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Aragorn

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"Io sono Aragorn, figlio di Arathorn, mi chiamano Elessar, gemma elfica, Dúnadain, erede di Isildur di Gondor, figlio di Elendil. Ecco questa è la spada che fu rotta ed è stata riforgiata."
—Aragorn ai Rohirrim nel libro Le Due Torri

Aragorn, noto anche coi nomi Aragorn II, Elessar, Thorongil, Grampasso, Gambelunghe, Piedealato, Estel, Telcontar, fu il 18° Capitano dei Raminghi del Nord, il 26° Re di Arnor, il 35° Re di Gondor e Primo Re Supremo dei Reami Unificati di Gondor e Arnor col nome di Re Elessar Telcontar. Egli fu un grandissimo guerriero e come erede di Isildur ebbe come arma la spada Narsil, riforgiata col nome di Andúril, durante la Guerra dell'Anello. Fu incoronato Re di Gondor e Arnor nel 3019 TE e il suo fu uno dei regni più lunghi della storia di Gondor, regnando per 122 anni. Morì a Minas Tirith nell'anno 120 QE all'età di 210 anni, cedendo il potere a suo figlio Eldarion.

Etimologia Modifica

Il nome Aragorn significa "Re Riverito" dalle parole Sindarin ar (Re, Sovrano) e ngorn (Riverito). Fu il secondo a portare questo nome dopo il suo trisavolo Aragorn I. Durante i suo soggiorno a Imladris egli era chiamato Estel, che significa speranza.

Tra le varie genti della Terra di Mezzo era noto con altri nomi: Elessar (nome che assunse una volta incoronato Re), Estel (che in Quenya significa Speranza), Telcontar (traduzione elica del nome Grampasso), Thorongil (che significa Aquila della Stella).

Biografia Modifica

Nascita e infanzia Modifica

Gilraen e Aragorn by Steamey.jpg

Aragorn nacque nel 2931 TE da Arathorn II, Capitano dei Dúnedain, e da Gilraen figlia di Dírhael. Rimasto orfano di padre ad appena due anni fu portato dalla madre a Gran Burrone, dove venne accolto da Elrond, che era un suo lontano parente in quanto fratello di Elros, il quale lo crebbe come un figlio. Durante il periodo trascorso ad Imladris il giovane Aragorn, chiamato Estel, fu istruito sulla storia della sua casata e gli vennero inoltre insegnati vari linguaggi, tra cui il Quenya, il Sindarin e, stando al libro Il Signore degli Anelli, anche la lingua Valarin. Strinse amicizia con Elladan ed Elrohir, figli di Elrond, che gli insegnarono a combattere e a seguire le tracce.

La maturità e l'incontro con Arwen Modifica

Aragorn a Imladris.jpg
"“Estel mi chiamavano”, egli rispose. “Ma sono Aragorn, figlio di Arathorn, Erede d’Isildur, Sire dei Dùnedain”; eppure mentre parlava sentiva che l’alto lignaggio che aveva reso il suo cuore così felice, valeva ormai ben poco, e non era nulla in confronto con la bellezza e la nobiltà della fanciulla. Ma ella rise allegramente e disse: “Allora siamo lontani parenti. Io infatti sono Arwen, figlia di Elrond, e mi chiamo anche Undómiel”. “Accade sovente”, disse Aragorn, “che in tempi pericolosi gli uomini celino il loro più prezioso tesoro; eppure mi meraviglio di Elrond e dei tuoi fratelli, perché sebbene io abbia dimorato in questa casa sin dalla mia infanzia, non ho mai udito parlare di te. Per quale motivo non ci siamo mai incontrati prima d’ora? Non credo certo che tuo padre ti abbia tenuta chiusa a chiave fra i suoi tesori!». “No”, ella disse, e guardò le Montagne che si ergevano a est. “Ho vissuto a lungo nella terra di mia madre laggiù a Lothlórien. Ma sono tornata da poco per rivedere mio padre. Erano molti anni ormai che non passeggiavo a Imladris”. Allora Aragorn si stupì, perché ella non dimostrava più anni di lui, che aveva vissuto non più di vent’anni nella Terra di Mezzo. Ma Arwen lo guardò nel profondo degli occhi e gli disse: “Non ti meravigliare! I figli di Elrond hanno la vita degli Eldar”. Allora Aragorn fu turbato perché vide la luce elfica sfavillare nei suoi occhi insieme con la saggezza di molti anni; e da quel momento egli amò Arwen Undómiel figlia di Elrond."
—Incontro tra Aragorn e Arwen, Il Signore degli Anelli

Quando Aragorn compì vent'anni fu convocato da Elrond che gli consegnò i tesori della Casa di Isildur (l'Anello di Barahir e i Frammenti di Narsil) a testimoniare il suo passaggio all'età adulta. Quello stesso giorno mentre passeggiava per i giardini di Imladris cantando un poema sull'amore di Beren e Luthien incontrò Arwen, la figlia del suo tutore, da poco tornata da Lothlórien dove aveva soggiornato presso la nonna Galadriel, e s'innamorò perdutamente di lei. Ciò non fece piacere a Elrond il quale lo prese in disparte e gli disse chiaramente che da quest'amore non sarebbe venuta alcuna felicità né per la figlia, che comunque non lo avrebbe mai amato, né per lui. Dello stesso parere fu la madre Gilraen, che tentò di dissuadere il figlio dal proseguire in questo folle amore convinta che Arwen fosse di lignaggio troppo elevato per lui. Nonostante ciò Aragorn non demorse e continuò ad amare la figlia di Elrond.

La vita da Ramingo Modifica

Servizio tra Rohan e Gondor Modifica

Aragorn tra i Rohirrim.jpg

Un giovane Aragorn presso i Rohirrim durante il regno di Thengel

Raggiunti i vent'anni per Aragorn cominciò la vita da Capitano dei Dúnedain e per i trent'anni successivi si spostò per l'intera Terra di Mezzo. Prestò servizio presso Re Thengel di Rohan, combattendo nei ranghi dei Rohirrim. Trascorse un periodo della propria vita anche a Gondor presso la corte di Ecthelion II, allora Sovrintendente Regnante, sono il falso nome di Thorongil; in quel periodo il regno dei Dúnedain stava attraversando una gravissima crisi: la provincia dell'Ithilien era stata da poco perduta e i Corsari di Umbar, istigati da Sauron, avevano dato il via ad una grande offensiva contro Gondor saccheggiandone le coste.
"Thorongil, lo chiamavano gli uomini di Gondor, l’Aquila della Stella, perché era veloce e lungimirante, e portava una stella d’argento sul suo manto; ma nessuno conosceva il suo vero nome né il suo paese di origine. Egli era infatti giunto da Rohan, dove aveva servito re Thengel, ma non era uno dei Rohirrim. Era un grande condottiero di terra e di mare, ma scomparve nelle ombre dalle quali era giunto prima della fine di Ecthelion. «Thorongil ripeteva sovente a Ecthelion che la forza dei ribelli di Umbar era un grosso pericolo che minacciava Gondor, una minaccia che sarebbe divenuta micidiale per le provincie del Sud se Sauron avesse dichiarato apertamente guerra. Ricevette quindi finalmente il permesso del Sovrintendente e radunò una piccola flotta con la quale giunse inaspettatamente a Umbar in piena notte, riuscendo a incendiare gran parte delle navi dei Corsari. Egli stesso sconfisse il Capitano del Porto nel corso di una battaglia sui molì, e ritirò la sua flotta con poche perdite. Ma quando tornarono a Pelargir, tutti furono stupefatti e dispiaciuti di apprendere che egli non voleva ritornare a Minas Tirith, ove l’attendevano grandi onori. Egli inviò a Ecthelion un messaggio di addio, dicendo: “Altri compiti mi attendono ora, sire, e dovranno passare molti pericoli e lunghi anni prima che io ritorni a Gondor, se tale è il mio destino”. E benché nessuno potesse indovinare quali fossero questi compiti e chi avesse invocato il suo aiuto, seppero tuttavia dove egli si recava, poiché prese una barca e traversò l’Anduin, là disse addio ai suoi compagni e proseguì da solo; e quando fu visto per l’ultima volta il suo volto, era diretto verso le Montagne dell’Ombra. Vi fu molto sconforto nella Città alla notizia della partenza di Thorongil, e a tutti parve una grande perdita, ad eccezione forse di Denethor, figlio di Ecthelion, un uomo ormai maturo per la Sovrintendenza, che assunse quattro anni dopo,"
—Thorongil, Il Signore degli Anelli, Appendice A

Aragorn propose dunque al Sovrintendente un'audace piano che prevedeva un'incursione della flotta di Gondor, da lui guidata, nel porto dei Corsari per ucciderne il Capitano e distruggere la flotta. Inizialmente titubante Ecthelion II alla fine dette il proprio assenso ed Aragorn prese dunque il comando di quella che in seguito sarebbe divenuta nota come l'Incursione nel Porto di Umbar, conclusasi con una travolgente vittoria per Gondor. Il Sovrintendente, sospettando l'identità del giovane ramingo del Nord, avrebbe voluto invitarlo a Minas Tirith e offrirgli la corona ma Aragorn, sapendo che il suo momento era ancora ben là di venire, rifiutò e sbarcato a Pelargir ripartì verso il nord, con somma soddisfazione di Denethor.

Il secondo incontro con Arwen Modifica

Arwen e Aragorn a Lothlórien.jpg
"Ed Arwen disse: “Oscura è l’Ombra, eppure il mio cuore gioisce, perché tu, Estel, sarai fra i grandi il cui coraggio la distruggerà”. Ma Aragorn rispose: “Ahimè! Io non posso prevederlo, e come potrà accadere mi è tuttora oscuro. Eppure con la tua speranza anch’io spererò. E respingo per sempre l’Ombra; ma neppure il Crepuscolo è fatto per me, o mia dama; perché io sono mortale, e se tu ti legherai a me, Stella del Vespro, anche tu dovrai rinunciare al Crepuscolo”. Ella rimase immobile come un candido albero, con lo sguardo perduto a occidente, e disse finalmente: “Mi legherò a te, Dùnadan, e mi allontanerò dal Crepuscolo. Eppure quella è la terra della mia gente e la dimora di tutta la mia razza”. Ella amava il padre teneramente"
—Aragorn e Arwen, Il Signore degli Anelli

Nel 2981 TE a Lothlórien, di ritorno da una missione a Bosco Atro, Aragorn ebbe un secondo incontro con Arwen. Ormai egli era pienamente maturo e sicuro di sé e fu così che dichiarò il proprio amore alla Principessa Elfica, la quale dimostrò di ricambiare il sentimenti d'affetto che il giovane Capitano dei Dúnedain provava verso di lei. Fu così che entrambi si promisero in matrimonio e ad Elrond non restò che accettare il fatto compiuto, anche se se il pensiero di dover un giorno abbandonare per sempre l'amatissima figlia lo riempì di tristezza.

La Guerra dell'Anello Modifica

La caccia a Gollum e l'incontro con Frodo a Brea Modifica

Aragorn e Gollum.jpg

Dopo aver trovato la pergamena di Isildur, Gandalf era quasi convinto che l'Anello di Frodo fosse in realtà l'Unico Anello ma necessitava di ulteriori prove per convincersi del tutto. Fu così che allo stregone venne in mente di cercare e catturare Gollum per interrogarlo e capire come l'Anello di Sauron fosse giunto a lui; per questa impresa gli sarebbe servito un abile cacciatore che sapesse come seguire anche tracce vecchie di mesi e Aragorn era indubbiamente il più abile cercatore di piste dell'intera Terra di Mezzo. Aragorn e Gandalf si misero dunque in cerca di quella disgraziata creatura, dapprima setacciando il sud del Bosco Atro, per poi spingersi verso sud-est fin quasi a Mordor, ma non trovarono quasi nessuna traccia fresca di Gollum e alla fine optarono per dividersi in modo da battere più terreno. Alla fine Aragorn riuscì ad individuare e a catturare quell'orribile essere nel sud del Bosco Atro e a portarlo da Gandalf più a nord, dove aiutò lo stregone a sottoporlo ad un duro interrogatorio. Saputo ciò che voleva, Gandalf pregò Aragorn di consegnare Gollum a Thranduil e poi dirigersi subito a Brea, dove avrebbe dovuto attendere Frodo in viaggio verso Imladris al fine di portare l'Anello al sicuro. Per settimane Aragorn attese pazientemente l'arrivo di Frodo, preoccupandosi tuttavia del ritardo dell'hobbit e della mancanza di notizie da parte dello Stregone, non sapendo che era stato catturato da Saruman.

Viaggio a Imladris e Formazione della Compagnia Modifica

Divisione della Compagnia e la caccia agli Uruk-hai Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Amon Hen.


La Guerra a Rohan Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia del Fosso di Helm.


La Grigia Compagnia e l'Esercito dei Morti Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Grigia Compagnia e Esercito dei Morti.
Aragorn e Éowyn a Dunclivo by Alan Lee.jpg

Mentre Théoden, Gandalf, Éomer, Aragorn, Gimli, Legolas, Merry e Pipino stavano lasciando Isengard a poca distanza dalla fortezza furono raggiunti da Elladan e Elrohir e dalla Grigia Compagnia, giunti dal nord per unirsi ad Aragorn portandogli messaggi da parte di Elrond e Galadriel e lo stendardo cucito per lui da Arwen. Il Signore di Gran Burrone consigliava a Aragorn di raggiungere Dunclivo e ottenere l'aiuto dell'Esercito dei Morti. Aragorn quindi, accompagnato dalla Grigia Compagnia e da Legolas e Gimli, partì alla volta di Dunclivo giungendovi ben prima di Théoden e Éomer, e qui ebbe un toccante incontro con Éowyn che avrebbe voluto seguirlo in quanto infatuata di lui. Tuttavia Aragorn le impedì di seguirlo, rattristando di molto la dama di Rohan, e s'incamminò nel Sentiero dei Morti. Qui incontrarono il cadavere di Baldo, figlio di Brego, che cinquecento anni prima aveva deciso di incamminarsi per il sentiero. Qui Aragorn convocò i morti alla Roccia di Erech a Morthond e s'incamminò verso di essa, e i membri del suo seguito ebbero la sensazione di essere seguiti da un grande esercito in marcia.

Aragorn alla roccia di Erech by abe papakhian.jpg
"Proprio a quella roccia giunse la compagnia nel mezzo della notte, e si arrestò. Allora Elrohir diede ad Aragorn un corno d'argento ed egli lo suono; a coloro che si trovavano nelle vicinanze parve di udire il suono di altri corni rispondere, come un eco in profonde e lontane caverne. Non udirono però altri rumori , pur essendo consci della presenza di un grande esercito radunato intorno al colle. Un vento gelido come il respiro di fantasmi veniva dalle montagne. Allora Aragorn smontò e in piedi, accanto alla Roccia, gridò con voce possente: "Fedifraghi, perché siete venuti?" Si udì una voce rispondergli nella notte come da molto lontano: "Per mantenere il nostro giuramento e avere pace". Allora Aragorn disse: "É giunta infine l'ora. Io vado a Pelargir sull'Anduin, e voi mi seguirete. E quando da questa terra saranno spazzai via i servitori di Sauron, considererò mantenuto il giuramento ed avrete pace e riposo eterno. Perché io sono Elessar, l'erede di Isildur di Gondor""
—Aragorn alla Roccia di Erech


La sconfitta di Sauron e incoronazione Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Battaglia dei Campi del Pelennor e Battaglia del Morannon.
Gandalf crowns Aragorn as King Elessar Lord of the Rings Brothers Hildebrandt Return of the King painting illustration JRR Tolkien Archives.jpg

Regno Modifica

Dopo l'incoronazione a Re di Gondor, Aragorn, acclamato dalle genti di Minas Tirith come Elessar, ovvero gemma elfica, regnerà sul trono di Gondor per 123 anni, assieme alla sua consorte Arwen, dalla quale avrà anche due figlie e un figlio, il cui nome sarà Eldarion. Durante il suo regno, Gondor si riunificherà all'Arnor, ed ingloberà anche Imladris, Umbar e l'Harondor, e tuttavia la Contea sarà dal re in persona ceduta del tutto agli hobbit, assieme al divieto per qualsiasi umano di varcare i confini del paese dei mezzuomini. Si dice anche che, durante il regno di Aragorn, sia stata ricostruita, parzialmente o totalmente, l'antica capitale del regno del Sud Osgiliath e che anche la città di Fornost, antica capitale di Arnor, sia stata rioccupata dai Dúnedain.

La morte Modifica

Aragorn's death.png

La morte di Aragorn ne Il Signore degli Anelli di Peter Jackson

Dopo 120 anni di regno Aragorn, che aveva ormai 210 anni, il più longevo della sua stirpe da almeno 1,200 anni, sentì il peso della sua lunga vita e quindi decise di recarsi nelle Case dei Re accompagnato dalla moglie Arwen e dal figlio Eldarion, e lì attese la morte scegliendo volontariamente di addormentarsi:

"Allora Aragorn disse ad Arwen: “Ormai, Dama Stella del Vespro, la più splendida di questo mondo e la più amata, il mio mondo sta svanendo. Abbiamo raccolto, abbiamo speso, e ora si avvicina il momento di pagare”. Arwen comprese ciò che voleva dire, e lo prevedeva da tempo; tuttavia, fu sconvolta dal dolore. “Vuoi dunque, sire, lasciare prima del tempo la tua gente che vive per la tua parola?”, ella disse. “Non prima del tempo”, egli rispose. “Se non vado adesso, sarò presto costretto a partire per forza. Eldarion nostro figlio è pienamente maturo per divenire re”. Aragorn si recò nella Casa dei Re in fondo alla Via Silente, e si distese sul lungo letto che era stato preparato per lui. Disse addio a Eldarion e gli porse la corona alata di Gondor e lo scettro di Arnor; poi tutti lo lasciarono, all’infuori di Arwen, la quale rimase in piedi, sola, accanto al letto. E, malgrado la sua saggezza e il suo lignaggio, ella non seppe trattenersi dal pregarlo di rimanere ancora per qualche tempo. Non era ancora stanca dei suoi giorni, e sentì l’amaro sapore della mortalità che aveva scelta. “Dama Undómiel”, disse Aragorn, “dura è invero l’ora, eppure fu decisa nel momento in cui ci incontrammo sotto le bianche betulle nel giardino di Elrond, ove nessuno più passeggia. E sul colle di Cerin Amroth, quando abbandonammo sia l’Ombra che il Crepuscolo, accettammo il nostro destino. Rifletti, mia adorata, e domandati se preferiresti vedermi app assire e cadere dal mio alto trono, impotente e irragionevole. No, mia dama, io sono l’ultimo dei Numenoreani e l’ultimo Re dei Tempi Remoti; a me fu data non soltanto una vita tre volte più lunga di quella degli Uomini della Terra di Mezzo, ma anche la grazia di partire volontariamente, restituendo il dono ricevuto. Ora, quindi, dormirò”. “Non ti dirò parole di conforto, perché per simili dolori non vi è conforto entro i confini del mondo. Ti attende un’ultima scelta: pentirti e recarti ai Rifugi, portando con te all’Ovest il ricordo dei giorni trascorsi insieme, un ricordo sempre verde, ma pur sempre soltanto un ricordo; o, altrimenti, attendere la Sorte degli Uomini”. “No, mio amato sire”, ella rispose, “quella scelta è stata fatta ormai da molto tempo. Non vi sono più navi che mi porteranno sin là, e devo attendere la Sorte degli Uomini, volente o nolente: la perdita e il silenzio. Ma voglio dirti, Re dei Numenoreani, che sinora non avevo compreso la storia della tua gente e la loro caduta. Li deridevo come se fossero stupidi e cattivi, ma ora finalmente li compiango. Perché se questo è, in verità, il dono dell’Uno agli Uomini, è assai amaro da ricevere”. “Così sembra”, egli disse. “Ma non lasciamoci sopraffare dalla prova finale, noi che anticamente rinunciammo all’Ombra e all’Anello. In tristezza dobbiamo lasciarci, ma non nella disperazione. Guarda! Non siamo vincolati per sempre a ciò che si trova entro i confini del mondo, e al di là di essi vi è più dei ricordi. Addio!”. “Estel, Estel!”, ella gridò, e mentre gli prendeva la mano e la baciava egli si addormentò. Allora in lui si rivelò una grande bellezza, e tutti coloro che vennero a guardarlo l’osservarono con meraviglia, perché videro che la grazia della sua gioventù, il coraggio della virilità e la saggezza e maestà della vecchiaia erano fusi in uno. Egli giacque a lungo là, immagine dello splendore dei Re degli Uomini immersa nella gloria raggiante precedente al crollo del mondo. Arwen partì, e la luce dei suoi occhi era spenta; al suo popolo parve che ella fosse diventata fredda e grigia come la notte d’inverno senza una stella. Disse addio a Eldarion, alle sue figlie e a tutti coloro che aveva amato, e lasciò la città di Minas Tirith; si recò nella terra di Lórien, e vi dimorò sola sotto gli alberi pallidi fino al giungere dell’inverno. Galadriel era partita, e anche Celeborn se n’era andato, e tutto era silenzio. Alla fine, mentre cadevano le foglie dei Mallorn e la primavera era ancora lontana, ella si distese sul Cerin Amroth; e quella sarà la sua verde tomba finché il mondo cambierà, e i giorni della sua vita saranno del tutto obliati dagli uomini che nasceranno, e l’Elanor e il Niphredil non fioriranno più a est del Mare."
—La morte di Aragorn e Arwen


Adattamenti Modifica

Il Signore degli Anelli (1978) Modifica

Aragorn 1978.jpg

Nell'adattamento animato di Bakshi del 1978 il Capitano dei Dúnedain è doppiato da John Hurt. Questa resa non è stata molto apprezzata dalla critica e dai fan, che hanno accusato la produzione di aver costruito il personaggio basandosi sugli stereotipi del nativo americano.

Il Ritorno del Re (1980) Modifica

RankinBass Aragorn.jpg

Nel lavoro di Rankin/Bass' il personaggio di Aragorn è doppiato da Theodore Bikel. La resa è piuttosto fedele al personaggio di Tolkien, tuttavia il film non è stato molto apprezzato né dalla critica né dai fan.

Trilogia de Il Signore degli Anelli (2001 - 2003) Modifica

Aragorn.png

Nella trilogia di Peter Jackson il personaggio di Aragorn è interpretato dall'attore statunitense Viggo Mortensen. Inizialmente Jackson aveva scritturato l'attore irlandese Stuart Townsend, ma in seguito il regista optò per Mortensen in quanto Townsend era troppo giovane per interpretare un ruolo maturo come quello di Aragorn. Molti hanno criticato la scelta di Peter Jackson di trasporre l'Aragorn interpretato da Mortensen come pieno di dubbi e insicuro, a differenza di quanto accade nel libro, ma il regista neozelandese l'ha giustificata con la necessità di rendere in maniera diversa lo sviluppo narrativo del personaggio