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"Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende.
"
—Epigrafe di Tolkien a Il Signore degli Anelli

Gli Anelli del Potere furono in totale venti e vennero forgiati nella Seconda Era da Sauron per sedurre e, in segreto, ingannare e governare i Re di ogni popolo/razza della Terra di Mezzo. Diciannove di essi vennero forgiati dai fabbri elfici del Eregion, sotto la guida di Celebrimbor. Tre di essi vennero affidati agli Elfi, sette ai Nani e nove agli Uomini. In seguito i portatori di tutti questi anelli vennero ingannati, perché Sauron tra le fiamme del Monte Fato creò un altro anello, denominato l'"Unico Anello" per ingannare tutti gli altri e sottometterli al proprio volere. Sauron in questo anello ripose così tanto dei suoi oscuri poteri che non poteva essere sconfitto del tutto, anche se la sua forma fisica fosse stata annientata, fino a quando l'anello non fosse stato distrutto nel Monte Fato.

Storia Modifica

Sauron Annatar.jpg

Sauron nelle vesti di Annatar

"« (..) Ma perché dunque la Terra di Mezzo dovrebbe restare per sempre desolata e buia, laddove gli Elfi potrebbero renderla altrettanto bella di Eresseä, che dico, perfino di Valinor? E poiché non vi avete fatto ritorno, come pure potreste, ben m'avvedo che, al pari di me, voi questa Terra di Mezzo l'amate. Non è dunque nostro dovere di lavorare fianco a fianco al suo arricchimento e per l'elevazione di tutte le stirpi elfiche che vi si aggirano, all'oscuro del molto potere e della sapienza che sono di coloro che stanno al di là dal Mare?»"
—Sauron convince i Noldor a forgiare gli Anelli

Gli Anelli del Potere furono realizzati dai fabbri elfi del Eregion sotto la guida di Celebrimbor, discendente di Fëanor. La spinta alla loro creazione venne data da Sauron, che in quei tempi possedeva ancora il potere di poter variare aspetto e si faceva chiamare Annatar, fingendosi un benefattore degli Elfi.

Un totale di diciannove anelli vennero forgiati dagli Elfi, sedici dei quali forgiati anche con l'aiuto di Sauron stesso. Celebrimbor invece realizzò per sé i tre anelli più grandi, in seguito dati in dono agli Elfi. Ne vennero forgiati molti altri di minor potenza e usati forse per fare anche del bene, ma furono molto probabilmente soltanto il frutto delle prove dei fabbri, come scritto ne Il Silmarillion e detto da Gandalf.

Sauron aveva però in mente di usare questi anelli per dominare il restante degli Elfi nella Terra di Mezzo. Creò così il ventesimo anello tra le fiamme del Monte Fato cercando quindi di schiavizzare i portatori degli anelli. Tuttavia, quando Sauron indossò l'anello, gli Elfi se ne accorsero immediatamente e quindi si tolsero gli anelli. Infuriato per questo affronto, Sauron dichiarò guerra aperta agli Elfi e chiese loro di ridargli gli anelli.

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I Signori delle tre razze con gli Anelli del Potere.

Fortutamente per gli Elfi, essi riuscirono a custodire i Tre anelli più potenti, ma Sauron riuscì comunque a recuperare gli altri sedici rimanenti. In seguito, Sauron donò questi anelli ai mortali: Sette anelli furono destinati ai Nani, e Nove agli Uomini che erano la razza più facile da corrompere. Col tempo questi nove portatori degli anelli divennero sempre più avidi, crudeli e maligni usando di continuo gli anelli fino a divenirne schiavi, più tardi conosciuti come Nazgûl, o Spettri dell'Anello. I Nani a cui furono dati gli anelli, invece, non cedettero al potere di Sauron, ma ne vennero corrotti ugualmente divenendo sempre più avidi di ricchezze fino alla loro rovina.

Gandalf spiegò che qualunque essere mortale che indossava gli anelli otteneva un innaturale allungamento della vita. È probabile che questo fu un effetto collaterale degli Anelli del Potere, visto che Sauron agli inizi aveva previsto che gli anelli fossero indossati unicamente dagli Elfi, esseri immortali per natura. L'individuo che avrebbe indossato l'anello non sarebbe più cresciuto o invecchiato, e questo sarebbe diventato prima o poi insopportabile. Bilbo Baggins l'ultima volta che tenne con sé l'anello, confessò che avvertiva una strana e perfida sensazione, come se la sua vita fosse diventata "sottile e allungata", questo fu segno che il processo stava iniziando a influenzarlo.

I Tre anelli degli Elfi vennero usati per cercare di fare del bene, non usandoli come armi ma per preservare al meglio i domini degli elfi, aiutare nella guarigione e resistere al male. Tuttavia, erano ancora legati all'Unico, e quindi quando un portatore indossava l'anello, Sauron poteva leggere nel pensiero di chi lo indossava.

Ne Il Silmarillion viene annotato che i Sette anelli dati ai Nani non erano diversi da quelli dati agli Uomini, questo perché Sauron in origine aveva stabilito che questi dovevano sempre essere consegnati agli Elfi. È chiaro però che i Nove dati ai Re degli Uomini erano di malignità inferiore, cioè bastava poco per schiavizzare la mente di questi. I Nove e i Sette anelli furono descritti in altre opere di J.R.R. Tolkien, nelle quali vengono considerati come due gruppi di anelli differenti; tuttavia, se anche fossero stati diversi nei loro effetti sul portatore o sul tipo di potere conferito, questo non è stato mai specificato. E' però scritto nei Racconti incompiuti che i Nani ricevettero i loro Sette anelli prima dei Nove dati agli Uomini. Era però anche probabile che gli anelli avessero gli stessi effetti degli altri, e quindi anche se scambiati il loro effetto era sempre quello, è perciò possibile che se un nano avesse indossato uno dei Nove, avrebbe ricevuto lo stesso effetto da uno dei Sette. I Tre dati agli Elfi invece erano diversi dagli altri, poichè Celebrimbor, lavorando da solo, aveva creato questi con degli scopi diversi dalla linea di pensiero di Sauron, ed egli presumibilmente non se ne accorse fino a fatto compiuto.

Anelli minori Modifica

Nelle opere de Il Silmarillion viene raccontato che gli Elfi crearono altri anelli magici, ma erano molto più deboli dei diciannove già creati e molto probabilmente erano soltanto prove di forgiatura dei fabbri. Il loro destino è sconosciuto, né è noto se il loro potere è legato a quello dell'Unico. Se lo fossero stati, il loro potere sarebbe cessato con la distruzione dell'Unico.

I Tre agli Elfi Modifica

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I tre anelli agli Elfi.

"Ma gli Elfi gli sfuggirono e salvarono tre dei loro anelli, che andarono a nascondere. Ordunque, questi erano i Tre che erano stati costruiti per ultimi, quelli che possedevano i massimi poteri, Narya, Nenya e Vilya, tali i loro nomi, cioé Anelli di Fuoco, d'Acqua e d'Aria, ornati di rubino, diamante e zaffiro; e Sauron desiderava impadronirsene più che di tutti gli altri anelli elfici, perché coloro che ne fossero in possesso erano in grado di tenere lontano le offese del tempo e ritardare la stanchezza del mondo."
—I Tre Anelli Elfici, Il Silmarillion

I tre anelli furono forgiati di nascosto da Celebrimbor e non furono mai toccati da Sauron. Il loro nomi erano:

Essi rimasero nascosti, e il loro nascondiglio fu rivelato solo alla fine della Terza Era, dopo che l'Unico Anello venne distrutto e l'Oscuro Sire annientato. Questi anelli invece sono invisibili se indossati, l'opposto dell'Unico che invece rende invisibile chi lo indossa. A Lothlórien, Galadriel rivelò il suo possesso quando venne attirata dall'Unico dopo che Frodo glielo porse davanti. 

Ciascuno di questi anelli aveva poteri speciali, ma erano limitati e non paragonabili a quelli dell'Unico. Elrond, durante il suo Consiglio e anche prima a Gandalf, dichiarò che né lui, né Lórien e né i Rifugi Oscuri avrebbero potuto contrastare la forza di Mordor.

Narya Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Narya.
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Narya, l'Anello del Fuoco. Passò dalle mani di Círdan a Gandalf.

Narya, chiamato anche Anello del Fuoco o Anello Rosso, viene descritto come un anello d'oro ornato da un rosso rubino. Il suo potere è quello di aiutare il portatore e chi gli sta intorno nel resistere alla tirannia, al dominio e alla disperazione oltre a dare resistenza alla fatica del tempo.

Secondo i Racconti incompiuti, all'inizio della guerra fra gli Elfi e Sauron, Celebrimbor diede Narya a Círdan, il Signore dei Porti di Mithlond, dopo la morte di Gil-Galad. Nella Terza Era, Círdan decide di ricompensare Gandalf per la sua natura di Maia di Valinor cedendogli l'anello.

Nenya Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nenya.
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Nenya, l'Anello del'Acqua. Indossato da Galadriel.

Nenya, detto anche Anello dell'Inflessibilità, Anello Bianco oppure Anello dell'Acqua. In nome "Nén" deriva dal Quenya e significa "acqua". Viene descritto come un anello fatto di Mithril con una pietra bianca incastonata su di esso, presumibilmente si tratta di diamante anche se ciò non venne mai chiarito, però il termine "irremovibile" con cui essa viene descritta porta a presupporre che si tratti di questo. L'anello è portato da Galadriel di Lothlórien.

Il suo potere stava nel proteggere il proprio portatore e ciò che lo circonda da un tentativo di corruzione e un'ascesa al male, infatti si afferma su Lórien che "c'è un potere segreto qui che trattiene il male dalla terra". Tuttavia, gli Orchi di Dol Goldur hanno comunque attaccato Lórien, quindi questo fa capire che l'anello può soltanto preservare mentalmente, ma non può di certo essere usato come arma. Si disse anche che Lothlórien protetto come fosse, non sarebbe mai caduto se non per mano di Sauron in persona. Galadriel usò questi poteri per salvare e preservare questo luogo, anche se questo le aumentò la sua nostalgia per il mare e il desiderio di tornare nelle Terre Immortali. Dopo che l'Unico Anello venne distrutto, il suo potere svanì. Galadriel in seguito partì con altri Elfi portatori di altri anelli, dai Rifugi Oscuri, portando con sé Nenya. Con l'anello magico partito, la bellezza di Lórien iniziò a diminuire, e gli alberi di Mallorn che popolavano da secoli quelle terre cessarono di esistere. Con la morte di Arwen nel 121 della Quarta Era, Lothlórien divenne deserto e in rovina.

Vilya Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vilya.
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Vilya, l'Anello dell'Aria. Indossato da Gil-Galad e poi da Elrond.

Vilya, conosciuto anche come Anello dell'Aria, Anello Blu, Anello Dominante o Anello di Zaffiro è il più grande dei Tre anelli. Quando Sauron devastò l'Eregion, Vilya insieme a Narya fu inviato al Re degli Elfi, Gil-Galad, nel Lindon. Lì venne affidato a Elrond, questo perché il Sommo Re degli Elfi Noldor, Gil-Galad, pensò che l'anello dovesse essere affidato in mani sicure poiché era l'anello più potente degli altri consegnati agli Elfi.

Anche come gli altri due anelli, Vilya era gemmata: aveva una grande pietra blu al centro e una fascia d'oro che andava poi a comporre l'anello, facendolo così poi chiamare Anello Blu o Anello di Zaffiro. Vilya venne chiamato anche Anello dell'Aria, questo perché il suo potere controllava anche gli altri due anelli, oltre ad essere il più potente dei tre. La potenza esatta di Vilya non viene però menzionata. Ne Il Silmarillion viene spiegato che Celebrimbor creò questo anello per guarire e conservare dal male, e non per migliorare i punti di forza come venne fatto per gli altri diciotto anelli più gli altri minori. Ha anche un'altra particolarità questo anello, quando i Nazgûl tentarono di fare irruzione a Gran Burrone, Elrond aveva già evocato un torrente di acqua pronto a spazzarli via. Quindi questo lascia presupporre che l'anello sia in grado anche di far leggere il futuro, e in effetti Elrond ne è in grado.

I Sette ai Nani Modifica

"Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra"
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I Sette anelli dati ai Signori dei Nani.

Sauron presentò ai sette signori dei Nani gli anelli (anche se secondo la tradizione nanesca, il fabbro elfo Celebrimbor consegnò personalmente l'anello più potente a Durin III). E quindi furono queste le stirpi che ereditarono gli anelli: Popolo di Durin (Lungobardi), Barbafiamma, Vastifasci, Pugniferro, Barbedure e Piediroccia. I Nani usarono gli anelli per la ricerca di ricchezze (che a loro volta attirarono i draghi), ma Sauron, secondo gli scritti ne Il Silmarillion, non fu in grado di sottomottere i Nani al suo volere. Gli anelli non erano né in grado di divenire invisibili né di far diventare invisibili; essi erano immuni ad alcuni dei più dannosi effetti degli anelli. Si ritiene anche che i Nani fossero per la loro natura natura resistenti alla corruzione, oppure che questo poté essere valido soltanto perché gli anelli vennero portati soltanto dai Signori più potenti dei Nani.
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I Signori dei Nani con gli anelli.

Anche se non venne descritto direttamente, gli anelli allungarono di molto la vita ai loro portatori, e che forse questi non invecchiaro. L'effetto più potente di questi era di far diventare estremamente avido chi li indossasse e che infatti portò alla rovina i loro possessori. Al tempo de Il Signore degli Anelli quattro anelli erano stati distrutti dal fuoco di un drago, mentre i restanti erano stati ripresi da Sauron. Il più potente anello venne poi ereditato da Thráin II, erede di Durin, che in seguito venne fatto prigioniero e torturato dal Negromante (Sauron in incognito) nel 2845 della Terza Era. Poco prima dell'inizio della Guerra dell'Anello, un inviato di Sauron tentò di persuadere Dain II Piediferro, offrendo la restituzione dei tre anelli, se egli avesse accettato di trovare l'Unico Anello. Egli rifiutò, sapendo per esperienza che di Sauron non ci si poteva fidare.

I Nove agli Uomini Modifica

"Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende"
I Nove anelli furono quelli divisi tra uomini dal cuore corrotto che ormai bramavano potere da tempo e che in seguito sarebbero divenuti Nazgûl, gli Spettri dell'Anello. Questi portatori divennero servi fidati di Sauron, e nessuno di essi venne specificatamente menzionato ne Il Signore degli Anelli, eccetto il Re Stregone di Angmar, e, nei Racconti incompiuti, il suo secondo in comando il Re Esterling Nero, Khamûl.
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I nove Re degli Uomini con gli anelli.

Nel primo gioco di ruolo dell Terra di Mezzo erano menzionato i nomi degli altri otto Nazgûl: Er-Murazor (denominato anche Re Stregone di Angmar, di razza Númenóreana),Dwar, Ji Indur, Akhorahil, Hoarmurath (di razza Númenóreana), Adunaphel (femmina di razza Númenóreana), Ren e Uvatha. Tuttavia questi nomi sono generalmente ritenuti non canonici, specialmente poichè l'idea che tra gli spettri vi fossero donne è molto improbabile dato il contesto delle opere di Tolkien, ma questo potrebbe essere possibile poiché vi furono anche Regine Númenóreane che regnavano sole, tra cui Tar-Ancalimë, Tar-Telperiën e Tar-Vanimeldë.

Ci furono anche dei personaggi femminili di entità assai malvagie, tra cui Ungoliant e Shelob. Tuttavia c'è anche un altro nome, Morgomir, che appare nel videogioco "La Battaglia per la Terra di Mezzo 2: L'Ascesa del Re Stregone", questo tuttavia non è neanche lui menzionato negli scritti di Tolkien, e nel videogioco sembra essere il secondo comandante dopo il Re Stregone. 

La frase scritta da Tolkien, "Nove agli Uomini condannati a morte" è un riferimento al Destino degli Uomini, unica tra le creazioni di Eru a non sapere quale fine è a loro riservata dopo la morte. Era questa incertezza che gli uomini invidiavano l'immortalità elfica e che ne bramavano i frutti a tutti i costi, e fu così che Sauron sfruttò questo potere, portando alla distruzione il Regno di Númenor.

Gli effetti dei Nove anelli sugli Uomini erano di far acquisire potere e ricchezza, ed è per questo che essi divennero poi potenti stregoni (forse una volta che raggiunsero l'apice di questo effetto, divennero spettri) e sembrava dare loro vita eterna, poiché anch'essi smisero di invecchiare. Uno per uno, caddero per mano dei loro anelli, a seconda della loro incapacità innata di resistere alla corruzione, e divennero spettri. Divennero orripilanti fino a divenire del tutto invisibili, se non per quegli Elfi che un tempo avevano dimorato nelle Terre Immortali (pochi nella Terza Era), Maiar come ad esempio Sauron, e stregoni. Erano visibili anche a chi indossava l'Unico Anello (degli altri anelli non si seppe se avessero o meno anche loro questa capacità). Il processo di unificazione a Sauron li resero un tutt'uno, se Saruon era debole anche gli spettri lo erano, e si arrivò a un punto in cui Sauron nella Terza Era divenne così potente che il suo servo più micidiale, il Re Stregone, era forse anche più potente di Gandalf il Bianco.

Non è chiaro dove i Nove anelli vennero tenuti, però si presuppone che Sauron riprese loro gli anelli dopo averli sottomessi, così facendo riuscì a tenerli schiavi della sua volontà ancora più di quanto volesse. Forse è possibile che Sauron li abbia messi a Barad-dûr insieme a quelli sottratti ai Nani e che poi abbia messo gli stessi Nazgûl a loro guardia

L'Unico Anello Modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unico Anello.
"Un Anello per domarli,
Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli
e nel buio incatenarli
"
J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello
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Sauron forgia l'Unico Anello.

L'anello fu forgiato in tempi remoti dall'Oscuro Signore, Sauron. L'anello conferì un grandissimo potere al suo creatore, che in breve tempo assoldò un esercito composto da OrchiTroll, e Uomini per cancellare i popoli liberi della Terra di Mezzo. Il potere del sovrano di Mordor avanzava, giorno dopo giorno, sancendo la fine dei popoli dell'ovest (Elfi , Nani, Uomini), ma un'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, si unì e affrontò le truppe di Sauron davanti al Nero Cancello.

I comandanti degli eserciti dei popoli liberi erano, per gli elfi, Gil-Galad, Supremo Signore dei Noldor e detentore di Vilya, il più potente dei Tre (e aveva come portabandiera Elrond, sovrano di Gran Burrone) e  Elendil, il Re di Gondor, assieme a suo figlio Isildur.

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L'Unico Anello in mano a Isildur.

La vittoria del male sembrava imminente, ma Isildur riuscì a tagliare il dito su cui Sauron teneva l'anello, utilizzando il troncone di Narsil, la spada di suo padre, che era appena stato ucciso dal Maia insieme al Signore dei Noldor.

Gli eserciti di Mordor si dispersero, e in quel momento Isildur ebbe l'unica opportunità di distruggere l'anello (questo infatti poteva essere distrutto solo se buttato all'interno del Monte Fato, dove era stato forgiato). Ma il potere dell'amuleto influenzò l'animo del sovrano, che non ebbe il coraggio di distruggerlo. Poco dopo, Isildur cadde in un agguato di orchi, e l'anello andò disperso nel fiume Anduin. Centinaia di anni dopo, due amici di un popolo vicino agli Hobbit, si recarono a pescare in un lago. I loro nomi erano Smèagol e Dèagol, e quel giorno era il compleanno di Smèagol. Dèagol improvvisamente cadde nel lago e ne riuscì con un anello luccicante; Smèagol lo pretese come regalo di compleanno, ma Dèagol rifiutò. Smèagol uccise l'amico impossessandosi dell'anello: per cinquecento anni Smèagol conservò questo oggetto, che allungò oltremodo la sua vita, ma lo ridusse ad un essere miserabile. L'anello rimase quindi rinchiuso in una caverna, finchè un giorno, un Hobbit della ConteaBilbo Baggins, giunse da Smèagol. Dopo una sfida basata su indovinelli, Bilbo si impossessò dell'Anello, e Smèagol promise di ritrovarlo. L'anello verrà conservato per più di cinquant'anni dall'Hobbit, che lo tramanderà a suo nipote, Frodo; dopo altri diciassette anni, il giovane, su consiglio dello stregone Gandalf, comincerà un viaggio verso il Monte Fato per distruggere l'anello, che dopo un anno e mezzo, verrà finalmente buttato nel fuoco, portando la distruzione di Mordor e di tutto il suo popolo.

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Le parole incise nel Linguaggio Nero sull'Unico Anello

L'anello, all'esterno si presenta come una massa dorata, brillante e perfettamente liscia. Ma se riscaldato, mostra delle scritte nella lingua di Mordor. Queste scritte sono traducibili in:  

«Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli», due versi di un antico poema elfico che recita pressapoco così:

«Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende.
»

L'effetto più evidente che causa l'anello è l'invisibilità: infatti, chi indossa l'Anello si rende nascosto a chiunque, ma così facendo perde identità e capacità di interazione con gli altri. Questo effetto simboleggia la facoltà di distruggere qualsiasi relazione umana e qualsiasi identità.

Invece l'effetto più importante è quello che ha sull'animo: se usato frequentemente, l'anello fa "sbiadire" il portatore portandolo in tempi più o meno lunghi (a seconda della persona), a diventare uno spettro al servizio dell'Oscuro Signore.

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