che l'Hobbit indossava e gli era stata sottratta a Cirith Ungol, ordina l'attacco generale alle truppe di Mordor ammassate dietro i cancelli.

Lo scontro Modifica

Gli Orchi e gli Esterling si lanciarono dunque in avanti, cercando di sopraffare gli uomini con la sola forza dei numeri, ma i soldati di Rohan e Gondor mantennero saldamente la posizione e, guidati da AragornGandalfÉomer, ImrahilLegolas e Gimli caricarono a loro volta il nemico, penetrando profondamente nelle schiere degli orchi. Così facendo però gli uomini vennero presto accerchiati e la situazione prese una brutta piega quando, dalle paludi, giunse un nutrito gruppo di Troll corazzati (i famigerati Olog-hai) che sparsero morte e terrore tra le file degli uomini. Durante questo assalto la guardia della cittadella Beregond affrontò coraggiosamente il Re dei Troll, ma venne atterrato e ferito gravemente e solo il tempestivo intervento di Pipino, che ferisce gravemente il troll, gli salva la vita. Pipino rimane però schiacciato dal corpo del Troll e sviene, e alla fine della battaglia viene liberato da Gimli. Come se la situazione non fosse già abbastanza tragica anche i Nazgûl scendono in campo, ma l'intervento tempestivo delle Aquile storna la minaccia dall'esercito, il quale però comincia ad accusare la preponderante superiorità numerica del nemico.

La distruzione dell'Anello e la vittoria Modifica

Sconfitta di Sauron by Ted Nasmith

Proprio quando tutto sembra perduto per l'esercito degli uomini, che cominciava ad arretrare dalle sue posizioni, Frodo riuscì, anche grazie a Gollum, a distruggere l'Unico Anello nel Monte Fato, ponendo così fine al potere di Sauron e al controllo che questo esercitava sui suoi servi. Questi, privi di una guida, cominciano a disperdersi. Gli uomini rimangono quindi padroni del campo e, mentre alcuni si occupano dei morti e dei feriti, alcuni drappelli a cavallo si incaricano di dare la caccia agli ultimi superstiti degli orchi e degli Esterling.

Conseguenze Modifica

Incoronazione di Aragorn

Con la distruzione dell'Anello anche il potere di Sauron nella Terra di Mezzo venne meno e i suoi servitori e alleati si sbandarono, non rappresentando più una minaccia per i Popoli Liberi della Terra di Mezzo. La vittoria servì inoltre ad Aragorn per rafforzare la sua pretesa al trono di Gondor; il Capitano dei Dúnedain venne infatti incoronato un mese più tardi a Minas Tirith, sancendo così la riunificazione del Reame Unito di Arnor e Gondor dopo oltre tremila anni di separazione.

Adattamenti Modifica

Il Ritorno del Re (1980) Modifica

Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re (2003) Modifica

The Battle of the Morannon

La Battaglia del Morannon è rappresentata nell'ultimo film della trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson. Ci sono alcune differenze rispetto al libro:

  • I personaggi di Beregond e Imrahil sono stati omessi del tutto dalla trilogia cinematografica.
  • Nel libro, Merry rimane nelle Case di Guarigione, mentre nel film combatte insieme agli altri.
  • Nel film, l'esercito non si divide lungo il percorso tra Minas Tirith e il Cancello Nero.
  • Nella versione cinematografica, la Bocca di Sauron non compare, mentre in quella estesa viene decapitata da Aragorn
  • Nel film, gli Esterling sono stati omessi.
  • Nel film, Pipino non viene schiacciato dal Re dei Troll.
  • Dopo la distruzione dell'Anello, nel film una sorta di terremoto inghiotte nella terra l'esercito di Sauron. Nel libro, gli Orchi semplicemente tentano di fuggire, e molti di loro vengono uccisi.

Altra differenza sostanziale rispetto al libro è che Aragorn, interpretato da Viggo Mortensen, pronuncia un roboante discorso per incoraggiare gli Uomini prima della battaglia. Pur non essendo citato nel libro, tale discorso è stato unanimemente apprezzato dai fan e dalla critica, tanto da essere entrato nella classifica dei migliori discorsi dei film assieme a Braveheart.

Morannon discorso
"Figli di Gondor! Di Rohan! Fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, v’invito a resistere! Uomini dell’Ovest!"
—Discorso di Aragorn, Il Signore degli Anelli: il ritorno del Re (2003)

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